Il secondo libro di Matthew McIntosh, autore di "Va tutto bene", s'intitola "ilMistero.doc": è un'opera universale di millecinquecento pagine, un romanzo epico e complesso, con l'ambizione di narrare tutto il narrabile...

“Finalmente un libro che sembra una produzione del ventunesimo secolo”, titola il Washington Post, a proposito di ilMistero.doc (Il Saggiatore, traduzione di Luca Fusari) il secondo romanzo dello scrittore americano Matthew McIntosh, classe ’77, già autore di Va tutto bene (Mondadori, traduzione di Bernardo Draghi).

ilMistero.doc Matthew McIntosh

Ed è proprio così: se si volesse riassumere la trama dell’opera si potrebbe dire che ilMistero.doc racconta l’incredibile storia di un uomo che si risveglia in un letto che non è il suo, a fianco a una moglie che non è la sua, in una casa che non è la sua, mentre soltanto lui sembra rendersi conto di essere un estraneo nella vita di qualcun altro, come se fosse il solo consapevole di trovarsi in una realtà altra, che non riconosce. Quando si siede davanti al computer, un computer che non è il suo, trova aperto un file vuoto, intitolato ilMistero.doc.

Mentre il suo autore fa capolino tra le righe, sotto le spoglie di un tale M., cui non è chiaro cosa la realtà sia veramente, il libro si svolge in un labirinto di archi narrativi, che vanno a comporre la struttura ricorsiva di un’opera titanica, universale, oltre millecinquecento pagine con un’ambizione epica totalizzante: narrare tutto il narrabile.

Nella complessità della struttura, le pagine dell’opera si susseguono con formattazioni imprevedibili, pagine di asterischi che rappresentano la neve, altre piene di simboli apparentemente privi di significato, in corrispondenza dei momenti in cui l’autore si è addormentato con la testa sulla tastiera. Eppure nulla è casuale nel progetto artistico complessivo, che ricorda Casa di foglie di Mark Z. Danielewski (66thand2nd traduzione di Sara Reggiani e Leonardo Taiuti); per questo motivo, sempre secondo il Washington Post, “leggere ilMistero.doc è come andare in giro per una gigantesca installazione d’arte”.

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