IlLibraio.it ha intervistato Gian Arturo Ferrari sul suo clamoroso ritorno a Segrate in veste di vice presidente di Mondadori Libri S.p.A. ("E' stata una sorpresa per molti. Non per me..."): "Quello che posso assicurare è che non nutro rancori nei confronti di nessuno. Non conteranno i sentimenti, in ogni caso, ma i fatti". Il "professore" chiarisce: "Andranno ridotti i costi, se si vogliono mantenere i margini". E spiega come intende farlo, "di concerto" con il nuovo Ad: "Enrico Selva è mio amico da anni..."

Il cellulare di Gian Arturo Ferrari squilla incessantemente da ieri sera. Da quando (come abbiamo scritto qui, spiegando tutti i dettagli e le possibili conseguenze della “restaurazione” andata in scena ieri sera a Segrate) l’ex numero uno del primo gruppo librario italiano ed ex presidente del Centro per il libro è stato “richiamato” in veste di vice presidente di Mondadori Libri S.p.A.. Il “professore” agirà “di concerto con l’amministratore delegato Area trade Enrico Selva nell’implementazione e comunicazione dei programmi editoriali” (qui i particolari).
Finalmente, stamattina IlLibraio.it è riuscito a parlargli.

Ferrari, stavolta ha sorpreso tutti. Nessuno si aspettava questo suo clamoroso ritorno…
“Confermo, è stata una sorpresa per molti. Non per me…”.

Intende dire che lo sapeva da tempo?
“Non posso dirle da quanto… ma sì, ne ragionavamo da un po’. Certo, ieri ho avuto la certezza. E a dirla tutta, non mi sembra una scelta così illogica”.

A proposito, che rapporto ha con il nuovo Ad Enrico Selva Coddè, che ha preso il posto di Riccardo Cavallero?
“Ottimo. Siamo amici da anni, lo portai io in Einaudi. Tra noi c’è intesa, lavoreremo bene insieme, ne sono sicuro. Cercheremo di fare del nostro meglio. E con questo non intendo certo dire che nella precedente gestione ciò non è accaduto. Sia chiaro”.

A Repubblica ha dichiarato che non ha in mente vendette… Ha già pensato a cosa dirà agli editor e ai manager il giorno del suo insediamento?
“Comincerò la nuova avventura a Segrate nei prossimi giorni. E dirò la verità, e cioè che sono molto contento di tornare…”.

Stando alle voci, a Segrate non si respira un clima troppo sereno…
“Quello che posso assicurare è che non nutro rancori nei confronti di nessuno. Non conteranno i sentimenti, in ogni caso, ma i fatti. Del resto, da sempre in Mondadori ha regnato la ferrea cultura dei risultati. Conteranno quelli”.

Ed è ottimista in questo senso? Il mercato librario è in calo in tutto il mondo, senza dimenticare l’impatto della crisi economica…
“Il tema lo conosco bene. Il problema è globale. Sicuramente andranno ridotti i costi, se si vogliono mantenere i margini”.

E come?
“Pubblicando meno libri. Ma sbaglia chi in questi casi aggiunge: ‘Porteremo in libreria solo i libri migliori’. Nessuno in questo settore ha la ricetta del successo. Se un libro è un bel libro lo si può sapere solo dopo il verdetto del pubblico”.

Oltre a diminuire la produzione, cosa farete per ridurre i costi?
“Lavoreremo a far sì che la struttura sia più efficiente”.

E delle voci su una probabile futura alleanza con Rcs Libri cosa pensa?
“Mi pare che le abbia già detto troppo… Su queste voci non intendo fare commenti. E soprattutto, devo salutarla. Ho tante chiamate a cui rispondere…”.

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