Al Teatro Carmen Melis di Cagliari la 15esima edizione del festival Pazza Idea, dedicata al tema “Geografie Umane”. Tra gli ospiti, Chiara Alessi, Marco Amerighi, Silvia Bencivelli, Giovanna Botteri, Maria Grazia Calandrone, Filomena Campus, Paolo Di Paolo, Tiziana Ferrario, Marcello Fois, Corrado Formigli, Paolo Fresu, Ilaria Gaspari, Vera Gheno, Matteo Lancini, Tomaso Montanari, Giorgio Poi, Isabella Ragonese, Christian Raimo, Veronica Raimo e Vanni Santoni. Ci sarà anche ilLibraio.it, con un workshop gratuito – Il programma e i particolari
“I luoghi che abitiamo, le persone che incontriamo, le parole con cui ci riconosciamo. E poi le distanze, i desideri, i diritti che rendono possibile una vita libera”: sono queste le Geografie Umane dell’edizione 2026 del festival Pazza Idea, che dal 19 al 22 novembre torna a Cagliari, al Teatro Carmen Melis, per la sua 15esima edizione.
Organizzato dall’Associazione culturale Luna Scarlatta, con la direzione artistica di Mattea Lissia, il festival sceglie i libri e la letteratura come filo conduttore di un percorso nella contemporaneità, in dialogo con la poesia, il giornalismo, la filosofia, la scienza, la fotografia, la musica e le arti.
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Quattro giornate “per interrogare le trasformazioni del presente” attraverso incontri, panel, interviste, assoli e interludi d’autore, reading musicali, concerti, performance audiovisive, una mostra fotografica e quattro workshop.
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Tra i fili che attraversano il programma, l’omaggio a Grazia Deledda, nel centenario del Premio Nobel per la Letteratura, e a Joyce Lussu; l’attenzione alla poesia e ai femminismi; il confronto sulle nuove generazioni, sulla scuola, sulle disuguaglianze e sulle tecnologie che modificano il nostro modo di vivere.
“Geografie Umane è plurale: nasce dal desiderio di allargare lo sguardo sulle persone, sulle loro storie e sulle relazioni che le tengono insieme. Pensiamo alle geografie come passaggi, come possibilità di incontro e di trasformazione. In quindici edizioni abbiamo costruito un progetto in cui i libri dialogano con le arti e con le domande più urgenti del presente, cercando connessioni e lasciandoci guidare dalla curiosità e dalla capacità di provare stupore. Quest’anno vogliamo comporre un atlante vivo della condizione umana, dare ascolto alle fragilità e riconoscere le forme di resistenza”, spiega Mattea Lissia.
Gli incontri e gli spettacoli di Pazza Idea sono a ingresso libero e gratuito, senza prenotazione e fino a esaurimento posti; solamente per la partecipazione ai workshop è richiesta l’iscrizione.
Ad attraversare questi temi, anche grandi nomi del giornalismo: Giovanna Botteri, Tiziana Ferrario, Corrado Formigli, Riccardo Staglianò e Massimo Sideri, con Marco Varvello alla conduzione dell’incontro con Botteri.
Ospiti principali della nuova edizione sono Chiara Alessi, Marco Amerighi, Silvia Bencivelli, Lavinia Bianchi, Giovanna Botteri, Maria Grazia Calandrone, Filomena Campus, Ester Cois, Daria Corrias, Pietro Del Soldà, Paolo Di Paolo, Jolanda Di Virgilio, Tiziana Ferrario, Florinda Fiamma, Marcello Fois, Corrado Formigli, Paolo Fresu, Ilaria Gaspari, Vera Gheno, Damir Ivic, Matteo Lancini, Steve Lodder, Pietro Lussu, Fabio Magnasciutti, Piero Martin, Tomaso Montanari, Giorgio Poi, Antonio Prudenzano, Isabella Ragonese, Christian Raimo, Veronica Raimo, Saffronkeira e Amir B. Ash, Vanni Santoni, Marcus du Sautoy, Yari Selvetella, Massimo Sideri, Riccardo Staglianò, Pierluigi Vaccaneo, Marco Varvello, Giovanna Cristina Vivinetto e Francesco Zizola.
