"L’unico consiglio che mi sento di dare è di far sì che gli adolescenti associno la lettura non a un’attività fastidiosa, imposta, ma a un piacere". Su ilLibraio.it l'intervento di Massimo Gramellini, che chiama in causa non solo la scuola e le famiglie, ma anche la televisione: "Deve parlare di libri senza snobismo, senza distinguere tra testi di 'serie a' e di 'serie b'..."

Si parla tanto di promozione della lettura tra i ragazzi, a scuola, come pure in famiglia. L’unico consiglio che mi sento di dare è di far sì che gli adolescenti associno la lettura non a un’attività fastidiosa, imposta, ma a un piacere: così come da bambini la lettura delle fiabe li appassiona, allo stesso modo da ragazzi devono viverla come un divertimento.

Spesso i librai mi fanno notare che, mentre tra gli scaffali delle loro librerie si incrociano tanti bambini felici, colpiti dai colori delle copertine e in cerca di nuove storie, è più difficile trovare degli adolescenti. E invece, ribadisco, la lettura deve essere vista come un’attività piacevole, tanto quanto i videogiochi o i social network.

Per riuscirci, più che istituire un’ora dedicata alla lettura nelle scuole – che verrebbe considerata dagli studenti, in molti casi, come un’imposizione -, credo sia più utile promuovere tra i giovani veri e propri club della lettura, anche virtuali, anche all’interno dei social network su cui trascorrono molte ore. La lettura, infatti, spesso è considerata un’attività che tende a isolare. Ecco perché i club della lettura potrebbero permettere di condividere con i propri coetanei la lettura di un romanzo. Proprio come avviene con lo sport, ad esempio.

Anche la televisione può dare il suo contributo. Alimentando l’immaginazione, visto che la lettura è anche “ginnastica mentale”. Parlando di libri senza snobismo, così come quando racconta il calcio, il cinema o la musica. Senza caricare la lettura di significato “alto”, senza creare una distinzione tra pubblico colto e resto dei telespettatori. E, soprattutto, senza distinguere tra libri di “serie a” e libri di “serie b”.

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