Il 27 e 28 ottobre si terrà - nelle sale del Coronet Theatre a Notting Hill - la seconda edizione del Festival of Italian Literature in London, "con un programma che riflette il momento inquieto vissuto a Londra nell'era Brexit, così come in Italia e nel resto d'Europa" - I protagonisti e i temi

Dopo il buon riscontro della prima edizione, con oltre 1.500 presenze, il 27 e 28 ottobre si terrà – nelle sale del Coronet Theatre a Notting Hill – la seconda edizione del Festival of Italian Literature in London (FILL), “con un programma che riflette il momento inquieto vissuto a Londra nell’era Brexit, così come in Italia e nel resto d’Europa”.

Nato dallo slancio di un gruppo di scrittori, giornalisti, traduttori, operatori editoriali italiani a Londra, e organizzato insieme all’Istituto Italiano di Cultura a Londra, FILL è un festival fra letteratura e politica, migrazioni, traduzione, cultura contemporanea. “Un festival italiano nell’ispirazione e internazionale nei fatti, con un misto di voci italiane, britanniche e internazionali”, si sottolinea nella presentazione.

fill 2018

Spiega lo scrittore Marco Mancassola, direttore artistico: “Come comunità italiana a Londra viviamo doppiamente in bilico, fra il disastro annunciato della Brexit e la crisi democratica in Italia. Non è un caso che l’esperienza della migrazione e dell’essere stranieri sia tra le suggestioni forti del programma. FILL è un giovane festival indipendente ma può contare su un un incredibile senso di comunità – quella della squadra di volontari che lo organizza; quella della rete di partner e consulenti che ci supportano; e quella del nostro pubblico multilingue. FILL si rivolge a tutta la comunità londinese, e indirettamente agli amici che seguono quel che facciamo dall’Italia e da altrove”.

La scrittrice e traduttrice Claudia Durastanti, che partecipa alla programmazione ecoordina la comunicazione, aggiunge: “Un’altra suggestione centrale di FILL 2018 è il contrasto fra l’accelerare in avanti del presente, e la violenta risospinta nel passato. Londra è la città perfetta per analizzare come una società occidentale che vive di immigrazione, di forze creative importate dall’estero e di un continuo rimescolamento etnico, ragioni su nuove idee di cittadinanza (si è ‘londinesi’, non inglesi), e allo stesso tempo sia sedotta da nuovi tipi di imperialismi che rimandano all’epoca coloniale, proprio come le città italiane si ritrovano a interagire di nuovo con i fascismi, e un’ondata nera attraversa tutta l’Europa”.

Lo scrittore Marco Magini, del gruppo organizzatore, parla di un programma molto politico, una risposta al disagio che questi tempi provocano in noi”. A proposito del programma (disponibile qui, ma ancora non definitivo), tra i protagonisti degli incontri ci saranno molti autori premiati.

La rassegna si apre con un evento sulla rappresentazione delle voci nere in editoria e la rimozione del passato coloniale, con l’italiana Igiaba Scego in conversazione con Shermaine Lovegrove, l’editor che ha creato il marchio editoriale di Little, Brown dedicato alle voci delle minoranze. Walter Siti dialoga sulle possibilità del romanzo di confrontarsi col presente, con Olivia Laing e Ali Smith. Lo storico Donald Sassoon ragiona con Lorenzo Marsili sul prossimo assalto dei nazionalisti italiani ed europei alle elezioni europee; il poeta di origine ungherese George Szirtes partecipa a una performance poetica di autori stranieri che vivono nel Regno Unito; Veronica Raimo e Sophie Mackintosh sulle distopie femministe; Paolo Berizzi sui nuovi fascismi; Mathias Énard e Nicola Lagioia in un’incontro sul romanzo europeo e il suo nuovo canone che porta alla ribalta geografie rimosse.

Forensic Architecture, l’agenzia multidisciplinare che indaga sui casi più controversi degli ultimi anni – dalle morti di migranti nel cediterraneo al rogo della Grenfell Tower – sarà protagonista di un evento. E ancora, incontri su The politics of translation, London as a second language, il rapporto romanzo-serialità e la serie HBO-Rai da Elena Ferrante.

 

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