I workshop gratuiti di Pazza Idea 2026
Quattro laboratori gratuiti su iscrizione completano il programma e offrono al pubblico la possibilità di sperimentare strumenti e linguaggi: dalla lettura condivisa alle pratiche educative, dall’illustrazione al racconto dei libri nell’epoca di creator, podcast e intelligenza artificiale. Un percorso tra arte, letteratura e cultura digitale che affianca l’ascolto alla partecipazione diretta.
Sabato 21 novembre, dalle 9 alle 12, in particolare, segnaliamo il workshop Raccontare i libri: storia di una rivoluzione, a cura di Jolanda Di Virgilio e Antonio Prudenzano: in un tempo dominato da creator e piattaforme video, e in cui newsletter e podcast raggiungono pubblici sempre più ampi, come stanno cambiando il giornalismo culturale e l’informazione libraria? Quali sono state le principali tendenze degli ultimi anni, e cosa ci aspetta nel futuro prossimo (mentre non passa giorno senza che si parli dell’impatto dell’AI anche in ambito culturale, creativo e comunicativo)? A partire dall’esperienza del progetto ilLibraio.it, un percorso, ricco di esempi, nell’evoluzione della comunicazione legata ai libri e alla lettura. Che è anche, in fondo, un viaggio nella storia di Internet.
Iscrizioni, fino a esaurimento posti, all’indirizzo workshop.pazzaidea@gmail.com.
I femminismi
Il rapporto tra corpi, linguaggio e potere attraversa il festival e trova un momento centrale in Città e corpi: architetture femministe per un abitare plurale e sicuro, sabato 21 novembre: Ester Cois, Vera Gheno e Chiara Alessi, in conversazione con Lavinia Bianchi, interrogano la presunta neutralità dello spazio urbano. Sicurezza, mobilità, trasporti, luoghi di lavoro e cura diventano questioni politiche: chi può vivere la città senza paura, quali bisogni vengono riconosciuti, quali persone restano ai margini? La riflessione dialoga con La sedia del sadico. Il design sul corpo delle donne di Alessi (Laterza, 2026) e con La lingua libera. Della forza sovversiva delle parole di Gheno (Effequ, 2026).
Sempre al potere delle parole è dedicato anche l’interludio di Gheno, questa volta partendo da Genere (Editori Laterza, 2026). Le parole che tracciano i nostri confini, sulla storia di una categoria diventata terreno di scontro culturale e politico.
Domenica 22 novembre, Ester Cois propone inoltre Fuori luogo. La metrica della femminilità e le geografie della disuguaglianza, un interludio sulle regole che stabiliscono chi può occupare uno spazio e a quali condizioni.
La libertà nelle relazioni torna nell’incontro con Veronica Raimo, Scrivere la propria storia, dedicato a Non scrivere di me (Einaudi, 2026): dipendenza affettiva, violenza sommersa e ossessione sono indagate attraverso una scrittura che mette a nudo i rapporti di potere.
Da un’altra prospettiva, Giovanna Botteri è protagonista dell’incontro condotto da Marco Varvello, Le coordinate del coraggio: le donne che non si arrendono. Il suo Soffiando nel vento (Solferino, 2026) restituisce voce a donne che, in luoghi diversi del mondo, resistono all’ingiustizia e difendono la propria dignità. Letteratura e testimonianza giornalistica convergono così su una domanda che percorre l’intera edizione: come riconoscere le vite e le possibilità che il potere tende a rendere invisibili?
Le nuove generazioni
Partire o restare, costruire un legame, trovare nella scuola un luogo di emancipazione: Pazza Idea accosta tre prospettive sulla vita delle ragazze e dei ragazzi, con Tiziana Ferrario, Matteo Lancini e Christian Raimo. Al centro, le condizioni materiali e affettive della crescita e la responsabilità degli adulti, delle istituzioni e della comunità educante.
