Eretica, santa, icona femminista ante litteram, pastorella illetterata, mistica. Chi era davvero Giovanna d’Arco? Il saggio biografico di Colette Beaune ripercorre leggende, profezie e vita della Pulzella d'Orléans...

Eretica, santa, icona femminista ante litteram, pastorella illetterata, mistica. Chi era davvero Giovanna d’Arco? Da questa domanda nasce Giovanna d’Arco. Una biografia, volume firmato dalla storica francese Colette Beaune (Il Saggiatore, traduzione di Valeria Lucia Gilli).

Giovanna d'Arco libro

Un mistero quello attorno a Giovanna d’Arco (in apertura all’articolo un frame dal film del 1999 di Luc Besson, in cui Giovanna è interpretata da Milla Jovovich, ndr) che rimane difficile da sciogliere anche per gli storici, come ammette la stessa autrice nella prefazione a un’opera che “è uno studio di immagini e leggende, un’analisi del non‐vero e dell’irreale”, perché “tutto ciò che non è necessariamente vero né reale riveste nella storia un ruolo molto importante. Modelli e riferimenti condizionano i fatti e la loro interpretazione, anche se quelli dei letterati e quelli degli analfabeti non sono affatto simili”.

Non a caso, nel libro Colette Beaune mette spesso a confronto il mondo dei letterati, degli studiosi e dei religiosi, nonché dei giudici di Giovanna, con quello degli illetterati a cui, probabilmente, la giovane donna e la sua famiglia appartenevano. Un universo in cuiil cristianesimo era influenzato da credenze e leggende pagane. Come quella dell’albero delle fate, situato nei pressi del villaggio natale di Giovanna, e vicino a cui ancora bambina sentì per la prima volta le voci delle Sante Caterina e Margherita.

Beaune dedica molta attenzione non solo al contrasto tra la cultura “alta” e quella popolare, ma si dedica anche alla ricostruzione storica e politica per contestualizzare il personaggio nella sua epoca, e per permettere al lettore di comprendere come sia stata possibile l’ascesa di una ragazza del popolo ai più alti ranghi dell’esercito.

Prima di tutto, Giovanna d’Arco proveniva da una cittadina sul confine tra il regno di Francia e la Lorena, Domrémy. Un margine che “era diventato centro” e “fulcro delle lotte tra le varie fazioni”. Da tempo circolavano profezie, conosciute e accettate non solo dal popolo, sulla venuta di una donna dal confine che avrebbe salvato la Francia, perché inviata da Dio.

“Dio poteva punire un regno così devoto ma non lo poteva abbandonare. Avrebbe inviato qualcuno. Giovanna si fonde con la figura del Salvatore tanto atteso. Altri prima di lei erano venuti a visitare il re e a portargli un messaggio da parte di Dio. La straordinaria Giovanna si inserì in una stirpe di uomini e, soprattutto, donne arrivati prima di lei dai confini del regno”.

Dalla ricostruzione di Beaune appare chiaro come Giovanna sia stata frutto delle credenze e delle paure del suo tempo e come, grazie alla giovane età, alla breve vita e alla mancanza di fonti lasciate da lei stessa, sia stata trasformata in eroina, eretica e poi, infine, nella salvatrice di Francia.

Ma è il suo declino a renderla un personaggio più che mai attuale: come scrive Beaune, “l’avventura di Giovanna denunciava implicitamente l’imperizia di coloro a cui era stato affidato il regno: i maschi adulti, ricchi e potenti di cui il re continuava ad avere bisogno. Superata l’emergenza, tale stato di necessità nascondeva una debolezza strutturale”.

Oltre che donna Giovanna era giovane – e allora “i giovani non avevano accesso né all’indipendenza economica né al potere politico o ecclesiale”. E proveniva da una regione marginale, lontana dal potere. Per questo, “accettare che la salvezza del regno potesse arrivare da una ragazza della marca della Lorena era una soluzione paradossale”, in cui riporre fiducia solo nell’immediatezza, ma che non poteva essere normalizzata.

Tuttavia la storia di Giovanna, che decenni dopo la morte è stata liberata dell’infamante accusa di eresia, continua a ispirare riletture in chiave moderna, come quella della scrittrice americana Lidia Yuknavitch che ne Il libro di Joan (Einaudi, traduzione di Laura Noulian) immagina una Pulzella eco-terrorista.

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