"I Soci hanno preso atto del venir meno della continuità aziendale e dell’assenza dei presupposti economici e giuridici necessari per un risanamento finanziario dell’Ente" - Il punto della situazione sul futuro del Salone di Torino e i timori dei dipendenti della Fondazione

“I Soci hanno preso atto del venir meno della continuità aziendale e dell’assenza dei presupposti economici e giuridici necessari per un risanamento finanziario dell’Ente“. L’Assemblea dei Soci della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura di ieri ha confermato le voci della vigilia: si va verso la liquidazione dell’ente che organizza il Salone del libro di Torino. Ad avviare formalmente la procedura sarà l’Assemblea dei Soci in seduta straordinaria, che si riunirà il prossimo 28 dicembre. Essa indicherà il nome del commissario incaricato di gestire la fase liquidatoria. Nel comunicato si legge che “la Fondazione per il Libro proseguirà comunque nell’incasso dei crediti già deliberati per il passato e ancora dovuti da Enti, partner e sponsor, per far progressivamente fronte agli impegni pregressi con fornitori e banche“.

Allo stesso tempo, i Soci “stanno lavorando per arrivare nei tempi più brevi possibili – e comunque prima della 31a edizione del Salone – alla costituzione di un nuovo soggetto aperto alla partecipazione di attori pubblici e privati, che rifonderà su differenti basi giuridiche, economiche e societarie il modello organizzativo del Salone per le edizioni dal 2019 in poi”.

Per procedere nella realizzazione della 31esima edizione del Salone, la Fondazione ha sottoscritto nei giorni scorsi un Protocollo d’Intesa assieme alla Fondazione Circolo dei lettori e alla Fondazione Cultura Torino, che perfeziona il distacco del personale della Fondazione per il Libro presso le altre due fondazioni culturali. Diventa così operativa la nuova “cabina di regia”, cui “spetta fornire gli indirizzi generali, il coordinamento e il monitoraggio delle azioni poste in essere fra le tre Fondazioni”. Nella cabina di regia, presieduta da Massimo Bray, siedono i vertici di Fondazione per il Libro (Mario Montalcini, Michele Petrelli e Nicola Lagioia), Circolo dei lettori (Luca Beatrice e Maurizia Rebola), Fondazione Cultura Torino (Angela La Rotella) e Associazione Editori Amici del Salone (Gaspare Bona e Isabella Ferretti).

Come racconta l’edizione torinese di Repubblica a Torino il clima tra i lavoratori della cultura non è certo sereno: da un lato la rabbia dei dipendenti della Fondazione Musei per i probabili licenziamenti, dall’altra i timori dei dipendenti della Fondazione. Come scrive il quotidiano, “i dodici lavoratori in servizio in piazza Bernini cercano rassicurazioni e chiedono ai vertici di mantenere le promesse. Nei giorni scorsi si sono affidati ai sindacati ai quali hanno dato mandato per le negoziazioni. L’incontro chiesto ai vertici della Fondazione, spiega però Luca Sanna della Filcams Cgil, ancora non c’è stato”. Sono però arrivate le rassicurazioni di Montalcini, “secondo cui tutti i lavoratori avranno un distacco e in seguito saranno riassorbiti dalla newco che dovrebbe nascere nella prossima estate”.

 

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