Numeri alla mano, il Salone del libro di Torino 2018 fa meglio dell'edizione 2017. Il sindaco Chiara Appendino annuncia la nuova gestione della manifestazione e conferma le risorse pubbliche che verranno garantite. Antonella Parigi (Regione Piemonte): "È il momento di dare stabilità". L'anno prossimo la fiera si terrà dal 9 al 13 maggio - Il bilancio e la conferenza stampa conclusiva

Mentre a Roma si decide il futuro politico dell’Italia, al Lingotto di Torino si chiude la 31esima edizione del Salone del libro. Con grande soddisfazione da parte degli organizzatori, su tutti il direttore Nicola Lagioia, sorpreso positivamente dai numeri della manifestazione. Nonostante i ritardi con cui è stata organizzata l’edizione 2018 e nonostante i tanti problemi e le polemiche dei mesi scorsi (dalla liquidazione della Fondazione per il libro ai ritardi con cui sono stati pagati gli stipendi dei dipendenti, senza dimenticare i debiti, significativi, nei confronti dei fornitori), il Salone è stato un successo. Certo, restano i dubbi sul futuro. Chi gestirà la manifestazione l’anno prossimo? Chi e quando salderà i debiti? Che ruolo svolgeranno Aie e Adei? Ecco quindi l’interesse per la conferenza stampa finale, in cui Massimo Bray ha dato i numeri sull’edizione 2017: “Alle 17 di oggi, lunedì 14 maggio, i visitatori sono 144.386 visitatori, rispetto ai 143.815 complessivi dello scorso anno”. A cui si aggiunge il pubblico del Salone Off (quasi 26.500 persone, anche in questo caso in lieve crescita rispetto all’anno scorso).

Nel corso della conferenza stampa finale il sindaco di Torino Chiara Appendino ha sottolineato il ruolo degli enti pubblici in difesa del Salone: “Agevoleremo il lavoro del liquidatore occupandoci al più presto del pagamento dei debiti verso i fornitori“. Quanto al futuro, ha espresso rassicurazioni: “Il Comune continuerà a garantire risorse pubbliche alla manifestazione. E ci impegneremo perché il marchio del Salone resti in mani pubbliche, per salvaguardare il futuro di un evento in cui si produce cultura”. Sempre Appendino ha confermato che nel 2018 sarà la Fondazione per la Cultura a occuparsi dell’organizzazione del Salone, in collaborazione con chi da danni lavora al Salone”. E ha infine annunciato che la “coppia di fatto” Nicola Lagioia-Massimo Bray sarà alla guida anche nel 2019.

L’assessora alla Cultura della Regione Piemonte Antonella Parigi a sua volta ha sottolineato: “È il momento di dare stabilità alla manifestazione. La Regione continuerà sostenere il Salone e i suoi progetti, con un impegno economico che resterà invariato”. Parigi ha anche parlato dei dipendenti della Fondazione per il libro e dei creditori (“Si sta cercando di affrettare i tempi”).

Orgoglioso dei risultati ottenuti nonostante le tante difficoltà il direttore Nicola Lagioia: “Un risultato strepitoso dopo un anno molto difficile. Mi fa piacere aver deluso gli scettici. Tanti pensavano che una squadra di scrittori, artisti, e intellettuali avrebbe fallito sul piano dei numeri. E invece il pubblico di questa edizione lo dimostra”.

Quanto all’edizione 2019, si terrà dal 9 al 13 maggio.

LA VALUTAZIONE DELL’IMPATTO ECONOMICO DEL SALONE

Nel frattempo, l’Università di Torino ha presentato uno studio sull’impatto economico e sociale del Salone del Libro, in riferimento all’edizione 2017: le ricadute economiche dirette sull’economia del territorio sono state stimate in circa 14,2 milioni di euro. E se si guarda l’impatto moltiplicatore con i suoi effetti anche indiretti, si parla di valori medi fra i 29,494 e i 29,586 milioni di euro. Il lavoro è stato condotto da tre gruppi di ricerca coordinati dal professor Germano Paini nell’ambito del Progetto innovazione e competitività, e facenti capo rispettivamente al Centro interdipartimentale di Studi Urbani e sugli Eventi Omero, che si è occupato della valutazione del profilo dei visitatori e dell’impatto economico; a LabNet – Laboratorio di Applied Network Science della Scuola di Amministrazione Aziendale, che si è occupato della valutazione dei sistemi relazionali della filiera editoriale e dei profili di fruizione da parte delle utenze professionali; e a Quaerys, che ha analizzato gli Users Generated Content, ossia i contenuti social generati dagli utenti.

IL PROFILO DEL VISITATORE DEL SALONE DI TORINO

La ricerca – come sottolinea il comunicato – si è basata sui risultati della somministrazione di 2.140 questionari ai visitatori del Salone 2017 nelle 5 giornate di apertura: il 37,2% dei visitatori afferma di partecipare al Salone da oltre 7 anni (mentre il 23,8% degli intervistati dichiara di essere alla prima edizione. Altro dato interessante: i visitatori provengono per il 56% dall’area metropolitana di Torino e per il 44% da luoghi fuori da essa (in particolare nel 31,2% dei casi arrivano da altre regioni, senza contare gli studenti giunti al Salone in gita scolastica); oltre l’86% di coloro che arrivano da fuori l’area metropolitana di Torino viene in città esclusivamente per visitare il Salone.

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