"Eleanor Oliphant sta benissimo", romanzo d'esordio della scozzese Gail Honeymann, sta conquistando anche le lettrici e i lettori italiani, dopo aver fatto parlare i giornali inglesi di tendenza “up-lit”

“Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: benissimo. Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché io dico sempre quello che penso. Ma io sorrido, perché sto bene così…”. Sin da prima dell’uscita italiana di Eleanor Oliphant sta benissimo dell’autrice scozzese Gail Honeymann, dallo scorso 17 maggio in libreria per Garzanti (la traduzione è di Stefano Beretta), avevamo raccontato del successo oltremanica di quello che l’Observer ha definito “l’esordio dell’anno”.

Un risultato frutto soprattutto del passaparola, che si sta ripetendo anche tra le lettrici e i lettori italiani, colpiti dalla “storia della solitaria Eleanor, personaggio già definito dai critici di tutto il mondo come un campione di «resilienza»“, come ha sottolineato il Corriere della Sera. A oltre due mesi dalla pubblicazione, infatti, Eleanor Oliphant è protagonista nella top ten dei libri più venduti.

Eleanor Oliphant sta benissimo, che presto diventerà un film, ha fatto parlare i giornali anglosassoni di tendenza “up-lit” (che sta per uplifting, quindi “letteratura edificante”; romanzi che, chiusa l’ultima pagina, fanno stare meglio), grazie a “una protagonista in cui tutti possono riconoscersi. Perché spesso ci si rifugia nella propria realtà per non vivere quello che c’è veramente fuori”.

Ma il romanzo non è protagonista solo in Inghilterra e in Italia: a metà giugno – come ha scritto sempre il Corriere – il libro è volato al primo posto della classifica dei tascabili del New York Times, ed è già stato venduto in quasi 40 Paesi diversi. Merito anche dei social, e di Instagram in particolare

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