Con A volte ti amo. La rivoluzione dei rapporti nel mondo fragile delle nuove generazioni (Einaudi, 2026), lo psicologo e psicoterapeuta Matteo Lancini esplora i cambiamenti delle relazioni affettive e il ruolo del digitale nella vita dei giovani. Un invito a genitori e insegnanti a comprendere prima di giudicare, rinunciando al controllo per costruire fiducia e spazi di ascolto: la libertà dei figli richiede responsabilità emotiva e presenza adulta.
Un’altra geografia generazionale è quella di Tiziana Ferrario, che sabato 21 novembre, in conversazione con Yari Selvetella, presenta La voglia di andarsene. I figli all’estero, il grande male dell’Italia (Fuoriscena, 2026). L’esperienza personale si intreccia alle storie dei giovani italiani partiti e dei genitori rimasti a casa: un’inchiesta sulle opportunità negate e sulle condizioni che dovrebbero permettere di scegliere liberamente se partire o restare.
La scuola (è) di tutti è l’appuntamento di domenica con Christian Raimo, a partire da Racconti di scuola (Einaudi, 2026), da lui curato. Le aule raccontate dalla letteratura diventano il punto da cui osservare conflitti generazionali, disuguaglianze e trasformazioni sociali. La voce dello scrittore e docente riporta il discorso al presente: al valore dell’insegnamento, al pensiero critico e alla scuola come presidio di democrazia e libertà d’espressione.
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La letteratura
Il festival rende omaggio a Marcello Fois, appena insignito del Premio Campiello 2026. Nell’incontro Atlante del Tempo e della Terra, in conversazione con Florinda Fiamma, il festival celebra la sua scrittura e il suo percorso: il rapporto tra memoria e identità, le storie familiari e i luoghi attraverso cui raccontare la condizione umana. Al centro anche L’immensa distrazione (Einaudi), il romanzo premiato, ambientato in un’Emilia mitica e concretissima, dove la vicenda di una dinastia diventa racconto del tempo, dei desideri e delle fratture che attraversano le esistenze.
Maria Grazia Calandrone torna con La luce del sistema. Storia di Ivie e delle sue bambine (Solferino, 2026): la storia di una donna arrivata dalla Nigeria come vittima di tratta e travolta proprio dal sistema che avrebbe dovuto proteggerla, raccontata con passione civile e rigore letterario.
Marco Amerighi (Quanto splende questo nero, Bollati Boringhieri, 2026) e Vanni Santoni (Il detective sonnambulo, Mondadori, 2025), intervistati da Jolanda Di Virgilio, dialogano sulle zone d’ombra dell’identità e sulla letteratura come bussola nel caos del presente; Santoni firma anche un assolo dedicato alla sua trilogia delle controculture giovanili, un’epica del margine fra rave, gioco di ruolo e street art.
Paolo Di Paolo propone due performance fuori dagli schemi, che vanno oltre la consueta presentazione di un libro. Con il nuovo romanzo Tremare (La nave di Teseo, 2026), l’autore invita a sperimentare due modi diversi di incontrare la letteratura: Lo scrittore è presente, tre ore a un tavolo per incontrare i lettori uno alla volta, in una performance che richiama Marina Abramović, e Tremare DJ set, un racconto dalla consolle attraverso una playlist da Beethoven a Bowie, da Mina ad Achille Lauro. Si ascolta, si conversa e si può persino ballare: il libro diventa occasione di relazione e partecipazione.
Intorno ai libri e alle domande che aprono prende forma anche il Dialogo Filosofico sui territori dell’esistere con Pietro Del Soldà e Ilaria Gaspari. Un incontro nello spirito di Zarathustra di Rai Radio 3, affidato a due filosofi amici, capaci di intrecciare con naturalezza pensiero e conversazione. Desideri, emozioni e relazioni diventano strumenti per interrogare il nostro modo di stare al mondo, a partire da Amore e libertà. Per una filosofia del desiderio (Feltrinelli, 2025) e Vita segreta delle emozioni (Einaudi, 2021).
