Un estratto dal nuovo romanzo di Sara Gazzini, dedicato ai consigli d’amore, la specialità dell’autrice sui social

Sara Gazzini scrive d’amore con ironia e su Facebook si è fatta conoscere come “La Gazza”. Dopo l’esordio narrativo del 2017 con C’è chi dice di volerti bene, romanzo dedicato ai consigli d’amore, la specialità dell’autrice in rete, HarperCollins Italia porta in libreria il suo secondo libro: Sette baci prima di dormire: è martedì sera e il tramonto sta illuminando di rosso l’acciottolato del Lungarno fiorentino. Florinda, detta Flò, cammina lungo le spallette, ma tutta la bellezza della città e le scintillanti luci del fiume non riescono a rischiarare i suoi occhi tristi. Flò ha divorziato ormai da un anno mezzo, ma sembra che non sia passato nemmeno un giorno. È sempre disperata e non riesce a uscirne.

A niente servono gli aperitivi con le sue amiche del cuore tutti i venerdì al bar Spritztime in Oltrarno, a niente servono gli sguardi di Giovanni, l’affascinante barista che le prepara molti, troppi, Negroni e nemmeno l’affetto del suo meticcio Osso che cerca di spingerla a fare lunghe passeggiate sulla battigia di Forte dei Marmi. Flò è distrutta e tale vuole restare. Ma un giorno nella raffinata boutique del centro di Firenze dove lavora, entra una donna: negli occhi ha la stessa disperazione di Flò, ma nei suoi gesti la determinazione di chi vuole uscirne. Tra le sue mani un bigliettino con un numero. È quello della love coach che ha istituito il gruppo di terapia delle Innamorate anonime, per salvarle dalle loro dipendenze amorose. Adesso c’è una nuova sfida per la dottoressa: aiutare Flò a capire che l’amore nel nostro cuore può sempre ritornare, basta sapere dove cercarlo…

Sette baci prima di dormire

Su ilLibraio.it, per gentile concessione della casa editrice, proponiamo un estratto:

Le ore all’interno del garage volano, e volano perché stiamo parlando tutte la stessa lingua. Un po’ come è accaduto la notte dell’addio al nubilato a casa mia con Penelope e Lucilla. In questo garage stiamo guardando tutte nella stessa direzione, come io e mia madre nel meno sole.

Non so cosa mi aspettavo da questo incontro, ma il fatto di capire che non sono l’unica a soffrire per un abbandono e che non sono l’unica ad attendere un messaggio che non arriva mi rincuora.

«Che sapore ha la felicità, dottoressa?» domanda a un tratto Gaia, che dimostra di essere forse la più bisognosa di risposte.

«La felicità è un attimo» risponde E., «un attimo che vola via. E non è detto che quello che oggi è felicità domani lo sia ancora. Tutto sta nella capacità di accorgersene proprio nel momento in cui la stiamo vivendo.» Poi si gira verso di me e mi chiede: «Flò, per te cos’è la felicità?». «Osso che ha voglia di correre» dico senza pensarci neppure per un attimo.

«E ieri?» insiste lei.

«Erano i sette baci di Filippo, i suoi sette baci prima di dormire.»

«Si può dunque ripartire da quello che non c’è più?» mi domanda E. mentre con la mano destra si aggiusta il ciuffo che le ricade sul volto.

«Non lo so, ma ci sto provando» rispondo. «Ragazze, l’incontro è finito» annuncia E. dopo qualche

istante di silenzio. Gaia indossa un cappotto tre quarti, la tipa acida un parka verde militare che rispecchia la sua grinta, mentre la bocca rossa con i boccoli una specie di pellicciotto color castoro che fa pendant con il suo cattivo gusto. Ognuna recupera i propri oggetti con l’ansia di uscire da quel garage, per riflettere su quanto è stato detto, per provare a rischiare, o per piangere.

La love coach accompagna tutte alla porta, le saluta con un sorriso così pieno di dolcezza che sono certa che le cullerà fino al prossimo giovedì. Poi prende una sedia e la sistema proprio davanti a me.

«Flò.» Mi stringe la mano appena pronuncia il mio nome. «La felicità è un brivido, forse stasera lo abbiamo capito. Ma è un brivido che va colto nell’istante in cui lo si prova. Perché rischia di non tornare.»

(continua in libreria…)

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