"Se non ti vedo non esisti" è il primo libro di Levante, cantautrice raffinata, che racconta di una donna alla ricerca di se stessa. Intervistata da ilLibraio.it, la cantante e scrittrice parla del suo rapporto con la scrittura, che deve essere "emozionale", come anche la musica; e del bisogno di equilibrio, necessario per amare se stessi

Il libro di Levante, Se non ti vedo non esisti (in libreria per Rizzoli), sembra il testo di una canzone lunga trecento pagine, o un concept album. La protagonista, Anita, riga dopo riga vive le sue vicissitudini, soprattutto amorose, ma poi, seguendo un tragitto circolare, sembra sempre tornare al punto di partenza: un po’ come in una canzone segue un ritmo preciso. E il suo è la ricerca dell’amore, ma soprattutto della propria identità, che culmina con scene davanti allo specchio.

“Anita allo specchio si fa domande a cui non riesce a trovare risposta, prova a indagare dentro se stessa. Per lei è un momento di introspezione, in cui cerca di connettersi con il suo Io più profondo”, racconta Levante intervistata da ilLibraio.it.

libro di Levante

Anita ha appena superato i trenta e “ritrova dentro di sé un dolore che la fa sbagliare“. Inoltre è una donna sola, “non ha nessuno , oltre alle mille versioni di se stessa in cui si sente scissa. Deve ancora comprendere che per amare se stessi è necessario riuscire a godere di un certo equilibrio“. Levante, invece, il suo equilibrio se l’è creato da sola: nata in Sicilia, a Caltagirone, da bambina si trasferisce con la famiglia a Catania e infine a Torino, dove si dedica alla musica. Nel 2014 esce il suo primo album, Manuale distruzione, seguito da Abbia cura di te, di cui presenta un singolo al celebre festival statunitense South by South West.

Libro di Levante

Cosa c’è di Levante – al secolo Claudia Lagona, una delle artiste del panorama indipendente più interessanti degli ultimi anni e che si è fatta conoscere grazie al ritornello “Che vita di merda” inserito nel singolo Alfonso – nel libro, oltre allo stile che ricorda quello delle sue canzoni, una commistione di similitudini e immagini tratte dal quotidiano? “Ci sono personaggi che mi assomigliano“, ammette l’autrice e cantante, “ma anche tanti dettagli più piccoli come i ricordi o la ricorrenza di alcuni numeri sono tratti dalla mia vita. Inoltre mi sento un’artista pop e anche il libro lo è, per me è una cosa positiva e mi piace tutto quello che nell’arte è chiaro e cristallino, comprensibile”.

“Anche il rapporto di Anita con le sue emozioni, a partire dal pianto, è molto vicino al mio: come la mia protagonista, faccio più fatica a piangere e mostrarmi fragile davanti ai miei cari. Come artista, invece, mi è capitato di piangere e commuovermi davanti a migliaia di persone”, ammette Levante, che nel suo libro riflette spesso sulla difficoltà di relazionarsi coi sentimenti e le debolezze.

Il libro di Levante è nato come “una sfida” tra l’autrice e il testo perché, come ha spiegato lei stessa, “non mi sono laureata e mi mancava l’esperienza dello scrivere la tesi. Per me il libro è stata la prima esperienza di scrittura di un testo così lungo. Si è trattato principalmente di una sfida con me stessa, ma anche del coronamento di una passione, quella per la scrittura, che porto avanti da tempo”. Levante, infatti, oltre alle sue canzoni, in passato ha scritto “delle opere di fiction che però non sono state terminate”.

“Per me l’inchiostro è importante, dove non ne ho versato nemmeno una goccia mi sento a disagio”, continua l’artista, che al momento si dice “felice di aver scritto un libro, anche se la passione e l’interesse principale resta la musica. Entrambi, però, sono due percorsi che nascono in modo emozionale, di pancia, perché le opere troppo tecniche non mi piacciono in nessun ambito”. La cantante, infatti, sta per pubblicare il suo nuovo album, il terzo, in primavera, e ha recentemente annunciato le date del tour Nel Caos in maggio.

L’APPUNTAMENTO  – Il 26 gennaio, a Bologna, alle 18.00, nella Feltrinelli Ravegnana, Levante presenterà il romanzo.

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