Su ilLibraio.it Vincenza Alfano racconta il suo nuovo romanzo, "Balla solo per me", storia d'amore ambientata nel teatro San Carlo di Napoli...

“La danza richiede questo equilibrio tra leggerezza e attrito, indifferenza e amore. La danza è passione misurata. La danza mi vuole trasparente. La danza mi vuole tutta per sé”. È la danza il motore del romanzo Balla solo per me. La vita di Laura, giovane étoile e protagonista del romanzo, scorre sullo splendido palcoscenico del teatro San Carlo di Napoli, di atto in atto, di scena in scena, nella piazza del villaggio, nel laboratorio del dottor Coppelius, di nuovo nella piazza. Al centro della scena c’è Coppelia, la bambola con gli occhi verdi di smalto che fa impazzire gli uomini con uno sguardo: “Sono seduta sul balcone della mia casa e guardo la piazza con occhi verdi di smalto, verdi come il vetro di una bottiglia, splendenti come smeraldi. È la parte più bella di me: i miei occhi sono una calamita per amanti maldestri che cercano consolazione tra le braccia di una donna. I miei occhi sono un inganno anche per me. Ma così ha voluto mio padre. Sono l’amata che non amerà mai. La mia vita è un incanto, una finzione. Sono solo una bambola”. Il balletto di Coppelia diventa storia della storia della ballerina, della sua vicenda d’amore. Avviene uno slittamento dall’arte alla vita che fa convergere i due piani. La rappresentazione continua, quando il sipario si chiude, dietro le quinte e fuori dal teatro o forse è il palcoscenico a rivelare reconditi meccanismi della vita. Sentimenti scomodi che trascinano lontano dalle abitudini, dal conformismo rassicurante di una vita opaca e senza più desideri. Laura rappresenta il punto di rottura di un compromesso ipocrita che costringe a soffocare le proprie passioni. La ballerina ha imparato a piegare il suo corpo alle esigenze di un’arte che pretende rinuncia, sacrificio, perfetta adesione alla storia raccontata. Ci vogliono esercizio, rigore, disciplina, originalità e passione nell’interpretazione. La cura di Laura per lo studio attento dei passi, della musica, il rigore nell’esecuzione, la sua assoluta dedizione diventano ingredienti necessari anche alla sua storia d’amore. Una storia clandestina con un ex ballerino che della danza conosce i segni, il linguaggio, il furore. Giovanni e Laura hanno la consapevolezza che il balletto e l’amore richiedono la stessa tensione e difficile equilibrio fra forza ed eleganza, gravità e leggerezza, tecnica e improvvisazione.

Da elemento portante della trama il balletto di Coppelia diventa un suo raddoppiamento: Laura, costretta al ruolo di Coppelia, ambisce a essere Svanilda la donna vera promessa a Franz. L’opposizione dei ruoli evidenzia la specularità delle due ballerine, la fisicità di Svetlana, chiamata dal Baltico a interpretare Svanilda, sembra contrapporsi all’esilità di Laura, occhi verdi contro occhi neri, anima contro corpo. Ma sarà davvero insolvibile questo contrasto? È davvero così distante la bambola dalla donna, la moglie dall’amante? La danza diventa cifra identitaria di questo romanzo in cui forti contraddizioni si stemperano nell’equilibrio formale e nella purezza di linguaggio del balletto. La musica diventa dettato stilistico, ritmo coinvolgente della prosa che traghetta il lettore dall’inizio alla fine. E Laura balla senza lasciarsi fermare dalla vita. Balla per Pierre il coreografo, balla per Giovanni il suo amante, balla per il pubblico del teatro napoletano, balla per il lettore.

Quando sono sul palcoscenico il mondo si fa rarefatto, la danza diventa la mia unica priorità. C’è solo il mio corpo al centro di questo universo che si riempie di aria e di luce. Mi ricorda chi sono. Sono adesso un’emozione che arriva in platea, sono tutte le emozioni. Sono il sorriso e il pianto, la gravezza e l’allegria”.

Ognuno le chiede l’eccezionalità di una danza unica, di un sentimento esclusivo. E Laura pur sapendo che l’amore eccessivo per la sua arte e per gli altri può diventare ostacolo alla sua felicità, continuerà a ballare con fiducia e passione per ciascuno di noi.

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L’AUTRICE – Vincenza Alfano è in libreria per Giulio Perrone editore con Balla solo per me, romanzo ambientato nel mondo della danza. L’autrice è nata e vive a Napoli. Scrittrice, giornalista e insegnante, promuove iniziative culturali e conduce l’Officina delle parole, laboratorio di scrittura creativa.

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