È il settore dell'editoria che cresce di più. E non solo in Italia. Su ilLibraio.it una lunga intervista a Renata Gorgani, direttrice editoriale de Il Castoro, casa editrice indipendente per bambini e ragazzi, editore, tra le altre cose, della serie bestseller del "Diario di una Schiappa". L'abbiamo raggiunta nella nuova sede milanese dove, oltre alla storia e alla produzione di questo marchio di riferimento, abbiamo parlato di promozione della lettura, dell'ultimo rapporto Istat sulla lettura, di "Mondazzoli", di graphic novel... e, immancabilmente, del "Diario di una Schiappa" e della sua recente traduzione in latino, un progetto tutto italiano, che adesso anche l'editore americano ha proposto: "Se gli insegnanti trovassero il tempo di leggere un libro in classe tutte le settimane ad alta voce, sono convinta che questo varrebbe più di tutte le campagne di promozione della lettura che si fanno. E sarebbe pure gratis..."

Fare libri per bambini è un mestiere tanto affascinante quanto difficile: devi curare prodotti che mettano d’accordo i genitori che li compreranno e i bambini che li leggeranno; è necessario lavorare con attenzione sulle illustrazioni e sui testi, così da adattarli alle esigenze dei piccoli lettori.

Per esplorare questo mestiere e comprendere più a fondo uno dei settori più interessanti, vari e soprattutto in ascesa dell’editoria, abbiamo parlato con un’esperta in materia: Renata Gorgani, direttrice editoriale de Il Castoro. Siamo andati a trovarla nella nuova sede della casa editrice, in via Andrea Doria 7, a Milano: e oltre alla storia e alla produzione di questo marchio di riferimento, abbiamo parlato di promozione della lettura, dell’ultimo rapporto Istat sulla lettura, di “Mondazzoli”, di graphic novel… e, immancabilmente, del Diario di una Schiappa e della sua recente traduzione in latino, un progetto tutto italiano, che adesso anche l’editore americano ha proposto.

IlCastoro

Il Castoro nasce come casa editrice di saggistica cinematografica, molto apprezzata anche a livello accademico. Nel 1999 la decisione di dedicarsi anche all’editoria per bambini: perché proprio questo settore?
“Erano libri che guardavamo con curiosità, da un punto di vista personale prima che editoriale. Ero convinta che fosse la parte dell’editoria più interessante e creativa. E quindi era la cosa più divertente da iniziare a fare”.

Nella letteratura per bambini ci sono differenze di approccio, o caratteristiche particolari, legate ai paesi di provenienza degli autori? Per esempio, tra un autore francese e uno tedesco? E gli italiani che caratteristiche hanno, sempre che sia possibile individuare una “tendenza”?
“Si possono fare delle macro-categorie, ma lasciano il tempo che trovano. Parlando di romanzi, i francesi tendono a essere più ‘letterari’; gli inglesi invece nascondono la letterarietà e scrivono storie più efficaci: la letterarietà c’è, ma tendono a non esibirla. Gli italiani, nonostante ci siano ottimi scrittori, fanno ancora un po’ fatica a stare al passo con gli americani e noi fatichiamo a esportare i nostri romanzi per ragazzi. Poi, ovviamente, ci sono le eccezioni”.

E per quanto riguarda le fasce di età più basse?
“In quel settore noi troviamo le cose più interessanti negli Stati Uniti rispetto ad altri paesi, sia da un punto di vista degli albi illustrati, sia a livello di narrativa”.

Parliamo di un tema a cui teniamo molto, a ilLibraio.it, la promozione della lettura. Per la sua esperienza, ritiene sia importante leggere ad alta voce ai bambini? E leggere insieme a loro, quando anche loro sanno leggere?
“La lettura ad alta voce è il veicolo principe della promozione della lettura e questo vale quando si ha un anno e la mamma legge al bambino tenendolo in braccio, vale a cinque anni quando si legge insieme un albo illustrato, vale a dieci. Se gli insegnanti trovassero il tempo di leggere un libro in classe tutte le settimane ad alta voce, sono convinta che questo varrebbe più di tutte le campagne di promozione della lettura che si fanno. E sarebbe pure gratis… Forse bisognerebbe formare un po’ gli insegnanti nel leggere bene ad alta voce, ma non serve una lettura così straordinaria”.

