Sinossi

Prefazione di Roberto Barbolini

«Questo viaggio non sarà una fuga, partire un po’ morire, ma vivere, essere, stare fermi. Saranno le paure, le ambizioni, le mete a fuggire e a svanire.»

Alle soglie della Grande Guerra, il giovane Enrico Mreule, grecista e filosofo, s’imbarca per il Sudamerica e va a fare il gaucho in Patagonia, dove sparisce nell’anonimato e nella solitudine. Abbandona la propria città, quella Gorizia ancora absburgica, col suo mosaico di culture diverse, e tra la fuga e il ritorno, tra la caduta dell’Impero e le tragedie della Seconda guerra mondiale e del comunismo, tra i grandi spazi d’oltreoceano e il caparbio ritiro immobile su uno scoglio dell’Adriatico, la sua esistenza si consuma interiormente in un’ansia di perfezione che la conduce al nulla, si brucia per troppa luce e si chiude in un acre e nostalgico diniego. In una narrazione asciutta e tagliente, scandita dall’incalzare dei fatti e affidata a una scrittura epica ed essenziale, Magris racconta la storia di un amore per la vita che approda all’impossibilità di vivere, una parabola che si richiama all’odissea di altri grandi fuggiaschi della letteratura e della cultura moderna.

  • ISBN: 8811607639
  • Casa Editrice: Garzanti
  • Pagine: 112

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€13,00

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