Arriva in libreria "Silver. L'ultimo segreto", che chiude la Trilogia dei sogni. Su ilLibraio.it, l'autrice, Kerstin Gier, spiega perché i ragazzi, nell'era dei social e dei videogiochi, sono affascinati da un genere letterario come il fantasy e dai suoi immaginari... - Il suo intervento

Arriva in libreria per Corbaccio Silver. L’ultimo segreto, il terzo volume della Trilogia dei sogni, una storia allo stesso tempo divertente, romantica e misteriosa. Per l’occasione, Kerstin Gier, l’autrice del bestseller tedesco (e già nota per la Trilogia delle gemme: Red, Blue e Green), interviene su ilLibraio.it per svelare qual è il segreto per conquistare i lettori adolescenti nell’era dei social e dei videogiochi, e per spiegare perché, a suo avviso, i ragazzi sono affascinati da un genere letterario come il fantasy, e dai suoi immaginari.

di Kerstin Gier

Ciò che affascina i miei giovani lettori, così come più volte mi hanno riferito, è proprio il sogno, il mistero, la magia. Liv è in grado di nutrire il loro immaginario insieme a tutti gli altri personaggi. E il lavoro sui personaggi è per me fondamentale. Devo conoscerli bene prima di poter scrivere di loro. Possono passare settimane o mesi prima di sentirmi sicura di poter procedere. Devo ricostruire le loro vite nei minimi dettagli, dalla loro infanzia alle persone con le quali sono entrati in contatto, venendone influenzati. Alla fine di questo processo conoscitivo ho davvero la sensazione di averli di fronte a me, in carne e ossa. A questo punto posso iniziare a scrivere di loro.

Frequentare i social network, così come i blog, è davvero parte integrante del mio lavoro di scrittrice. È molto importante per me continuare a confrontarmi con i miei lettori e mantenere un dialogo con loro, per capire che cosa vorrebbero, che cosa li affascina ed entusiasma, di cosa sentono di più la mancanza. Da questo dialogo ho capito che ciò che ha favorito il successo di Silver è stata la miscela di avventura, mistero, amore e la sua buona dose di ironia. Non credo che i social network abbiano allontanato i giovani dalla lettura, ma anzi credo che abbiano permesso loro di approfondire le loro passioni. Le nuove tecnologie permettono di “conoscere”, di dialogare con i propri scrittori preferiti e di sentirsi in questo modo più vicini al mondo che genera le storie che leggeremo.

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