Si crea così un rapporto tra chi legge e chi ascolta…
“Sì. Pensiamo a un ragazzino che fa fatica a leggere: se tutti sono lì e c’è silenzio, se c’è chi legge e non deve fare lui la fatica, anche lui è in grado di leggere tranquillamente un libro. Chiunque è in grado, anche un ragazzino che, per esempio, ha difficoltà con la lingua italiana. Sarebbe straordinario…”.

E potrebbe essere un incentivo al far leggere un bambino anche quando è più grande…
“Sì, quando il bambino si è appassionato a un libro, è facile che si appassioni anche a un altro e alla fine saprà leggere da solo. Questo si dovrebbe fare anche alla scuola media: perché non leggere un libro tutti insieme ad alta voce?”.

Un buon consiglio anche per i politici…
“Se io fossi il ministro dell’istruzione farei questo semplice aggiornamento dei programmi scolastici: con poca spesa avrei fatto più promozione della lettura di tante campagne”.

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Il Castoro è anche socio della Libreria dei Ragazzi di Milano: come nasce l’idea di entrare in società con Roberto Denti e Gianna Vitali? E quanto è importante per una casa editrice avere una propria libreria?
“L’idea è venuta per amicizia: eravamo molto amici con Gianna e Roberto, e loro avevano voglia e necessità di avere delle forze fresche e nuove in libreria. Loro lo hanno chiesto a noi e noi abbiamo risposto di sì. È stata una cosa molto semplice, diretta e immediata. Pensavamo e pensiamo tuttora che alla casa editrice sia molto utile, perché abbiamo un campione di mercato immediato e riceviamo dalla libreria molte indicazioni su che cosa vuole il pubblico, su cosa va bene sul mercato e su cosa funziona e cosa no. Poi la Libreria dei Ragazzi è anche un crocevia di autori, illustratori, editori: è un bel luogo dove scambiare idee”.

L’ultimo rapporto ISTAT sulla lettura ha evidenziato che la fascia di età in cui si legge di più in Italia è quella tra i 15 e i 17 anni. Negli ultimi anni, inoltre, a partire da Harry Potter e Il Diario di una Schiappa, assistiamo a un proliferare di saghe o romanzi seriali per bambini e ragazzi. Pensa che questo espediente influisca sul fatto che siano i ragazzi a leggere di più?
“È tutto lì, nella fascia tra i 15 e i 17 anni: questa è una fascia di età in cui se si innamorano di un libro, recentemente è successo con John Green ma anche con After, lo leggono tutti perché diventa una moda, un passaparola; se l’hanno letto gli amici lo devi leggere anche tu. E questo è un bene, anche con libri di qualità diverse, è un fattore che avvicina i ragazzi alla lettura. È una tendenza che, da quando sono iniziate queste serie, si è certamente rafforzata”.


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Si ottiene così una sorta di fidelizzazione del lettore…
“Diciamo che in questo modo il libro diventa un oggetto amico. Poi tutti speriamo che, una volta concluse queste serie, il ragazzo affronti qualcosa di diverso ed è molto probabile che accada”.

In Italia sono numerose le piccole case editrici per bambini: ci indica qualche esempio interessante, che merita attenzione?
“Ci sono piccoli editori che fanno un lavoro incredibile su fasce su cui gli editori più grandi non lavorano. Uovonero, per esempio, pubblica libri per i ragazzini in difficoltà, con i simboli al posto delle parole: un grandissimo lavoro, pregevole, per cui dovrebbero essere veramente sostenuti. Un’altra casa editrice che mi viene in mente è Lo Stampatello, che ha introdotto le tematiche di genere negli albi illustrati. È una cosa che gli altri editori non hanno fatto perché si tratta di un lavoro complesso e questi libri non vendono tantissimo, perché difficilmente i genitori li acquistano per i loro figli. Ma sono anche libri che vanno nelle scuole, quando glielo consentono… Anche in questo caso ci voleva un editore piccolo, convinto e con un bel progetto. Gli editori piccoli hanno questa funzione. Penso però anche a editori storici come Sinnos, che si fanno carico di pubblicare libri in doppia lingua. Dovrebbero essere molto sostenuti perché si sobbarcano tutta una parte di lavoro necessario”.

