C'è una doppia novità che riguarda Utet e Rizzoli... - I particolari

C’è una doppia novità che riguarda Utet e Rizzoli: sì perché ad assumere la direzione del marchio, oggi parte del gruppo DeaPlaneta, al posto di Andrea Cane (su cui tra poco torneremo), è Mattia de Bernardis, che a ilLibraio.it spiega: “Sono orgoglioso di prendere la guida editoriale di un marchio così carico di storia. L’obiettivo è di portare questa storia nel futuro, aprendosi ai temi e ai problemi dell’attualità e trovando nuovi modi di parlare al pubblico dei lettori. La serietà e la qualità del nostro catalogo restano un punto fermo, e ci permettono di progettare il nuovo corso con fiducia”.

Per de Bernardis, in passato alla saggistica Feltrinelli, “gli autori sono la ricchezza di una casa editrice, non solo per i libri che scrivono, ma per le idee che portano, le discussioni che innescano, le prospettive che aprono. Per questo, il mio impegno è rivolto a fare di Utet una casa in cui si possano incontrare persone, idee, dibattiti. E a proposito di persone, vorrei spendere una parola per coloro che condividono con me il lavoro quotidiano. Una squadra di qualità, fatta da chi i libri li segue con passione e attenzione, dal progetto al testo finito, Matteo Alfonsi e Dario Rossi, da chi progetta le copertine, lo studio grafico xxy, da chi li presenta al mondo dei lettori, Elisa Montanucci, nonché da tutti i colleghi di Dea Planeta Libri”.

La Utet è nata Torino nel 1791 dall’attività dei librai Fratelli Pomba, e nel 1854 ha assunto l’attuale denominazione (Unione Tipografico-Editrice Torinese), diventando un riferimento per la produzione di enciclopedie, grandi opere e classici. Nel 2002 è stata acquisita dal gruppo De Agostini Editore. E, a partire da maggio 2013, ha aperto alla saggistica, dove in questi anni ha pubblicato, tra gli altri, L’amore è tutto: è tutto ciò che so dell’amore di Michela Marzano (2013), Norwegian wood di Lars Mytting (2016) e l’Atlante delle emozioni umane di Tiffany Watt Smith (2017). Tra le uscite previste per l’autunno, Io, Tu, Noi di Vittorio Lingiardi e Italia selvatica di Daniele Zovi. Quanto al 2020, sono già in programma il nuovo libro di Malcolm Gladwell, Talking to Strangers, e Noise del premio Nobel Daniel Kahneman.

Dal canto suo, Andrea Cane torna a Segrate: ma non in Mondadori (che lo licenziò nel 2011, e sul tema si ricorda ancora quest’intervista di Repubblica in cui Cane, tra le altre cose, criticava Laura Donnini, allora a Segrate). Da metà luglio, infatti, Rizzoli, sotto la guida del Publisher Massimo Turchetta, potrà contare sull’esperienza di Cane nelle vesti di “Direttore alle Strategie Editoriali con particolare mandato sulla Saggistica”. Così Turchetta: “Sono molto felice che abbia deciso di credere negli ambiziosi obiettivi di Rizzoli, mettendo al servizio della casa editrice la sua autorevole esperienza anche in campo internazionale. Manuela Galbiati, che continuerà a svolgere il suo ruolo nella Saggistica, potrà contare sul suo prezioso contributo”.

Cane lavora nell’editoria libraria da oltre trent’anni: alla Bollati Boringhieri, in Rizzoli, in Mondadori e, negli ultimi, alla Utet. In precedenza ha insegnato lingua, letteratura e storia italiana all’università di Cambridge, in Gran Bretagna, e ha tradotto dall’inglese opere di Virginia Woolf, Ernst H. Gombrich e Freeman Dyson.

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