Con il libro “La città dei vivi” (che il 13 novembre debutta in versione teatrale al Teatro Fontana di Milano), Nicola Lagioia si è confrontato con l’omicidio di Luca Varani, avvenuto nel marzo 2016 a Roma, a opera di Manuel Foffo e Marco Prato – I particolari sullo spettacolo

Nel libro La città dei vivi (Einaudi), che ha ispirato anche l’omonimo podcast, lo scrittore Nicola Lagioia si è confrontato con l’omicidio di Luca Varani, avvenuto nel marzo 2016 a Roma, a opera di Manuel Foffo e Marco Prato.

Liberamente tratto dal romanzo di Lagioia, La città dei vivi debutta ora a teatro (regia, video e adattamento drammaturgico sono a cura di Ivonne Capece; mentre alcuni degli interpreti sono Sergio Leone, Daniele Di Pietro, Pietro De Tommasi e Cristian Zandonella): l’appuntamento è al Teatro Fontana di Milano dal 13 novembre.

Copertina del libro La città dei vivi di Nicola Lagioia

Prodotta da Elsinor Centro di Produzione Teatrale, TPE Teatro Piemonte Europa, Teatri di Bari, Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini, Teatro di Sardegna, la versione teatrale di La città dei vivi  “gioca sull’alternanza tra presenza e assenza”: gli attori in carne e ossa “si confrontano con presenze virtuali, proiezioni e ologrammi che ampliano lo spazio scenico in una dimensione sospesa tra teatro e videoarte”.

“Un delitto assurdo e brutale, un caso di cronaca nera tra i più disturbanti degli ultimi anni”

Un delitto assurdo e brutale, un caso di cronaca nera tra i più disturbanti degli ultimi anni, diventa dunque materia teatrale: due giovani insospettabili torturano e uccidono un coetaneo senza un motivo apparente. Da questo fatto realmente accaduto, Lagioia ha costruito un’inchiesta narrativa “che scava nel buio delle coscienze, mettendo in discussione il confine tra colpa e normalità, tra mostruosità e quotidiano”.

La città dei vivi teatro

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Dentro una spirale di fascinazione e repulsione

Come si legge nella presentazione, lo spettacolo La città dei vivi “porta in scena la discesa in un inferno morale che appartiene non solo ai protagonisti, ma a un’intera società”.

Roma diventa un personaggio: “viva, tentacolare, oscura, capace di attirare e inghiottire. Una città che pulsa di desideri, illusioni, fallimenti”.  Mentre i personaggi si muovono “dentro una spirale di fascinazione e repulsione“.

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Il debutto a Milano, poi Torino, Bologna, Bari e Napoli

Dopo il debutto al Teatro Fontana di Milano (il 13 e 14 novembre, e dal 17 al 26 novembre), lo spettacolo sarà al Teatro Astra di Torino dal 9 al 14 dicembre, al Teatro Arena del Sole di Bologna il 18 e 19 dicembre, al Teatro Kismet di Bari il 24 e 25 gennaio 2026, al Teatro Bellini di Napoli dal 27 gennaio all’1 febbraio.

Le “avvertenze”

Visto il tema affrontato, non può mancare, nella presentazione, l’avvertenza: lo spettacolo in questione “è un’opera di finzione, seppur liberamente ispirato ad un romanzo che tratta vicende di cronaca note al pubblico. Esso non ha finalità informative, documentaristiche o giornalistiche, né intende rappresentare fedelmente fatti, persone o responsabilità realmente accertate. Al contrario, si configura come opera artistica, espressione del diritto alla libertà creativa, finalizzata all’esplorazione di temi universali attraverso strumenti propri della scena: la metafora, l’iperbole, la trasfigurazione simbolica, l’immaginario. Eventuali riferimenti a nomi, situazioni o dinamiche riconoscibili sono frutto di elaborazione drammaturgica e non devono essere intesi come affermazioni veritiere o ricostruzioni attendibili dei fatti. L’opera non mira ad informare né a fornire verità, ma a stimolare una riflessione artistica e umana. In nessun caso la rappresentazione va intesa come accusa, insinuazione o giudizio reale nei confronti di soggetti eventualmente riconoscibili. Ogni elemento narrativo mira a manipolare la vicenda specifica per raccontare una storia universale, proposta in chiave poetica, simbolica e provocatoria”.

L’incontro a Milano

Sempre a Milano, al Teatro Fontana, il 20 novembre, dopo lo spettacolo (dalle 21.30), è in programma il “talk post-show La forma del maleRaccontare l’umano tra cronaca e finzione, con Ivonne Capece (dal 2024 direttrice artistica del Teatro Fontana), Stefano Nazzi (giornalista, conduttore, autore e noto podcaster con Indagini), Lagioia e Nicola Canestrini (avvocato penalista e revisore testuale). A coordinare l’appuntamento (che si inserisce nell’ambito di Lucy – Dialoghi oltre i confini del teatro), il giornalista Diego Vincenti.

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