Scrittore, traduttore, editor e agente letterario, Sergio Claudio Perroni è morto a Taormina all'età di 63 anni

Sergio Claudio Perroni (nella foto di Natalino Russo, ndr) scrittore, traduttore di autori del calibro di Vonnegut e Houellebecq, editor e agente letterario, è morto a Taormina all’età di 63 anni. Figura poliedrica del mondo editoriale italiano (qui l’intervista concessa a ilLibraio.it poco più di un anno fa), Perroni si sarebbe tolto la vita a seguito di un colpo di pistola, mentre era in via Roma, intorno alle 10 del mattino.

Come racconta Repubblica, “le ragioni del suicidio sono spiegate in un biglietto rintracciato dalla polizia: la malattia lo aveva probabilmente portato a uno stato di abbattimento emotivo, che alla fine lo ha indotto a farla finita”. Nato a Milano, Perroni era vissuto anche a Roma. Da qualche anno viveva con la moglie a Taormina.

Nell’intervista citata all’inizio, alla domanda “oltre che scrittore lei è editor, agente letterario, traduttore e anche insegnante: in che modo questi ruoli diversi influenzano la sua attività letteraria?”, Perroni ha risposto così: “La influenzano grazie al semplice renderla possibile, come tutti i mestieri che consentono di esercitare, perfezionare e sfogare la propria passione”.

Tra i suoi libri, Non muore nessuno (2007), Raccapriccio. Mostri e scelleratezze della stampa italiana (2007), Leonilde. Storia eccezionale di una donna normale (2010), Nel ventre (2013), Renuntio vobis (2015), Il principio della carezza (2016) ed Entro a volte nel tuo sonno (2018).

 

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