La musica classica è da sempre cara alla letteratura. Molti dei più grandi scrittori d'ogni tempo ne hanno scritto nei loro libri: da Thomas Mann a D’Annunzio, passando per Lev Tolstoj, Milan Kundera e Julian Barnes. Su IlLibraio.it i consigli di lettura del musicologo Franco Pulcini, in libreria con il romanzo "Delitto alla Scala"

Chi ama trovare la musica e i musicisti nella letteratura ha solo l’imbarazzo della scelta. Il capolavoro in questo senso è il Doktor Faustus di Thomas Mann, sul problema della spinosa musica contemporanea, un autore che ha sempre inserito l’arte dei suoni nei suoi romanzi e racconti. Prima di lui, già D’Annunzio si era dedicato alla musicografia letteraria: nel Trionfo della morte un intero capitolo è dedicato all’evocativa descrizione del Tristano e Isotta di Wagner. Anche Proust era musico-dipendente, e il suo rapporto con la musica, come per Mann, è argomento di dotti saggi. La sua prosa sublime riusciva a rendere ispirata anche qualsiasi lagna da salotto. Ma questi grandissimi non sono certo stati i primi. E senza iniziare dal mito di Orfeo, basta ricordare il romanzo breve di Lev Tolstoj La sonata a Kreutzer, sul potere sensuale della musica, che spinge i deboli sensi della donna all’adulterio. No comment. A proposito di russi, di recente ho letto Il rumore del tempo di Julian Barnes, sulla vita di Dmitrij Šostakovič. Vi azzarda la difficile convivenza della verità storica con la creatività letteraria. Non è niente male, anche se una volta le chiamavano “vite romanzate” e ci dicevano di tenercene alla larga. Infatti Milan Kundera, il cui padre era un musicologo moravo collaboratore di Janáček, quando ha trattato del grande musicista ceco lo ha fatto in forma saggistica (I testamenti traditi) e come scrittore si è tenuto in genere lontano dalla musica.

delitto alla scala

A me piacciono i racconti di fantasia con protagonista la scatenata follia dei musicisti: ricordo l’oltraggioso e strepitoso romanzo Insaziabilità del polacco Stanislaw Witkiewicz sulla decomposizione dei valori, con musiche e musicisti altrettanto debosciati. Ho letto volentieri Il caso Bellwether di Benjamin Wood, un romanzo recentissimo; non importa che fosse incentrato su un musicista minore come Mattheson, tanto la musica viene solo descritta, non ascoltata. Una musicista invece molto concreta è l’arpista Noga ne La comparsa di Abraham Yehoshua, che torna ed essere una persona vera quanto riprende il suo posto in orchestra e torna a vivere nella musica.

Uno dei miei scrittori preferiti – Thomas Bernhard, altro appassionato di musica – ha pubblicato un libro su tre pianisti che s’incontrano a Salisburgo: Il soccombente. Il risentimento e l’odio tra interpreti trova comunque il suo culmine ne La pianista di Elfriede Jelinek, da cui il bellissimo film con Isabelle Huppert. La serie dei pianisti letterari è lunga, ma voglio ricordare La leggenda del pianista sull’oceano di Alessandro Baricco, uno scrittore che quando parla di musica, lo fa sempre con arguta cognizione di causa. Se poi parliamo del mondo dell’opera, è come entrare nei grandi archetipi narrativi. Io stesso mi sono dilettato con un romanzo, Lei è una grande, che è una parafrasi paradossale del Cavaliere della rosa di Strauss, opera che “l’eroe” va a vedere all’Opera di Vienna al centro della vicenda.

soccombente

L’AUTORE E IL SUO LIBRO – Franco Pulcini – classe 1952, torinese –  è dal 1979 professore di Storia della Musica al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, città in cui vive; collabora come musicologo e saggista con la Rai e le principali riviste italiane. Dal 2005 lavora nella Direzione Artistica del Teatro alla Scala in qualità di “Coordinatore scientifico e responsabile editoriale” (dal 2011 la sua carica è divenuta Direttore editoriale). È critico musicale per L’Unità dal 1980 al 1985, e grande successo hanno riscontrato i suoi studi su Leos Janacek, della cui opera, Il viaggio del Sig. Broucek sulla luna, ha curato la versione ritmica italiana. Ha inoltre pubblicato nella Storia sociale e culturale d’Italia l’ampio saggio La musica e l’opera in Italia dal 1638 a oggi (1987). Dopo il volume di conversazioni con Franco Battiato Tecnica mista su tappeto (EDT, 1992), la biografia critica Šostakovič pubblicata nel ’88, ha scritto per la De Sono Musica una serie di biografie per immagini di grandi musicisti e lavorato a numerosi documentari sull’opera e la musica per la rete televisiva satellitare Classica di Sky. Nel 2013 pubblica il primo giallo: Il maltempo dell’amore e lo scorso anno Lei è grande.

lei è una grande

 

Delitto alla Scala è il suo nuovo romanzo edito da Ponte alle Grazie. La storia comincia a ridosso della sera della Prima de L’Arianna di Monteverdi, il cui manoscritto, a lungo dato per disperso, è stato ritrovato da poco. Ma su un balcone del Teatro alla Scala viene assassinato il direttore d’orchestra. Una nuova tragedia avvolge, così, la prima opera tragica della storia. Ma L’Arianna sopravvissuta alla morte – propria e del suo interprete – è davvero l’originale? O è un banale falso, che potrebbe essere smascherato all’ascolto?

LEGGI ANCHE – Dai Rolling Stones a De André: quando la letteratura ispira la musica 

Commenti