Il Castoro è una casa editrice indipendente, spesso in classifica con Il Diario di una Schiappa: la preoccupa la discussa operazione “Mondazzoli” (qui il nostro speciale sull’acquisizione di Rcs Libri da parte di Mondadori, con aggiornamenti, interviste, analisi e retroscena, ndr)?
“Penso che più attori ci sono in un mercato e più quel mercato è vivace. Quindi sono più preoccupata da lettore che da editore. Un mercato che va concentrandosi indubbiamente offrirà meno proposte, dunque come lettore e come cittadino guardo a questa prospettiva con preoccupazione. Come editore penso che ci sarà sempre spazio per i marchi indipendenti, che continueranno a fare cose diverse rispetto ai colossi. Come editore, inoltre, mi preoccupa di più la situazione delle librerie, con le politiche di sconto che potrà permettersi un colosso di queste dimensioni”.

La vostra produzione ebook non comprende gli illustrati per le fasce di età più basse. Ha senso, secondo lei, la trasposizione in digitale di un libro illustrato? O pensa che ci siano altri formati elettronici più adatti alla necessaria interazione dei bambini con i libri?
“Intanto in Italia non c’è tanto mercato, almeno per il momento, e quindi non vale la pena farli. I genitori tuttora preferiscono regalare testi di carta ai bambini piccoli. Credo che un bambino piccolo da un tablet si aspetti un’altra cosa: un gioco, qualcosa di interattivo. Si può tranquillamente mettere un libro illustrato in ebook, ma si vedono solo le pagine sullo schermo e rischia di essere deludente per i bambini. Servirebbero libri fatti appositamente per i tablet o i lettori ebook, ma finora i tentativi che sono stati fatti non hanno convinto. In ogni caso, credo che la narrazione abbia poco a che fare con l’interattività: nei libri che sono usciti finora, l’attività inserita nel libro illustrato serviva fondamentalmente a interrompere la storia e a togliere ogni interesse a proseguire nella lettura, se non nel fare un gesto. Diciamo che non c’è ancora una formula, il che non vuol dire che un giorno non potrà esserci”.

Teme di perdere degli autori, attratti dal “colosso”?
“Nel settore dei ragazzi questo conta relativamente: i grandi editori hanno più disponibilità, ma credo che negli ultimi anni si siano resi conto che buttare cifre molto alte su libri che poi non è detto che ripaghino non è proprio una buona idea. E sembra infatti che il mercato si sia molto calmierato”.

Veniamo al bestseller de Il Castoro: com’è andata la versione in latino della Schiappa? E quale sarà il prossimo appuntamento con Greg?
“Nel 2016 uscirà il decimo titolo del Diario di una Schiappa, e credo che la straordinarietà stia soprattutto in questo: parliamo infatti di una serie che, a dieci anni dall’uscita del primo libro, non dà il minimo segno di crisi. Vuol dire che è letta dai ragazzi, dai bambini dai 7-8 anni fino agli adulti, perché credo che sia diventata un vero crossover. Sono convinta che buona parte del successo derivi dal fatto che con la Schiappa i genitori si divertono e lo comprano volentieri per leggerlo anche loro. È ormai diventato un classico, e proprio per questo abbiamo deciso di tradurlo in latino, perché tutti i grandi classici della letteratura per ragazzi hanno una traduzione in latino. Era giunto il momento anche per la Schiappa, ma siccome gli editori americani (Abrams, ndr) non ci pensavano, ci abbiamo pensato noi”.