Due grandi donne, due percorsi di libertà
Le geografie di Grazia Deledda e Joyce Lussu attraversano i luoghi, le appartenenze e i confini imposti alle persone, soprattutto alle donne. Nel centenario del Nobel per la Letteratura del 1926, Pazza Idea dedica a Deledda Siamo canne, e la sorte è il vento, sabato 21 novembre, con le letture di Francesca Saba e le musiche a cura di Ivana Busu. Nelle sue pagine il paesaggio sardo è parte della vita dei personaggi: custodisce legami, impone regole, accompagna il conflitto tra appartenenza e desiderio di libertà. Una geografia nella quale riconoscere il peso delle convenzioni, le disuguaglianze e la possibilità di scegliere il proprio destino.
Venerdì 20 novembre, Isabella Ragonese e Pietro Lussu portano in scena Frontiere d’amore e di lotta: un viaggio tra parole e musica, dedicato a Joyce Lussu. Le storie delle donne sottoposte al dominio patriarcale incontrano le poesie d’amore, esilio e resistenza (sue, ma anche di Nazim Hikmet, da lei tradotte). Qui le geografie diventano attraversamento delle frontiere, incontro tra lingue e popoli, solidarietà con chi lotta per la propria dignità.
Due omaggi che interrogano una domanda centrale del festival: quanto incidono sulla nostra libertà il luogo in cui nasciamo, le regole che ereditiamo e i confini che sappiamo attraversare?
Il dialogo con i classici prosegue con Un paese ci vuole, l’interludio di Pierluigi Vaccaneo, direttore della Fondazione Cesare Pavese: i paesaggi, le partenze e i ritorni di Pavese diventano una riflessione sull’appartenenza, sulla memoria e sul bisogno di comunità.
La poesia al festival cagliaritano
È una presenza costante e centrale nella storia di Pazza Idea, nella scelta delle voci e nella ricerca di forme di ascolto condiviso. Quest’anno la parola poetica attraversa il corpo, l’identità, la memoria e la resistenza alla violenza. Domenica 22 novembre, dalle 11.30,La parola è umana, a cura di Yari Selvetella, porta la poesia tra piazza Giovanni XXIII, via Sant’Alenixedda e gli spazi del Teatro Carmen Melis: un percorso che invita il pubblico ad ascoltare e partecipare, attraverso i versi di Bertolt Brecht, Mahmoud Darwish, Forough Farrokhzad, Heba Abu Nada, Pier Paolo Pasolini, Amelia Rosselli e altri autori. La mattinata si conclude in teatro con l’omaggio a Sandro Penna, le letture di Michela Atzeni, Lia Careddu, Maria Loi, Carlo Angioni, Giacomo Casti e Francesco Civile, le musiche di Emanuele Contis e Luigi Frassetto e il live painting di Fabio Magnasciutti.
Nel pomeriggio di domenica, Giovanna Cristina Vivinetto incontra Yari Selvetella a partire da Ogni corpo ritorna (Crocetti, 2026). La sua poesia esplora la transizione, la cura e la ricostruzione di sé: un’esperienza personale che apre domande condivise sul corpo, sull’appartenenza e sulla libertà di riconoscersi.
La scienza
Il rigore della ricerca incontra la curiosità e la capacità di provare stupore nell’appuntamento con Marcus du Sautoy, matematico dell’Università di Oxford, giovedì 19 novembre, in dialogo con Silvia Bencivelli e con la traduzione consecutiva di Rosella Zoccheddu. La matematica della creatività. Come i numeri danno forma al mondo (Bollati Boringhieri, 2026) mette in relazione numeri primi, Fibonacci e frattali con la musica, l’architettura e le strutture narrative di Italo Calvino e David Foster Wallace.
Bencivelli firma anche l’assolo Geografie Umane: Mappe di un’umanità imperfetta, tra storia della medicina, intuizioni e fallimenti della ricerca. Venerdì il fisico Piero Martin propone Viaggio al centro della fisica, a partire da Questo è quanto. La fisica quantistica in cinque idee (Laterza, 2025): discontinuità, identità, futuro, indeterminazione e relazione diventano coordinate per esplorare la materia e le nostre domande sul mondo.
Il dialogo tra letteratura e presente prosegue con Massimo Sideri e il suo assolo Armature di algoritmi: come la lezione di Calvino ci aiuta ad abitare il futuro. Il Cavaliere inesistente incontra l’intelligenza artificiale: attraverso i libri scritti con Andrea Prencipe, Sideri interroga ciò che, pur essendo immateriale, trasforma il lavoro, le decisioni e la percezione della realtà. Una riflessione sugli strumenti umanistici e critici necessari per orientarci nel mondo degli algoritmi.
