“Nessuno scrittore, editore, uomo di pensiero dovrebbe subire quello che ha subito Sansal, in nessun Stato del mondo” – I particolari

“La concessione della grazia allo scrittore franco-algerino Boualem Sansal e l’annuncio del suo trasferimento per cure in Germania è una notizia che ci riempie di gioia: viene liberato un uomo che non ha colpe e che oggi, a quanto sappiamo, è molto malato”, ha dichiarato il presidente dell’Associazione Italiana Editori Innocenzo Cipolletta, che aggiunge: “Nessuno scrittore, editore, uomo di pensiero dovrebbe subire quello che ha subito Sansal, in nessun Stato del mondo: un arresto, un processo e una incarcerazione per via delle idee che ha espresso, dei libri che ha pubblicato”.

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Il 76enne Boualem Sansal è pubblicato in Italia dalla casa editrice Neri Pozza (Vivere è il suo ultimo romanzo). Nato nel 1949 in Algeria, Sansal è stato alto funzionario del ministero dell’Industria algerino fino al 2003 (incarico da cui fu allontanato per i suoi scritti e le sue posizioni politiche), e ha vinto il Prix du Premier roman e il Prix Tropiques 1999 con il suo primo romanzo, Le serment des barbares, il Grand Prix RTL-Lire 2008 con Il villaggio del tedesco, e il Grand Prix du roman 2015 de l’Académie française con 2084. La fine del mondo (Neri Pozza 2016).

Nel nome di Allah. Nuova edizione

Con Neri Pozza ha pubblicato anche Nel nome di Allah. Origine e storia del totalitarismo islamista (2018) e Il treno di Erlingen (2021).

Dopo aver ottenuto la cittadinanza francese nel 2024, nel corso di un soggiorno in patria, il 16 novembre 2024 è stato arrestato all’aeroporto di Algeri. Il 27 marzo 2025 era stato condannato a 5 anni di detenzione con l’accusa di “attentato all’unità nazionale, oltraggio a corpo costituito, atti lesivi all’economia nazionale e detenzione di video e pubblicazioni minaccianti la sicurezza e la stabilità del Paese”. Ora, finalmente, la buona notizia per la concessione della grazia.

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