Si è molto discusso sui nuovi esami di maturità, visti i cambiamenti introdotti. Novità che riguardano anche la seconda prova scritta per gli studenti del liceo classico. Ecco i consigli di Cristina Dell’Acqua, insegnante e autrice di "Una Spa per l’anima. Come prendersi cura della vita con i classici greci e latini"

Consigli per maturandi – di Cristina Dell’acqua*

Ragazzi, ci siamo. Sta per cominciare l’esame di Stato, quello sulle cui novità noi, docenti, presidi, genitori ed esperti del settore dibattiamo da mesi.

Non più tre scritti ma due, uno di italiano e uno di indirizzo specifico e un colloquio orale, che nelle intenzioni vorrà focalizzare sempre di più l’attenzione su di voi, su come siate riusciti a tradurre in vita le pagine dei libri faticosamente letti e studiati negli ultimi cinque anni. Nella lingua di noi professori si chiamano conoscenze e competenze, sorelle siamesi che fanno a gara (com-petono) per arrivare allo stesso obiettivo: costruire la persona che siete, che sarete.

Per gli studenti del liceo classico la seconda prova scritta ha nuove richieste: per quest’anno la traduzione sarà dal latino, affiancata da un testo (riportato in greco e in italiano) che vi offra la prospettiva greca di ciò che tradurrete e tre domande imperniate sul confronto dei due testi proposti.

Sempre, quando osservo i miei studenti tradurre, seduti al banco a faticare con i loro vocabolari, penso che siano (e voi con loro) dei rivoluzionari: chi traduce conosce la fatica di trovare la parola giusta con il significato giusto dopo averne valutati e scartati altri, e conosce sicuramente la frustrazione di non esserci qualche volta riuscito.

Qualunque cosa facciate da settembre nella vostra vita, nessuno potrà sottrarvi la dotazione dello sguardo critico, perché si è allenato a krínein, giudicare e saper distinguere, che sono alla base dell’atto del tradurre, ma anche della vita. Per cui ragazzi occorre ordine e metodo.

Ecco alcuni consigli pratici. Tempus tantum nostrum est: Il tempo dell’orologio, a portata di mano. Nessuna improvvisazione.

-Tempo della lettura: quindici minuti per la prima lettura dell’intera prova. Sia che ve la leggano, sia che la leggiate da soli, matita alla mano e sottolineate ciò che colpisce il vostro intuito: valutando dalle simulazioni mandate dal Miur nei mesi scorsi, l’introduzione agli autori e alle opere e al testo da tradurre e commentare, sono formulati in modo da focalizzare in modo chiaro le richieste;

-Tempo della certezza: greci e latini sapevano usare le parole. Trovatele. Usate cinque minuti per scovare le parole che vi hanno raccontato come pensano e per cosa vivono gli antichi, e fatelo sia nel testo latino sia nel testo greco originale;

-Il tempo della grammatica: l’analisi logica e del periodo sono lì per dirvi come vi vengono raccontate le parole che avete scovato (dieci minuti);

-Il tempo della traduzione: “sul mio vocabolario non c’è”. Amo nel profondo i miei alunni che usano questa frase, nei momenti disperati. Dice tutta la loro fatica. Però fidatevi, la parola o il verbo che cercate c’è! Anche sul vostro vocabolario, e c’è tempo per ogni cosa se lo usate al punto 4 anziché al punto 2, la troverete: il vocabolario è il vostro migliore amico. Tre ore per tradurre;

-Tempo del commento: “ma se (per caso) non riuscissi a tradurre come posso affrontare un commento su una cosa che non so”. È qui che ci vuole lo scatto d’orgoglio, non sottovalutatevi. È in questi attimi che le pagine di filosofia e letteratura faranno a gara nei vostri occhi per farvi viaggiare tra parole greche e latine che vi dicono quanto queste due culture si completano a vicenda, quella greca con la sua mentalità filosofica e quella latina con il suo modo di intendere la vita “ad res”. Raccontatelo in un’ora abbondante.

-Tempo della bella o della bellezza: prendetevi una breve pausa mentale e poi tenetevi un’ora intera per copiare in bella, senza fretta, ragionando nuovamente su ciò che avete scritto, limando, personalizzando e usando parole che conoscete per avvicinarvi ai classici: in fondo siamo le parole che usiamo.

Buona vita ragazzi, e continuate a fare la vostra piccola rivoluzione intima anche lontano dai vocabolari di greco e latino.

L’AUTRICE* – Cristina Dell’Acqua, laureata in Lettere Classiche all’Università degli Studi di Milano, insegna latino e greco ed è vicepreside al Collegio San Carlo di Milano. Da sempre appassionata di sperimentazione didattica, è coautrice de Il futuro è antico. L’uso del teatro classico nel l’educazione è nella formazione (2011) e da diversi anni è promotrice di incontri di lingua e cultura greca per adulti appassionati. Ha pubblicato con Mondadori Una Spa per l’anima. Come prendersi cura della vita con i classici greci e latini, un libro in cui ogni capitolo è una lettura che si prende cura di un aspetto del carattere di ognuno.

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