“Cuore di munnizza” di Vincenzo Marretta, romanzo già protagonista del Torneo letterario IoScrittore, è ora in uscita in ebook. La trama porta a Palermo, durante i 57 giorni sospesi tra la strage di Capaci e quella di via D’Amelio. Il racconto di una città capace di creare “con la stessa luce e la stessa terra, mosaici d’oro e cuori di spazzatura”…

57 giorni sospesi è il lasso di tempo in cui si svolge Cuore di munnizza, libro finalista al Torneo letterario IoScrittore, promosso dal Gruppo editoriale Mauri Spagnol e dalle sue case editrici, ora in uscita in ebook.

Siamo a Palermo, durante l’estate 1992, “l’anno in cui l’Italia perse se stessa“. Vincenzo Marretta dà vita a un racconto corale sui giorni tra la strage di Capaci e quella di via D’Amelio, in cui la città fu insieme inferno e paradiso, viltà e coraggio, capace di creare “con la stessa luce e la stessa terra, mosaici d’oro e cuori di spazzatura”.

copertina di Cuore di munnizza

La trama

Un giovane che si prepara alla maturità, una vedova che urla in chiesa ciò che nessuno ha il coraggio di dire, un magistrato che sa bene come andrà a finire tutta la storia, una fotografa che lascia fuori dai suoi scatti il dolore; e poi mafiosi che banchettano, i borghesi che brindano, i bambini che imparano a odiare prima che a leggere, i giusti già soli: così si dispiegano quei 57 giorni nel romanzo di Marretta, giorni in cui un’intera nazione scelse, quasi all’unanimità, di guardare dall’altra parte.

“C’è un estremismo suadente in questa terra. Mi piace Palermo”.
“Perché non ci vive tutti i giorni” sorrise amaro l’altro.
L’uomo anziano lo fissò con gli occhi piccoli e scuri: “Può darsi. Ma questo credo di aver intuito: è un luogo che odi quando ci stai e di cui non puoi fare a meno quando ne sei lontano”.

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L’autore, classe ’63, è nato nel capoluogo siciliano, dove tuttora vive e lavora. Esordisce proprio con questo titolo, “un romanzo che dà voce a chi non ha potuto parlare e a chi non ha voluto farlo, ai giusti e ai complici, agli eroi e ai vigliacchi, ai potenti e agli invisibili”. Un libro che racconta la Storia di quei fatidici giorni, ma non la Storia delle prime pagine, bensì quella che entra nelle cucine, nei confessionali, nelle celle, nei teatri, nelle aule scolastiche e chiede a ciascuno di scegliere da che parte stare.

La partecipazione a IoScrittore

A proposito della sua partecipazione al Torneo, Marretta commenta: “L’ho scoperta su Facebook e mi è piaciuta l’idea, perché la formula è interessante, sebbene aleatoria”, per poi aggiungere: “Esporsi al giudizio di lettori anonimi è come fare un esercizio al trapezio senza rete di protezione: sai che potrai schiantarti al suolo ma è così bello farlo. Significa avere un parametro di confronto per comprendere se quello che hai scritto per te stesso in tanti anni possa essere di qualche interesse per qualcun altro. Perché l’uomo è un essere di relazione e se non esce da sé stesso e non si rapporta agli altri, non è nulla, solo una polla di lacrime messa ad asciugare al sole, o un sorriso allo specchio, vacuo e disincarnato come quello dello Stregatto“.

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