Negli ultimi 25 anni la Russia ha perso l’82% delle librerie. Ma il piano di aiuti del governo sta facendo discutere, perché prevede agevolazioni per i librai che promuovono una lista di libri scelti dallo Stato - I dettagli

Come abbiamo raccontato di recente, negli ultimi 25 anni (dal 1990 ad oggi) la Russia ha perso l’82% delle librerie (sia indipendenti, sia di catena). Si è infatti passati da 8.500 a 1.500 punti vendita. E la Duma ha annunciato il lancio di un piano di salvataggio (qui i dettagli, ndr). A proposito di questo piano, c’è una novità che sta facendo discutere, come racconta Publishing Perspectives.

Alcuni librai russi pensano infatti che la proposta governativa nasconda un tentativo di censura (o, comunque, la volontà di imporre determinate letture). In sostanza, il Ministero della Scienza e dell’Istruzione russo ha offerto alle librerie affitti agevolati e agevolazioni fiscali in cambio della vendita di una selezione di libri scelti dal governo, testi “di valore storico”, che contribuirebbero “all’educazione patriottica della popolazione”. Stando al ministro Dmitry Livanov, l’obiettivo sarebbe quello di far aumentare le vendita della letteratura di qualità.

Questa, dunque, la posizione ufficiale del governo russo. che si dice convinto che la cooperazione tra Stato e librai possa aiutare il settore. Tra l’altro, si sta pensando di dare la possibilità alle librerie di introdurre delle aree caffè all’interno.

LEGGI ANCHE:


In Russia un editore per ragazzi sfida l’omofobia. E viene premiato negli Usa 

Nell’immensa Russia sono rimaste solo 1.500 librerie (nel 1990 erano 8.500) 

Commenti