Oscar Wilde, Italo Calvino, Dino Buzzati, Hermann Hesse: solo solo alcuni degli scrittori preferiti da Massimo Bisotti, autore molto seguito sui social, le cui citazioni a volte finiscono sui muri delle città, oppure si trasformano in tatuaggi - Ecco la sua selezione

Migliaia di lettrici lo seguono sui social, in particolare su Facebook e Instagram, e condividono e commentano le sue citazioni (che a volte finiscono sui muri delle città, oppure si trasformano in tatuaggi); citazioni che possono lasciare perplesso chi non è abituato ad andare “contro cuore” e, in generale, chi non conosce lo stile di Massimo Bisotti, 37enne autore romano.

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Il “fenomeno” Bisotti in ogni caso non si arresta: dopo il debutto per una piccolissima casa editrice, nel 2012, con il romanzo La luna blu (Psiconline, poi proposto nel 2013 da Ultranovel), dell’allora micro-caso editoriale si è accorta la Mondadori, che dopo aver pubblicato con successo Il quadro mai dipinto ha da poco portato in libreria Un anno per un giorno.

Bisotti

Abbiamo provato a capire quali sono i riferimenti letterari di Bisotti, chiedendogli una “lista” di autori a cui è legato. Ecco la sua selezione per ilLibraio.it

– Demian di Hermann Hesse
“Se odiamo qualcuno, è perché nella sua immagine odiamo qualcosa che è in noi”. L’eterno conflitto fra bene e male,  la felicità che arriva quando ognuno con sforzo e fatica trova finalmente il suo posto nel mondo.

De profundis di Oscar Wilde
La sofferenza del vero Wilde, meno dandy, meno provocatore, con la disperazione abissale di un sentimento che non dà tregua, nonostante…

– Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde 
Definire è limitare, ma se gli eccessi portano a un’inevitabile caduta libera, forse la preziosità di ciò che abbiamo, riusciamo a considerarla tale proprio perché ci sfugge e non è eterna e la bellezza apparente può nascondere vastissimi squarci nell’anima.

Il deserto dei tartari di Dino Buzzati 
L’ossessione dell’attesa che conduce inesorabilmente alla fine, che priva l’uomo degli  slanci emotivi  necessari a attuare un cambiamento. E’ un libro ingrato quando viene letto obbligatoriamente a scuola;  è un capolavoro quando liberamente si sceglie di riprenderlo fra le mani, raggiungendo un successivo grado di consapevolezza di sé.

– Le città invisibili di Italo Calvino 
Nell’ultima pagina il senso della vita: “Cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.”

– Aspettando Godot di Beckett 
Godot, la meraviglia attesa senza muovere un passo che conduce inevitabilmente al termine del nostro tempo, oscillazione fra senso o non senso, senso che probabilmente non c’è di per sé, se non impariamo a darlo noi alla vita, spedendo noi stessi all’indirizzo prescelto, e muovendoci in tempo per arrivare per tempo all’appuntamento con i nostri desideri.

– 1984 di George Orwell 
In apparenza tutto è concesso, non ci sono leggi dittatoriali né proibizioni di alcun tipo, eppure la realtà è ben diversa, mascherata bene, edulcorata abilmente. Sono vietati i sentimenti, i pensieri e i ricordi allo scopo di rendere impossibile ogni forma di pensiero e di annullare la capacità critica degli individui. Il Grande Fratello è lo spietato disegno molto attuale che mira ad annientare ogni nostra personale interiore rivoluzione, l’unica possibilità che abbiamo per non farci trasformare in piccoli robot telecomandati da un sistema che ci vuole numeri in corsa anziché mondi in miniatura.

-Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald
L’ostentazione sfrenata che altro non è che il tentativo di nascondere un immenso vuoto emotivo, l’amore per il passato, il romanticismo smaliziato e non ancora colpito dal disincanto di Gatsby si incastrano in una storia d’amore dal gusto amaro. E citando una frase del mio ultimo libro: “Ciò che più desideri finisce per distruggerti”.

Gente di Dublino di James Joyce
Il tema principale di tutti i racconti è l’immobilità, l’apatia, il senso di oppressione che altro non sono, poi, che il sentirsi  limitare da antiche e deleterie convenzioni sociali. Molto attuale, perché la vita molto presto ci mette dei limiti che dobbiamo imparare a spezzare, per svelare al  mondo, e soprattutto a noi stessi, candidamente, la nostra natura.

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