Rosella Postorino, con quella delicatezza linguistica che l'ha sempre contraddistinta, ne "Le assaggiatrici" non si ferma a raccontare, va oltre, scardina le nostre certezze - di Maria Anna Patti (CasaLettori)

“Tutto quello che ho imparato dalla vita è sopravvivere”. Le assaggiatrici, edito da Feltrinelli, non è solo omaggio a coloro che sono stati stritolati dalla Storia, finiti nei campi di concentramento, bruciati nei lager nazisti. È il tempo di riparlarne, ora e subito. Perché la memoria ha urgente necessità di essere rivisitata e difesa. Perché bisogna imparare a ricercare le fonti per ricostruire un periodo che molti vorrebbero dimenticare.

Rosella Postorino, con quella delicatezza linguistica che l’ha sempre contraddistinta, non si ferma a raccontare, va oltre, scardina le nostre certezze, ci interroga. In ogni frase, modulata con cura, invita a riflettere sui sentimenti. Lo fa all’interno di una trama articolata senza scivolare nella banalità di una sterile pietà. I suoi personaggi sono tormentati dal dubbio ed è come se la guerra sia solo il pretesto per presentare le ombre che si annidano nella nostra coscienza.

“È possibile volersi bene nell’inganno?” Il corpo può cedere all’urgenza di trovare complicità in una stretta, in un abbraccio proibito?
Dove finisce il senso del pudore? Quando un matrimonio regge al peso del silenzio e dei ricordi non condivisi? Un libro che alle donne regala visibilità tra paure e solidarietà. La scrittrice dimostra che “l’amore accade proprio tra sconosciuti, fra estranei impazienti di forzare il confine”. E quel confine vogliamo varcare con la certezza che la letteratura può sempre rinnovare la meraviglia della creatività che compone e restituisce dignità anche ai perdenti.

L’AUTRICE – Maria Anna Patti, appassionata lettrice siciliana, è l’ideatrice di @CasaLettori, punto di riferimento su Twitter per chi ama i libri. Qui la nostra intervista.

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