Oggi “ci sono parole che diventano slogan di gruppi, fazioni, partiti, e si cristallizzano a tal punto da diventare quasi proprietà private e da renderne difficile l’utilizzo fuori da schemi rigidi e da pregiudizi. Altre parole diventano vero e proprio terreno di battaglia per scontri ideologici. Bloccando di fatto ogni possibilità di confronto, e di superamento di conflitti”. Nasce da queste premesse “Parole pericolose”, una nuova serie di saggi brevi proposta da Laterza. Si parte con “Democrazia” di Luciano Canfora e “Genere” di Vera Gheno – I particolari
“Non esistono parole neutre. Ogni parola richiama, al di là della sua accezione più letterale (ciò che i linguisti chiamano valore denotativo) un mondo di altri significati. È sempre stato così, è il valore connotativo del linguaggio: emozioni, ricordi, stati d’animo, leggi, contesti culturali… Tutto contribuisce ad arricchire il modo in cui le parole vengono utilizzate, trasmesse, insegnate. C’è di più: le parole possono essere anche manipolate, strumentalizzate, rese oggetto di propaganda. Soprattutto quando hanno alle spalle una lunga storia. Perché, come ha scritto magistralmente Marc Bloch in Apologia della storia: ‘Non conta l’etimologia quanto piuttosto l’uso che si è fatto di una determinata parola’…”.
Laterza introduce così Parole pericolose, una nuova serie di saggi brevi in uscita dall’11 settembre.

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Le prime due pubblicazioni previste sono Democrazia di Luciano Canfora e Genere di Vera Gheno; a fine ottobre sarà la volta di Libertà di Nadia Urbinati, e a gennaio 2027 toccherà a Memoria di Manuela Consonni e a Nucleare di Piero Martin; ad aprile, invece, uscirà Patria di Giorgia Serughetti.
Come si legge sempre nella presentazione della nuova collana, oggi “ci sono parole che diventano slogan di gruppi, fazioni, partiti, e si cristallizzano a tal punto da diventare quasi proprietà private e da renderne difficile l’utilizzo fuori da schemi rigidi e da pregiudizi. Altre parole diventano vero e proprio terreno di battaglia per scontri ideologici. Bloccando di fatto ogni possibilità di confronto, e di superamento di conflitti”. E ancora: “Molti sono gli esempi di parole che sono oggi diventate ‘pericolose’, che sono usate in modo strumentale, che vanno manipolate con cura, che è necessario ridefinire perché siano liberate dalle pastoie che rendono difficile il confronto tra idee, il dibattito, la ricerca di soluzioni a problemi urgenti”.

Libro dopo libro, questa nuova serie Laterza “prende in esame le parole che sono state prese in ostaggio da interpretazioni a senso unico“, ne ricostruisce la storia e ne analizza gli usi e gli abusi. Piccoli libri “che hanno l’ambizione di rendere di nuovo le parole strumenti di libertà, come deve essere sempre la lingua che usiamo”.
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Vera Gheno, sociolinguista e traduttrice dall’ungherese, ha collaborato per vent’anni con l’Accademia della Crusca e ha firmato numerosi saggi. Nel suo libro sul genere spiega perché da termine grammaticale neutro, “genere” è diventato un concetto filosofico, sociologico e politico tra i più discussi del nostro tempo, e perché non è del gender che dobbiamo avere paura, ma di chi usa questo termine come una minaccia.
Dal canto suo, Luciano Canfora, professore emerito dell’Università di Bari, torna su un tema a lui caro – il concetto di “democrazia” – offrendo una sintesi storica e una “coraggiosa interpretazione” di una parola che è stata spesso chiamata in causa per difendere il diritto di “tutti” a partecipare alla cosa pubblica, ma che si è storicamente tradotta in altro.
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