Il Ddl Concorrenza non coinvolge i libri. Dopo settimane di grande preoccupazione, editori (grandi e piccoli) e librai tirano un sospiro di sollievo. Il presidente degli editori Polillo a IlLibraio.it: "Siamo molto soddisfatti". E Galla (Ali): "Il Ddl Concorrenza non coinvolge i libri. Dopo settimane di grande preoccupazione, editori (grandi e piccoli) e librai tirano un sospiro di sollievo. Il presidente degli editori Polillo a IlLibraio.it: "Siamo molto soddisfatti". E Galla (Ali): "Ora deve ripartire la riflessione per arrivare a una legge organica sul libro"

Dopo settimane di grande preoccupazione (e in un momento in cui, tra l’altro, a far discutere è anche la possibile acquisizione di Rcs Libri da parte di Mondadori), editori (grandi e piccoli) e librai tirano un sospiro di sollievo. Il Governo, infatti, non ha abrogato la legge Levi che regola gli sconti in libreria: oggi, nel corso Consiglio dei ministri in cui si è discusso del Ddl Concorrenza, è stato infatti deciso lo stralcio del passaggio relativo alla liberalizzazione degli sconti in libreria. La Legge Levi, che stabilisce un tetto massimo del 15% allo sconto che i librai possono applicare sul prezzo di copertina, resta dunque in vigore.

A caldo, abbiamo chiesto un commento al presidente dell’Associazione Italiana Editori Marco Polillo: “Tiriamo un sospiro di sollievo. Siamo molto soddisfatti per la decisione del governo di non archiviare la legge Levi. Mai come negli ultimi giorni ho ricevuto così tante telefonate e mail di editori grandi e piccoli, spaventati da questa possibilità”. A aggiunge: “Va riconosciuta la grande attenzione dimostrata dal sottosegretario Lotti e dal ministro Franceschini”. Soddisfatto anche il presidente dell’Associazione Librai Italiani Alberto Galla che, al telefono con IlLibraio.it, aggiunge: “Questa vicenda ci deve servire da monito. Deve ripartire la riflessione per arrivare a una legge organica sul libro. Sempre all’insegna dell’unità tra editori e librai”.

Come ha raccontato a IlLibraio.it Ricardo Franco Levi, “tutto l’iter della legge che porta il mio nome ha visto il coinvolgimento costante dell’Antitrust e della Direzione generale della Concorrenza della Commissione europea. Lo stesso Catricalà fu chiamato da noi a esprimere il suo parere, e la sua analisi resta ancora valida, anzi lo è ancor di più oggi. Infatti, nel caso dei libri, come del resto nel caso della libera informazione, in parallelo al tema della libera concorrenza c’è quello, altrettanto fondamentale, della tutela del pluralismo. I giornali, come i libri, sono un bene particolare. Questo è uno dei punti di partenza della legge, che è stata il frutto di un compromesso, naturalmente”. Nell’intervista Levi ha anche aggiunto che “la legge che regola gli sconti sui libri si pone come un vincolo alla drammatica riduzione delle voci. E fa sì che editori e librai, anche le realtà più piccole, possano competere sul mercato. Pone le premesse per garantire una concorrenza equa”.

Nei giorni scorsi, tra l’altro, sia il presidente dell’Aie sia il presidente dell’Ali, su IlLibraio.it hanno dimostrato di avere una posizione comune, contraria all’abolizione della legge Levi. E Stefano Mauri (presidente e Ad del gruppo GeMS ed editore de IlLibraio.it) ha osservato: “La Levi non è un residuo anacronistico e non europeo dell’Italia corporativa. E’ una legge introdotta di recente in linea con i principi prevalenti nell’Europa continentale che è il cuore dell’editoria mondiale. Qui hanno sede le uniche 3 fiere internazionali (Francoforte, Londra, Bologna), 7 dei 10 più grandi editori globali, per le lingue inglese, francese, spagnolo e tedesco e il più grande mercato del libro che produce ogni anno 500mila novità. E’ una ricchezza dell’Europa che si è difesa particolarmente bene anche grazie alla difesa delle librerie in virtù di leggi di regolamentazione degli sconti (qui l’intervista completa, ndr)”.

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