Il grande scrittore per ragazzi inglese: "Spesso gli adulti crescono dimenticando quanto sia importante il bambino che sono stati". E ancora: "È importante incoraggiare i più piccoli a dare libero sfogo alla fantasia"

David Almond, scrittore per ragazzi molto amato, di recente è stato protagonista a Milano in occasione di Tempo di libri. Classe ’51, Almond ha debuttato nel 1998, con Skellig. Per l’autore inglese “spesso gli adulti crescono dimenticando quanto sia importante il bambino che sono stati“. Almond, che nel 2010 ha vinto il premio Hans Christian Andersen come miglior autore per ragazzi, si dice “convinto che per vivere una vita piena e felice sia importante concedere a noi stessi di tornare bambini”.

Per l’autore de La storia di Mina, infatti, “i bambini sono dotati di un’immaginazione speciale, che li aiuta a vincere le paure e ad affrontare la vita con ottimismo”. Ai più piccoli “va lasciato spazio, va lasciata la possibilità di esprimersi in ogni campo”. E ancora: “Le loro giornate non devono essere riempite da attività proposte dagli adulti, ma ai bambini va lasciato il tempo di giocare“.

Per David Almond “è importante incoraggiare i bambini a dare libero sfogo alla fantasia, coltivando le loro abilità nella scrittura, nel disegno, nel canto e nella danza”. I più piccoli “vanno fatti entrare in contatto con la natura, le piante e gli animali, devono uscire di casa e conoscere il mondo che li circonda”.

Almond parla anche dell’importanza della lettura, e spiega: “Sono stato fortunato. Da piccolo abitavo in un piccolo paese in cui la biblioteca aveva un ruolo centrale: potevamo andarci da soli, scegliere i nostri libri, sfogliarli, toccarli, leggerli nella grande sala o portarli a casa con noi. Sono stato doppiamente fortunato perché ho avuto uno zio che faceva il tipografo e mi permetteva di vedere come lavorava. Da lui ho ereditato la doppia passione per la carta stampata e per la scrittura”.

L’autore de Il bambino che si arrampicò fino alla luna parla poi della sua attività letteraria: “Per scrivere servono tempo, fatica, impegno, dedizione ed energia. Per mantenere il ritmo della narrazione è necessario applicarsi e superare con fiducia gli ostacoli. Bisogna credere nell’immaginazione e coltivarla”.

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