A lungo numero uno del primo gruppo librario italiano (Mondadori), Gian Arturo Ferrari debutterà nel romanzo a febbraio con "Ragazzo italiano", storia di formazione che potrebbe segnare il ritorno al premio Strega della Feltrinelli...

Ragazzo italiano: è il titolo del primo romanzo di Gian Arturo Ferrari, a lungo numero uno del primo gruppo librario italiano, Mondadori. Il libro sarà pubblicato da Feltrinelli il 6 febbraio e l’attesa è inevitabile: il “professore” è infatti una delle figure più note dell’editoria nostrana. Non a caso, come abbiamo già scritto nel giugno scorso, il debutto narrativo di Ferrari potrebbe essere uno dei libri protagonisti dell’edizione 2020 dello Strega, segnando, nel caso, il ritorno al premio della Feltrinelli. Del resto, negli anni al vertice della Mondadori in più occasioni Ferrari, classe ’44, si è aggiudicato da editore (non senza polemiche) l’ambito riconoscimento romano, e una sua eventuale presenza movimenterebbe la competizione. Staremo a vedere.

Prima, però, sarà interessante capire come sarà accolta quest’uscita. Va ricordato che per l’autore di Ragazzo italiano non si tratta di un esordio assoluto: nel 2014 era infatti uscito il saggio Libro, pubblicato da Bollati Boringhieri, casa editrice per cui il manager ha collaborato in passato.

Prima di cominciare il suo percorso nell’editoria, però, Ferrari è stato professore di Storia del pensiero scientifico all’Università di Pavia. Lasciato il mondo accademico nel 1989, è stato direttore dei Libri Mondadori nei primi anni novanta, e dal 1997 al 2009 direttore generale della divisione Libri di Segrate. Dal 2010 al 2014 ha presieduto il Centro per il libro e la lettura, per poi tornare a Segrate dal 2015, in veste di vicepresidente di Mondadori Libri.

Il debutto narrativo di Ferrari è un romanzo di formazione: il protagonista, Ninni, bambino del dopoguerra, “cresce diviso tra due grandi mondi: quello antico e agricolo dell’Emilia diventata rossa e quello ferocemente industriale della provincia lombarda. Diviso anche tra le figure dominanti del suo piccolo mondo, la nonna, sempre e per principio dalla sua parte, il babbo, sempre e per principio contro, e la mamma che si barcamena, lo protegge ma dubita. C’è in lui infatti un lato inspiegabile, ‘oscuro persino, inquietante’. Ninni inoltre tartaglia e la maestra che assomiglia alla Tordella lo prende per ritardato”. Da ragazzino si innamora di Milano, “della città che sale, della sua forza vitale, della sua ostinazione a migliorare. Più avanti ancora, diventato ragazzo e costretto a non essere più Ninni, ma Gianni, si scoprirà trascinato da un’insaziabile curiosità, di sapere, osservare, leggere la realtà. Le sue conquiste passano attraverso l’amore per i libri, la prima colonia estiva e i primi amori, la scoperta del sesso, il rapporto libero e affettuoso con la sorella, la partecipazione politica, l’incontro fondante con alcuni maestri”.

Come si legge nella presentazione, nella storia di un ragazzo italiano “c’è la storia dell’intero Paese, il dopoguerra, la modernizzazione sia rurale che urbana, la vicenda di una generazione figlia della guerra ma capace di proiettare sogni e progetti oltre quella tragedia. Un’Italia dove la scuola è ancora un fattore di promozione sociale e il futuro ha in serbo qualcosa di importante per chi ha capacità, curiosità e sa investire su di sé…”.

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