Annunciata la long list dei candidati all’International Booker Prize 2026. Tra i 13 libri in gara anche Matteo Melchiorre – I particolari

Annunciata la long list dei candidati all’International Booker Prize 2026. La giuria del premio (sostenuto da Bukhman Philanthropies), presieduta da Natasha Brown, ha selezionato 13 libri (su 128 proposti).

L’obiettivo? Individuare le migliori opere di narrativa tradotte in lingua inglese e pubblicate nel Regno Unito o in Irlanda tra maggio 2025 e aprile 2026.

Tra i libri della long list, “storie d’amore agrodolci e fiabe cupe”, ma anche “narrazioni intrise di realismo magico”. E c’è spazio anche per un autore italiano, Matteo Melchiorre, con Il duca (Einaudi).

Il Duca di Matteo Melchiorre

I 13 libri in gara

I libri in gara sono:

Taiwan Travelogue dell’autore vietnamita Yáng Shuāng-zǐ (tradotto dal cinese-mandarino da Lin King);
The Wax Child di Olga Ravn (tradotto dal danese da Martin Aitken);
Women Without Men della scrittrice iraniana Shahrnush Parsipur (tradotto dal persiano da Faridoun Farrokh), che in Italia è pubblicato da Tulemond con il titolo Donne senza uomini Tulemond (il libro era già uscito nel nostro Paese nel 2009, con Aiep editore e Tranchida).
The Witch di Marie NDiaye (tradotto dal francese da Jordan Stump), pubblicato da Prehistorica come La strega;
The Duke di Matteo Melchiorre (tradotto da Antonella Lettieri), come abbiamo visto edito da Einaudi;
On Earth As It Is Beneath dell’autrice portoghese Ana Paula Maia (tradotto da Padma Viswanathan);
The Director di Daniel Kehlmann (tradotto dal tedesco da Ross Benjamin), edito da Feltrinelli, Il regista;
She Who Remains della scrittrice bulgara Rene Karabash (tradotto da Izidora Angel), in Italia per Bottega Errante con il titolo Colei che resta;
Small Comfort di Ia Genberg (tradotto dallo svedese da Kira Josefsson), I dettagli per Iperborea;
The Deserters del francese Mathias Énard (tradotto da Charlotte Mandell), in Italia con E/O, IB;
The Remembered Soldier della scrittrice olandese Anjet Daanje (tradotto da David McKay);
We Are Green and Trembling dell’argentina Gabriela Cabezón Cámara (tradotto da Robin Myers);
The Nights Are Quiet in Tehran di Shida Bazyar (tradotto dal tedesco da Ruth Martin), pubblicato in Italia da Fandango con il titolo Di notte tutto è silenzio a Teheran.

Il 31 marzo i libri da 13 diventeranno 6, mentre martedì 19 maggio sarà proclamata l’opera vincitrice (previsto anche un premio alla migliore traduzione).

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Fotografia header: © India Hobson for Booker Prize Foundation

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