Arte e cittadinanza
Tomaso Montanari porta al festival due appuntamenti sul rapporto tra patrimonio culturale, libertà e responsabilità civile. Venerdì 20 novembre, con l’assolo L’arte come mappa dell’essere, esplora le opere come forme di conoscenza e di emancipazione, capaci di interrogare il potere e restituire dignità alle persone. Sabato 21 novembre, nell’interludio Esercizi di cittadinanza, Montanari affronta l’attualità, la memoria antifascista e le responsabilità della democrazia. A partire da La continuità del male (Feltrinelli, 2026), il confronto tocca le disuguaglianze, i diritti sociali e la partecipazione, riportando la Costituzione al centro come strumento concreto per leggere e trasformare la vita collettiva.
Il diritto di abitare il mondo riunisce inoltre Chiara Alessi, Pietro Del Soldà e Christian Raimo, in conversazione con Florinda Fiamma: un confronto sulla casa come bene comune, sulle disuguaglianze e sulle possibilità di restituire le città alla comunità. Le disuguaglianze economiche sono al centro anche dell’assolo di Riccardo Staglianò, che con Tassare i milionari. Prendere ai ricchi per dare ai poveri (Einaudi, 2026) affronta le possibilità di una fiscalità più equa.
Corrado Formigli porta invece il suo sguardo sull’attualità internazionale: conflitti, migrazioni e disinformazione interrogano il ruolo del giornalismo e dell’approfondimento televisivo nella vita democratica.
La fotografia e la memoria del festival
Il festival si apre giovedì 19 novembre con l’inaugurazione della mostra Siamo moltitudini. Quattordici anni di Pazza Idea: quattordici fotogrammi, quattordici momenti sospesi, uno per ogni edizione dal 2012 al 2025, firmati da Francesca Sara Cauli, Sara Deidda, Roberto Salgo ed Eugenio Schirru. Una mappa di volti e relazioni che restituisce la storia di una comunità, la sua curiosità, lo stupore e l’impegno civile, dai diritti ai femminismi. Subito dopo, Francesco Zizola dialoga con Daria Corrias in Hybris. Le geografie dell’uomo e della natura. Dalle tonnare della Sardegna, raccontate anche nei volumi Mare Omnis e Aguanta, lo sguardo si allarga al rapporto tra l’essere umano e l’ambiente: il desiderio di dominio, la difficoltà di riconoscere i propri limiti e la responsabilità verso il pianeta. Una ricerca fotografica che interroga il nostro modo di abitare il mondo.
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La musica e le arti
Le geografie intime e collettive prendono forma anche nel suono e nell’incontro tra linguaggi. Giorgio Poi, in conversazione con Damir Ivic, giovedì 19 novembre, racconta il suo paesaggio interiore e il modo in cui i luoghi e le relazioni diventano canzoni. Venerdì 20 novembre, Le geografie del suono: Paolo Fresu e le mappe dell’anima ripercorre con Damir Ivic la poetica di un musicista che continua a esplorare i territori dell’incontro e del dialogo. Dalla banda di Berchidda alle collaborazioni internazionali, dalle radici sarde alle culture del Mediterraneo e del mondo, la musica di Fresu mette in connessione geografie territoriali e umane. Il suo percorso artistico e l’esperienza di Time in Jazz intrecciano ricerca musicale, impegno civile, attenzione all’ambiente e alle comunità. Sabato sera, NÒDOS (Nodi). Tessiture digitali per una montagna immaginaria di Saffronkeira e Amir B. Ash, nato nell’ambito di Insulae Lab, traduce nel linguaggio dell’elettronica la poetica di Maria Lai e il suo Legarsi alla montagna. Domenica la chiusura è affidata a HERSTORIES, il concerto di Filomena Campus e Steve Lodder dedicato a donne e artiste reali o leggendarie, da Franca Rame a Maria Carta, da Cathy Berberian alle Janas della tradizione sarda.
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