La bambina più ironica e anticonformista del fumetto mondiale, Mafalda, è in arrivo (in versione serie tv) su Netflix nel 2027. Un personaggio, nato dalla matita del fumettista argentino Quino tra il 1964 e il 1973, nel Sudamerica delle dittature, capace di parlare anche alle nuove generazioni
Dopo aver celebrato, nel 2024, il 60esimo anniversario della prima pubblicazione, la bambina più ironica e anticonformista del fumetto mondiale, Mafalda, è in arrivo (in versione serie tv) su Netflix nel 2027 (tra l’altro, l’annuncio della trasposizione sullo schermo è stato dato proprio in occasione dell’anniversario).
Scritta e diretta dal regista argentino Juan José Campanella – che nel 2010 ha vinto il premio Oscar con Il segreto dei suoi occhi – e prodotta dalla Mundoloco Cgi dello stesso Campanella, la serie trasforma la Mafalda disegnata in bianco e nero dall’argentino Quino (pseudonimo di Joaquín Salvador Lavado Tejón, nato nel 1932 e venuto a mancare nel 2020, all’età di 88 anni) in un personaggio a colori: la piattaforma ha infatti rilasciato una prima immagine (nella foto grande, ndr) che mostra lo stile della computer grafica, con volumi più morbidi e un effetto tridimensionale.
Si tratta di una scelta che mira ad attrarre il pubblico contemporaneo, mantenendo però elementi e tratti riconoscibili del fumetto tradizionale.
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La storia del personaggio nato dalla penna di Quino
Il personaggio era nato per pubblicizzare una marca di elettromedistici, la Mansfield, ma alla fine il lavoro non andò in porto. L’autore decise quindi di trasformare quella figura nella protagonista di strisce e fumetti satirici.
Pubblicato dal 1964 al 1973 su quotidiani, riviste e libri prima dell’Argentina e poi di tutto il mondo, il personaggio di Mafalda si è confermato, nel corso degli anni, un simbolo di satira intramontabile e critica sociale, diventando anche oggetto di merchandising (per esempio, ha ispirato calendari e shopper).
Una bambina “adulta”, che non accetta risposte facili
Parliamo di una bambina di 6 anni, ma molto più adulta di tanti adulti, che non accetta risposte facili, non le piace la minestra e vorrebbe cambiare il mondo (“Mafalda la contestatrice” l’ha definita Umberto Eco nel 1969, quando ha presentato il primo libro monografico a lei dedicato).
È molto interessata ai problemi del mondo, dalla guerra in Vietnam al razzismo, e cerca di comprendere le contraddizioni degli adulti facendo domande dirette e disarmanti ai genitori – che spesso finiscono per curare le crisi di nervi, da lei causate, con il “nervocalm“.
“Buongiorno, sono state eliminate le ingiustizie terrestri?” chiede in un celebre fumetto, per poi aggiungere (a un chiaro “no” ricevuto come risposta) “Allora svegliatemi per l’ora di pranzo”.
Un personaggio nato nel Sudamerica delle dittature
Nata nell’America Latina, non è un caso che Mafalda sia stata concepita proprio negli anni ’60, mentre in Argentina imperversava la repressione militare guidata da J. R. Videla.
Ad ogni modo, non è la prima volta che questo personaggio diviene oggetto di un progetto audiovisivo: nel 1973 diede vita a una serie di 260 brevi cortometraggi a colori (che è stata poi trasformata in un film di montaggio nel 1982); nel 1993 fu realizzata un’altra serie di corti.
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I libri su Mafalda

Definita da Teresa Buongiorno la “Pippi Calzelunghe del fumetto“, Mafalda ha fatto il giro del mondo grazie agli argomenti che (Quino) affronta nei libri. Che si tratti di una riflessione sull’amore, sulla compassione e sull’amicizia in L’amore secondo Mafalda, o che riguardi l’importanza dell’emancipazione femminile (nelle strisce che la vedono protagonista scopriamo un’idea del mondo femminile che si diffonderà solo anni dopo la sua comparsa, ma che trasforma il suo personaggio in un’icona della lotta delle donne) in Mafalda – Femminile singolare, o ancora che parli di politica e di conflitti internazionali in Mafalda – La Presidente, l’autore riesce a toccare temi complessi con leggerezza e ironia. Quasi 2000 strisce si sono susseguite dal 29 settembre 1964, raccolte oggi in Mafalda – Tutte le strisce.
Anche nella serie tv il carattere provocatorio e ironico di Mafalda
L’adattamento ai giorni nostri di un personaggio anticonformista e dal carattere indomabile costituisce una sfida non da poco. Andando oltre la resa grafica e stilistica, l’obiettivo di Campanella è stato quello di mantenere il carattere provocatorio e ironico di Mafalda.
Come riporta l’Ansa, il regista ha spiegato che “Mafalda e i suoi amici non solo mi hanno fatto ridere molto, ma, di tanto in tanto, mi hanno costretto ad aprire un dizionario. E, con ogni nuova parola che imparavo, venivo ricompensato con una nuova risata. È nostro dovere preservare l’umorismo, l’ironia e le osservazioni di Quino. Non credo che riusciremo a elevare Mafalda, perché non c’è un livello superiore al suo, ma sogniamo di trovare un nuovo modo per condividerla con i nostri figli”.
L’opera del fumettista argentino riesce, dunque, a fondere la prospettiva di una bambina con una forte critica alla contemporaneità, lasciando spunti di riflessione che attendiamo di ritrovare nella serie Netflix in arrivo.
Intanto, Mafalda continua a detenere il primo posto come icona inconfondibile del mondo dei fumetti e, soprattutto, rimane un personaggio amato ancora oggi da lettrici e lettori di ogni età.
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