“Da autrici, autori e case editrici siamo rimasti sorpresi nello scoprire che, tra gli stand della fiera della piccola e media editoria Più Libri Più Liberi, quest’anno abbia trovato spazio Passaggio al Bosco, casa editrice il cui catalogo si basa in larga parte sull’esaltazione di esperienze e figure fondanti del pantheon nazifascista e antisemita…”. Fa inevitabilmente discutere la presenza in fiera di Passaggio al Bosco. A un appello, firmato da scrittori, scrittrici ed editori, risponde direttamente il presidente dell’Associazione Italiana Editori Innocenzo Cipolletta: “(…) Saranno i lettori a valutare quei libri, così come spetterà alla Magistratura vigilare e verificare sulla liceità delle azioni e sulla opportunità della presenza di quei testi in un Paese come il nostro dove vige il divieto dell’apologia al fascismo”. Dal canto suo, Zerocalcare annuncia la sua rinuncia: “Ho un paletto rigido: non si condividono gli spazi con i nazisti…” – I particolari

Se lo scorso anno a tenere banco era stato il caso-Leonardo Caffo, quest’anno a far discurere alla vigilia di Più libri più liberi è la presenza tra gli stand dell’editore Passaggio al bosco.

Autrici, autori, artisti ed editori come Anna Foa, Alessandro Barbero, Antonio Scurati, Zerocalcare, Domenico Starnone, Carlo Ginzburg, Domenico Procacci, Loredana Lipperini, Christian Raimo, Daria Bignardi, Minimum Fax, Vera Gheno, Tomaso Montanari, Marino Sinibaldi, Paolo Di Paolo, Vincenzo Latronico, Giulia Caminito, Valerio Mastandrea, Fandango Libri, Coconino Press, Becco Giallo, Vincenzo Ostuni, Giacomo Papi, Alfredo Pedullà, Lucia Calamaro, Momo edizioni, Bao Publishing, edizioni Tlon, Add Editore, Ascanio Celestini, Carlo Greppi, Marco Balzano, Caissa Italia editore, Erikson edizioni, Hacca Edizioni, Red Star Press, Giulio Calella (Alegre Edizioni), Nicola Villa (Edizioni Altreconomia), Futura Editrice, Costanza Jesurum, 66thand2nd Edizioni, Tamu Edizioni, Martina Testa, Marco Rossari, Èxorma, Miguel Gotor, Zoro, e/o, Michele Riondino, Carocci editore, Claudio Santamaria, Pietro Sermonti ed Elio Germano, per citarne solo alcuni, hanno infatti firmato un appello critico verso la presenza del marchio: “Da autrici, autori, case editrici, e naturalmente persone che frequentano le manifestazioni culturali di questo paese, siamo rimasti sorpresi nello scoprire che, tra gli stand della fiera della piccola e media editoria Più Libri Più Liberi, quest’anno abbia trovato spazio Passaggio al Bosco, casa editrice il cui catalogo si basa in larga parte sull’esaltazione di esperienze e figure fondanti del pantheon nazifascista e antisemita“.

I firmatari, più avanti, si rivolgono direttamente all’Associazione Italiana Editori: “(…) Sorge spontaneo chiedere allora all’Associazione Italiana Editori, responsabile dell’assegnazione degli stand: com’è possibile che, pur nel rispetto di ogni orientamento politico, questo tipo di pubblicazione sia stata ritenuta compatibile con il regolamento che viene sottoscritto da ogni editore?. Non c’è forse una norma (l’Articolo 24, Osservanza di leggi e regolamenti) che impegna chiaramente gli espositori ad aderire ‘a tutti i valori espressi nella Costituzione Italiana, nella Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea e nella Dichiarazione universale dei diritti umani ed in particolare a quelli relativi alla tutela della libertà di pensiero, di stampa, di rispetto della dignità umana, di libertà della persona senza distinzione alcuna, per ragioni di etnia, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione, rifiutando ogni forma di discriminazione rispetto al godimento di tali diritti’?

L’appello si chiude così: “Poniamo quindi queste domande e preoccupazioni all’attenzione dell’Associazione Italiana Editori per aprire una riflessione sull’opportunità della presenza di tali contenuti in una fiera che dovrebbe promuovere cultura e valori democratici“.

passaggio al bosco

All’indomani dell’appello, la rinuncia di Zerocalcare

Via social, con un video ironico, Zerocalcare ha poi annunciato che non sarà a Più libri quest’anno: “Ho un paletto rigido: non si condividono gli spazi con i nazisti… Non posso partecipare a una operazione che normalizza la convivenza con questi”. Il fumettista ha spiegato: “Purtroppo ognuno c’ha i suoi paletti, questo è il mio. Quando l’ho deciso, quindici anni fa, mi pareva semplicissimo da applicare. Oggi è una specie di campo minato. Penso che questo ci costringa a rifletterne insieme, di più, e in modo più efficace. Gente a cui voglio bene ha fatto scelte diverse, sono sicuro che sapranno far sentire le loro voci e faccio il tifo per loro. Mi spiace davvero per chi veniva apposta, cercheremo di trovare un’altra occasione per chi voleva un disegnetto sul libro nuovo“. E ancora: “(…) Dobbiamo prendere atto che i vertici della cultura di questo Paese non hanno né gli anticorpi né lo spessore per arginare questa offensiva. Forse pure per paura che poi quelli si vendicano e chiudono i rubinetti dei finanziamenti come già hanno fatto in altri settori… Io non so se posso continuare a partecipare alle fiere di questo Paese perché ogni volta salta fuori una cosa così e con questa pantomima continua io pure sto contribuendo a trasformare una cosa molto seria in una barzelletta”.