Quindi è un’idea de Il Castoro?
“Sì. Siamo comunque partiti dalla versione in inglese, perché non volevamo fare la traduzione di una traduzione, ma l’idea e la cura della traduzione è nostra. L’editore americano ha pubblicato adesso la sua edizione, ma con la nostra traduzione. E ha pure funzionato commercialmente. E adesso, questa è una notizia dell’ultim’ora, abbiamo fatto una co-edizione, o meglio un’edizione speciale, per la Germania e una per la Gran Bretagna. La Schiappa in latino si diffonde…”

Altre novità? Avete appena lanciato la nuova collana Tandem
“Con Tandem volevamo proporre un progetto per i bambini tra i 5 e i 7 anni, perché ci sono tanti libri maiuscolo, minuscolo, corsivo (tre sezioni della collana di tascabili illustrati Anch’io so leggere, pubblicata da Il Castoro, ndr) ma non c’è un vero progetto per quell’età specifica, che è quella in cui i piccoli iniziano la lettura solitaria e hanno il primo rapporto con il libro. E quest’idea, che abbiamo sviluppato insieme a Lodovica Cima, ci è piaciuta molto: inizio a leggere il testo in stampatello maiuscolo, che è la prima cosa e, se mi sento abbastanza sicuro e forte, provo a leggere un secondo racconto in stampatello minuscolo. È stata accolta molto bene”.


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E per il resto?
“Stiamo cominciando a fare libri che chiamiamo ‘speciali’. perché non sono né romanzi né albi. Il Manuale delle 50 avventure di Pierdomenico Baccalario e Tommaso Percivalle, illustrato da Antongionata Ferrari, è un manuale di avventure, di tutti i generi, all’aria aperta ma anche ‘canta in pubblico a squarciagola’ oppure ‘scrivi una poesia’. È stato un libro molto divertente da fare. Si tratta di testi che pubblichiamo anche con l’intento di venderli all’estero, libri che nascono già con una vocazione internazionale: abbiamo già venduto i diritti in Germania e in Portogallo”.

50 avventure

E poi?
“E poi sta per uscire La prima volta che... in cui abbiamo raccolto racconti di grandi scrittori per ragazzi italiani (tra cui Beatrice Masini, Antonio Ferrara, Pierdomenico Baccalario, Zita Dazzi, Annalisa Strada, Fabrizio Silei, Francesco D’Adamo, Tommaso Percivale, ndr), su un tema che abbiamo deciso noi. In questo caso il tema è ‘la prima volta che…’, e abbiamo definito noi anche le specifiche: tu scrivi della ‘prima volta che ti sei sentito ricco’, tu della ‘prima volta che hai baciato’… Uscirà in occasione della Fiera di Bologna; ne viene fuori un bel quadro di come sono i ragazzi e di come reagiscono. Ci abbiamo messo anche due esordienti per ragazzi (Alice Basso, al suo primo racconto per ragazzi, e Fausto Boccati, ndr) e due graphic novel (scritte da Giulia Sagramola e Antonio “Sualzo” Vincenti, ndr)”.

Prima Volta Che
Un altro progetto a cui tengo molto è Il libro che ti fa scoprire proprio tutto sui libri (anche se non ti piace leggere) di Françoize Boucher, una scrittrice francese che ha trovato una formula veramente interessante. Abbiamo già pubblicato il suo primo libro, Il libro che ti spiega proprio tutto sui genitori (perché ti fanno mangiare le verdure e tutto il resto): lei ha una formula particolare ed esprime concetti intelligenti (è un libro che ha messo d’accordo educatori, genitori e ragazzi), senza prendere le parti di nessuno. Penso che abbia un talento speciale, perché dice cose belle e giuste in modo divertente. E siccome il libro è stato un bestseller in Francia ed è andato molto bene anche da noi, adesso facciamo il secondo che tratta di libri, sperando che abbia lo stesso effetto dirompente del primo”.

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Promozione della lettura o promozione del lettore? – di Stefano Mauri 

Nella vostra ultima produzione ci sono anche molte graphic novel…
“Sì, ne pubblicheremo una ad aprile. Li consideriamo veri romanzi, con una storia complessa e ben raccontata, emozionante, ma in forma grafica. Per fortuna sono state sdoganate in Italia: un libro è un libro, che sia con le illustrazioni, le parole o i fumetti”.

 

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