In occasione del Festival degli Incontri dell'Aquila, botta e risposta tra la direttrice artistica Silvia Barbagallo e il sindaco Pierluigi Biondi (di Fratelli d'Italia) per la presenza di Roberto Saviano e Zerocalcare: “È il segno di una visione autoritaria del rapporto tra la politica e la cultura, un’invasione di campo della politica che mette bocca dove non dovrebbe”. Il ministro Franceschini: “La cultura deve essere libera da pressioni e interferenze politiche"

In occasione del Festival degli Incontri dell’Aquila, è scoppiata una polemica tra la direttrice artistica Silvia Barbagallo e il sindaco del capoluogo abruzzese Pierluigi Biondi (di Fratelli d’Italia).

Motivo della discussione, la presenza, “scomoda”, di due ospiti: lo scrittore Roberto Saviano, autore di romanzi bestseller come Gomorra (Mondadori) e La paranza dei bambini (Feltrinelli), e del fumettista Zerocalcare, reso famoso, tra gli altri, dal graphic novel La profezia dell’armadillo (Bao Publishing). 

“Non è che non voglio Saviano o Zerocalcare ma, siccome sono in ballo 700mila euro che il Mibac ha stanziato per il rilancio dell’Aquila, non voglio sciacalli che approfittano per fare la passerella coi soldi nostri, oltretutto senza concordarlo con noi”, ha spiegato Biondi all’Adnkronos, rispondendo alle parole di Barbagallo, che rivendica la libertà di poter decidere chi inserire nel calendario del Festival e di non essere sottoposta a quella che di fatto si presenta come una censura: “È il segno di una visione autoritaria del rapporto tra la politica e la cultura, un’invasione di campo della politica che mette bocca dove non dovrebbe, la scelta degli ospiti e dei contenuti, per una manifestazione interamente finanziata dal Ministero”.

La ricostruzione di una città come L’Aquila, distrutta dal terremoto del 6 aprile 2009, dipende non solo dal tessuto urbano, ma anche e soprattutto da iniziative sociali e culturali, continua Barbagallo, definendo l’opposizione del sindaco Biondi “un’ingerenza per me inaccettabile: viene meno la condizione che ho posto per la mia direzione artistica”.

Prende posizione via social anche il (neo) ministro dei Beni e le Attività Culturali Dario Franceschini:  “La cultura deve essere libera. Libera da pressioni e interferenze politiche. Sul programma del #festivaldegliincontri de #LAquila non può e non deve esserci alcuna intromissione né da parte del @_MiBAC né da parte del Comune”.

E sempre sui social dice la sua anche Zerocalcare (qui).

 

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