Libri per quando, crescendo, i sogni si ridimensionano (e per rimparare a sognare)

Se puoi sognarlo, puoi farlo“, diceva Walt Disney, riferendosi alla celebre casa di produzione che da lui prende il nome: “Ricorda sempre che questa intera avventura è partita da un topolino”. Ma è davvero così?

La retorica del sogno legato al concetto di “volere è potere” ha permeato da sempre le narrazioni, facendoci credere che, per vedere realizzati i nostri più profondi desideri, siano sufficienti impegno, dedizione e costanza. E in parte è vero: bisogna lavorare duro, sacrificarsi e mettersi in gioco fino in fondo per poter raggiungere qualsiasi obiettivo. Ma non è sempre detto che questo sia possibile, o che sia abbastanza: dipende dalle risorse che uno ha a disposizione, dalla situazione in cui ci si trova, dal contesto da cui si parte, senza considerare che, in una società altamente competitiva, non può esserci posto per i sogni di tutti.

Non è raro infatti che il sogno venga associato alla sfera lavorativa e alla realizzazione personale (complice anche il discorso che, da decenni, si è creato attorno al cosiddetto “sogno americano“): “cosa sogni di fare da grande?“, era la domanda che ci ripetevano spesso da bambini, e noi rispondevamo snocciolando mestieri, dai più ambiziosi ai più semplici: c’era chi immaginava di fluttuare nello spazio e di scoprire nuove galassie, e chi sperava di vivere nella natura in mezzo a fiori e animali.

Poi, crescendo, le cose cambiano: i sogni, come si dice, si ridimensionano, sfumano, nei casi più fortunati, si realizzano perfino, ma nella vita reale appaiono sempre molto diversi da quello che credevamo: non migliori, non peggiori. Semplicemente diversi. Del resto, la parola “sogno” ha di per sé un significato che evoca l’inconsistenza e, dunque, l’irrealizzabilità: “Speranza o desiderio vano, vagheggiamento della fantasia, fantasma labile e caduco”.

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Forse allora l’unico modo per realizzare un sogno non è rincorrerlo, ma riuscire a conservarlo intatto per quello che è, come una lente per guardare la realtà, una bussola per non perdere di vista non tanto quello che vorremmo ottenere, ma come vorremmo essere.

Per riuscire ad afferrare un concetto così vago e fluttuante, abbiamo selezionato alcune storie che vedono al centro protagonisti con un sogno, nel senso appena descritto: uno sguardo limpido sul futuro, una determinazione profonda, un coraggio incrollabile di fronte alle avversità, un desiderio costante verso il miglioramento. In sintesi, una spinta sincera e ottimista verso quella che tutti chiamiamo “felicità“.