Per l'editor della Longanesi, che suona il basso, "il ritmo di un romanzo è la pennata di plettro sulla corda del la..."

Un adeguato paesaggio sonoro è, per me, lo sfondo indispensabile per lavorare su un testo. Lo è nella prima fase, almeno: quella che vede in gioco soltanto il testo da una parte e me dall’altra e in mezzo un caleidoscopio di colori che sgorga dalla modalità ‘revisione’ di Word. In questo passaggio del lavoro di editing cerco di costruirmi istintivamente, lasciandomi guidare dal testo stesso, una colonna sonora da spararmi in cuffia come non ci fosse un domani. A ripetizione. Sì, è un po’ un sintomo da disturbo compulsivo ossessivo. Sì, soprattutto ossessivo. Molto ossessivo.

E quindi, ecco un preludio alle mie personalissime ossessioni (del tutto variabili nel tempo, ovviamente).

RITMO

In un romanzo, specialmente un romanzo di genere, il ritmo è fondamentale: è il respiro della pagina. È la pennata di plettro sulla corda del la. E siccome, incidentalmente, suono il basso, il ritmo è qualcosa di fisico, una sfida, è sincrono e destrezza insieme, creazione e tenuta, qualcosa come questa linea di basso.

 

EMOZIONE

L’emozione è una questione di risonanza delle corde interiori, e la capacità di suscitare sussulti nel lettore (o nell’ascoltatore) va rispettata e ammirata. In un romanzo, esiste un’emozione complessiva dell’opera, ma poi ci sono le diverse emozioni legate alle singole scene, ai singoli personaggi, ai piccoli infiniti momenti che si nascondono (ma non troppo) tra le parole. L’insieme deve comporre un tutto armonico, che smuova fin dalle prime battute per chiudere in crescendo.

Insomma, un po’ così. (A me spunta una lacrimuccia ogni volta, a voi?)

 

MOOD 1

C’è una tonalità di sottofondo in ogni romanzo. C’è chi la visualizza come colore, chi come pietanza (e parla di sapori, pastosità, consistenza)… Per parte mia, associo istintivamente un romanzo a cui sto lavorando a un brano che abbia un chiaro ed evidente mood. Ma quale mood? Se è un thriller, di solito mi vengono in mente strutture ossessive e ricorsive, andamenti circolari, chiusi, insomma qualcosa di questo tipo.

 

MOOD 2

Ma naturalmente ci sono infinità di mood possibili! E quindi, proviamo a restare nella produzione dello stesso artista (del resto, si tratta di un artista che per primo ammette di avere Wild Mood Swings) ma ad andare all’estremo opposto dello spettro: che ne dite di questo?

 

AMBIZIONE

E infine sì, io amo lavorare su testi che non hanno paura. Non hanno paura, nel loro genere o non-genere di appartenenza, di essere ambiziosi, di volare alto. E più alto di lui, in questo brano, è difficile. Quanto ci manca. Lacrimuccia o lacrimoni?

 

*L’autore è editor della Longanesi

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