Vizio, cattiva abitudine, segno di incostanza. Per tanto, troppo, tempo il non finire i libri è stato additato come un tratto negativo. Ecco perché, invece, dovremmo cambiare idea su questo pregiudizio

Vizio, cattiva abitudine, segno di incostanza. Per tanto, troppo, tempo il non finire i libri è stato additato come un tratto negativo che inevitabilmente rendeva meno affidabile il lettore incriminato. Come si può fare affidamento, in tema di libri, sull’opinione di chi decide di piantare in asso una storia?

Nonostante i tanti pregiudizi, sembra però che smettere di leggere un romanzo e non finirlo mai non sia poi così grave. Anche Bookriot, che spesso riporta opinioni controcorrente, ha dedicato un articolo al fenomeno.

Per prima cosa sembra che la nostra ossessione di finire un libro derivi dallo stesso senso di colpa che ci porta a mangiare fino all’ultimo boccone una pietanza, anche se non abbiamo più fame. Pensateci: quando succede più spesso? Non a casa, quando possiamo decidere di conservare gli avanzi, ma quando siamo al ristorante. E sapete perché? Anche se solo a livello inconscio ci sembra sbagliato buttare via o non godere appieno di quello per cui abbiamo pagato.

Lo stesso avviene coi libri, ma anche coi film. Quante volte davanti a una pellicola non proprio interessante avete preferito dormicchiare, piuttosto che lasciare la sala?

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In inglese questo concetto viene definito “sunk cost fallacy“, in italiano è conosciuto come “costo irrecuperabile“. In poche parole, una volta investito tempo e/o denaro in qualcosa ci sembra impossibile tirarci indietro senza andare in perdita.

Non deve stupire allora se esiste un tale pregiudizio verso chi non legge un libro fino alla fine: non solo perde il denaro investito, nel caso in cui abbia acquisato il volume, ma soprattutto butta al vento tempo e energie. Sì, perché, anche se è un’attività piacevole e che fa bene alla salute e alla mente, leggere richiede tempo e concentrazione, due ingredienti che oggi più che mai è difficile trovare, sommersi come siamo da stimoli e distrazioni.

Ma davvero non finire i libri è una perdita così grave? In fondo non sarebbe peggio investire tempo ed energie in un’opera che, dopo qualche pagina o capitolo, ci accorgiamo non essere interessante come credevamo? Che ci annoia. Che non risponde al nostro bisogno del momento. Non vi è mai capitato di leggere un libro e pensare che se lo aveste letto in un periodo diverso sarebbe stato meglio? Ecco, chiudete quel libro, riponetelo nella vostra libreria e aspettate. Quando il momento giusto verrà, lo rileggerete. E se non dovesse mai arrivare, beh, ormai vi sarete dimenticati di quel volume perché avrete dedicato il vostro tempo ad altre letture, ben più adatte a voi.

E per i libri non letti ci sono tantissime nuove vite: li si possono regalare, vendere, ma anche decorare e rendere bellissimi oggetti.

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