"Lagioia è patrimonio della città". "È il direttore ideale un questo momento e per i prossimi anni. Ci sono i risultati a dimostrarlo". Chiara Appendino e Sergio Chiamparino difendono lo scrittore dagli attacchi della Lega. Ma per capire cosa accadrà alla storica manifestazione, sarà fondamentale aspettare le conseguenze dell'esito delle Regionali in Piemonte...

Il bilancio (di pubblico, ma non solo) è positivo, anche a sentire gli editori. Eppure, non mancano le voci e i dubbi sul futuro della direzione di Nicola Lagioia, direttore del Salone del libro di Torino, che quest’anno è stato segnato dalle polemiche su Altaforte, casa editrice vicina a CasaPound. Per alcuni (il riferimento non è solo ad esponenti della Lega), infatti, la conferma di Lagioia, sotto contratto per altre due edizioni (oltre a quella che si chiude oggi al Lingotto), sarebbe a rischio.

Ma a smentire le indiscrezioni e a rispondere alle critiche arriva la sindaca Chiara Appendino, che commenta così la richiesta di dimissioni fatta dal segretario cittadino del Carroccio Fabrizio Ricca: “Non permetteremo alla Lega di distruggere il lavoro di tre anni col quale abbiamo faticosamente salvato il Salone. Nicola Lagioia, direttore della rinascita del Salone, non si tocca, è patrimonio della città. Se la Lega vuole prendersela con qualcuno, lo faccia con chi si è assunto la responsabilità politica della scelta, ovvero la sottoscritta”, riporta l’Ansa.

Dice la sua anche il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino: “Lagioia non si tocca. Ha saputo raccogliere l’eredità del Salone, rilanciarla, rafforzarla. È il direttore ideale un questo momento e per i prossimi anni. Ci sono i risultati a dimostrarlo”.

Interviene anche lo stesso Lagioia: “Mi fa piacere potermi confrontare con il capogruppo Ricca. Temo non sia aggiornato sui fatti. Ho sentito Buttafuoco giorni fa. Tanto che la sua lezione al Salone l’ho introdotta proprio io. Con l’editore Giubilei ho parlato stamattina. Raimo è andato via. Il Salone quest’anno ha avuto un successo clamoroso (tantissime persone hanno riempito gli stand in un clima di festa) e anche per questo motivo siamo tutti d’accordo perché la direzione editoriale vada avanti come peraltro già previsto”.

Come scrive sempre l’Ansa, difende il Salone e la “sua apertura culturale a 360 gradi da sempre”, anche il presidente Giulio Biino: “Fin dall’inizio io, come uomo di legge, non ero di questa linea, ma poi alla fine, dopo tutto quanto successo, è stata scelta l’unica strada possibile. Non si poteva aprire una festa per Torino e per l’Italia come il Salone, con lo sdegno ai cancelli, fuori, di una delle ultime sopravvissute ad Auschwitz”.

Questo per quel che riguarda le voci sul futuro del direttore. Sarà però fondamentale aspettare le conseguenze dell’esito delle Regionali in Piemonte (in programma, come le Europee, domenica 26 maggio), per capire quale sarà il futuro della storica manifestazione torinese.

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