Dopo quasi 10 anni torna in libreria "La zona cieca", il romanzo che ha segnato una svolta nel percorso letterario di Chiara Gamberale. Una storia che tanti lettori non hanno dimenticato

Nel pomeriggio di un 29 febbraio, in uno scalcinato luna park, Lidia e Lorenzo si incontrano. Raro come il giorno che li ha fatti conoscere e fuori dal tempo come quel luna park, un sentimento li lega fin da subito, anche se all’apparenza non potrebbero essere più diversi da come sono: Lidia, conduttrice radiofonica di Sentimentalisti Anonimi, è fin troppo abituata a guardare in faccia il suo dolore, Lorenzo, scrittore narcisista e inafferabile, riesce a sopportare la vita solo ingannando se stesso e gli altri. Eppure il bisogno di essere amata di lei permette a Lorenzo di entrare in contatto con la sua zona cieca, cioè quella parte di noi dove ognuno è sconosciuto a se stesso. E la paura di amare di Lorenzo permette a Lidia di fare altrettanto. Proprio per questo, se cercarsi è per tutti e due naturale e necessario, stare insieme sembra impossibile e più Lorenzo mente, più Lidia si fa ossessiva, più Lidia chiede, più Lorenzo elude, illude e tradisce. Fino a che, in un crescendo che fatalmente riesce a essere tragico e comico allo stesso tempo, arrivano le lettere di Brian, un improbabile ex musicista che, per la prima volta, regala a Lorenzo la sensazione di potere ascoltare e a Lidia quella di venire ascoltata…

chiara gamberale la zona cieca

Dopo quasi dieci anni, è tornato in libreria per Feltrinelli, in edizione maggiore (e con una postfazione di Walter Siti scritta per l’occasione), La zona cieca, il romanzo che segnato una svolta nel percorso letterario di Chiara Gamberale, e che ha visto il debutto di Lidia e Lorenzo, personaggi molto amati dai lettori della scrittrice, e che non a caso ricompaiono più volte nella sua opera, da Le luci nelle case degli altri a Adesso.

Proprio a proposito del legame di tanti lettori, a distanza di anni, con questo romanzo, qui di seguito pubblichiamo alcuni estratti dai messaggi che Chiara Gamberale, che si appresta a diventare madre, ha ricevuto in questi anni e che sta ricevendo in queste settimane, in occasione della riedizione de La zona cieca:

Non farmi sentire sola, ecco quello che ha fatto questo romanzo. Farmi perdere la vergogna, il senso di fallimento della bellezza, l’accartocciarmi nella paura di essere abbandonata che ti fa accettare anche il brutto, quando diventa brutto, quando non lo puoi più chiamare amore. Valentina Dispari

Ancora oggi, nei confronti di questo libro, nutro due sentimenti tra loro contrastanti: immenso smarrimento e immensa libertà. Il volto di questo libro nasconde anfratti così delicati, sebbene tenti con tutto se stesso di raccontare questo mistero laico de La Zona Cieca che accade nelle penombre delle nostre vite… Jussin Franchina

Leggere La zona cieca è stato lancinante. È leggere e vivere contemporaneamente: amplifica le emozioni, fa eco all’intensità dei momenti. Sono pagine senza filtri, che scomodano dentro. Alessandro M.

La zona cieca non parla d’amore. Ne fa un manifesto. Con tutto il dolore della scrittrice nel riuscirci e con tutto quello del lettore nel riceverlo.  Io mi sono sentita rappresentata nella mia complessità. Allo stesso tempo liberata. Silvia

Mi ha profondamente scosso, come lettore e come uomo. Il personaggio di Brian, che non è altro che la nostra voce più profonda, che ci consente quindi di raggiungere profondamente chi amiamo anche e soprattutto se perde la strada, in uno scambio serrato di inconsci, mi ha insegnato tutto l’essenziale dei rapporti di coppia: è diventato un filtro per studiare le relazioni, non solo d’amore. Amare è sapere che ad un certo punto devi diventare Brian. Stefano Ferrari

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