Quando entriamo in libreria per scegliere un nuovo libro, raramente ci viene voglia di sbirciare l’ultima pagina, ma appena torniamo a casa e iniziamo la lettura veniamo assaliti dal desiderio di scoprire il finale…

Quando entriamo in libreria per scegliere un nuovo libro, ci lasciamo ispirare da tanti fattori: il titolo, l’immagine di copertina, la descrizione della trama. Osserviamo il volume e lo rigiriamo tra le mani. Lo apriamo. Diamo un’occhiata all’incipit: se quelle prime dieci righe ci conquistano, è fatta (o quasi). 

Raramente ci viene voglia di sbirciare l’ultima pagina quando siamo nel momento della scelta, ma appena torniamo a casa e iniziamo la lettura veniamo assaliti dal desiderio di scoprire il finale.

Certo, non capita sempre e non capita nemmeno con tutti i libri. Ci sono quelli che sembrano stati scritti apposta per seminare una curiosità insostenibile nel lettore, mentre ci sono altri davanti ai quali è possibile resistere. Una cosa però è certa: anche se non potremmo mai tollerare che qualcuno venga a spoilerarci la fine, la nostra nostra “sbirciatina”, quella sì, è più che concessa.

Forse l’idea di conoscere qualche dettaglio sulla conclusione della storia che stiamo leggendo ci infonde una sorta di tranquillità e ci dà la possibilità di restare più tempo in compagnia del nostro libro, soffermandoci sui passaggi e sulle descrizioni che ci colpiscono di più.

Oppure è soltanto una scusa per approfittare di una delle libertà più belle che offrono i libri: andare avanti e indietro senza nessuna regola, seguendo semplicemente quello che abbiamo voglia di fare.

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