La risposta dell’AIE all’appello

Ed ecco la risposta all’appello da parte del presidente dell’AIE Innocenzo Cipolletta: “L’appello che ci è stato rivolto da autori ed editori, chiedendoci la ragione della presenza a Più libri più liberi dell’editore Passaggio al bosco tra gli espositori di questa edizione, tocca sensibilità che noi stessi condividiamo e ci consente di chiarire i criteri con cui l’Associazione Italiana Editori ammette i partecipanti alla fiera tra quanti ne fanno richiesta. Lo vogliamo fare nell’immediato con queste poche righe di spiegazione, ma pensiamo anche che un tema così importante possa e debba essere dibattuto in fiera e, fin da subito, vi proponiamo di individuare uno spazio e un momento di discussione all’interno della manifestazione: ne sentiamo l’esigenza per ribadire il nostro impegno per il rispetto dei valori della nostra Costituzione”.

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E ancora: “Questa fiera è nata su iniziativa dell’Associazione Italiana Editori e si chiama Più libri più liberi perché si propone come la casa di tutti gli editori italiani, indipendentemente dalla loro linea politica, editoriale e culturale. I capisaldi dell’editoria contemporanea sono due: il diritto d’autore e la libertà di edizione. Senza questi due pilastri, l’editoria, per come la conosciamo, crolla. Il no ad ogni forma di censura è quindi un no che, per un’Associazione come la nostra, è pregiudiziale, viene prima di qualsiasi altra cosa. Allo stesso tempo, questo non è un ‘liberi tutti’: il rispetto delle leggi vigenti, della Costituzione italiana, che nasce antifascista, delle norme europee ispirate ai concetti di libertà, uguaglianza, democrazia sono prerequisiti del nostro agire e condizione di partenza su cui impostare confronto, dialogo, collaborazione con gli altri. Sulla base di questi due capisaldi, l’AIE dunque non sceglie chi sì e chi no: noi non ammettiamo gli editori sulla base delle loro linee editoriali, ma allo stesso tempo pretendiamo che questi sottoscrivano un contratto nel quale è esplicitato l’impegno ad ‘aderire a tutti i valori espressi nella Costituzione Italiana, nella Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea e nella Dichiarazione universale dei diritti umani ed in particolare a quelli relativi alla tutela della libertà di pensiero, di stampa, di rispetto della dignità umana, di libertà della persona senza distinzione alcuna, per ragioni di etnia, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione, rifiutando ogni forma di discriminazione rispetto al godimento di tali diritti’. I nuovi espositori vengono accolti sulla base dei posti disponibili e nell’ordine di arrivo delle domande. La domanda di partecipazione di Passaggio al bosco, della cui base ideologica sottostante non condivido nulla, è arrivata tra le prime, quindi accettata, e ha sottoscritto l’impegno contenuto nel Regolamento. Noi pensiamo di non poter giudicare se tale sottoscrizione, come tutte le altre, sia stata fatta in buona o cattiva fede, perché questo aprirebbe uno spazio di discrezionalità nella scelta degli espositori che limita la loro libertà di pubblicazione. Resta che con tale gesto Passaggio al bosco dichiara di riconoscere i valori espressi dalla nostra Costituzione. Saranno i lettori a valutare quei libri, così come spetterà alla Magistratura vigilare e verificare sulla liceità delle azioni e sulla opportunità della presenza di quei testi in un Paese come il nostro dove vige il divieto dell’apologia al fascismo”.

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Cipolletta poi aggiunge: “Ribadiremo a Passaggio al bosco che è responsabile, come tutti gli espositori, degli impegni che si è presa e della corrispondenza tra quanto dichiara nel contratto che ha firmato e quanto raccontano i libri che porta in fiera.  Come Associazione Italiana Editori in questi anni, accanto alla Federazione europea degli editori (FEP) e all’International Publishers Association (IPA), abbiamo visto crescere i casi di censura in tutto il mondo, anche in Paesi che mai avremmo immaginato avrebbero subito torsioni antidemocratiche così rapide e violente. Sempre ci siamo espressi contro ogni atto di censura e contro ogni attentato alla libertà di espressione degli autori e degli editori. Difendiamo il diritto di tutti gli autori e di tutti gli editori a esprimere le proprie opinioni e lo facciamo prima di entrare nel merito di quali siano queste opinioni. Riteniamo opportuno che la fiera resti un luogo plurale e aperto a tutte le idee, anche a quelle che non ci piacciono. Speriamo, con queste rassicurazioni, di aver risposto ai vostri legittimi dubbi e perplessità sulla composizione dei partecipanti alla fiera Più libri più liberi, che resta la casa dei piccoli e medi editori italiani”.

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