Jim Al-Khalili, grande affabulatore della saggistica (nei suoi libri ha descritto il bizzarro mondo dei quanti, i paradossi della fisica e molto altro), ha deciso di cimentarsi con la narrativa. Il risultato è "Sunfall", in cui compare anche Fabiola Gianotti, direttrice generale del CERN di Ginevra...

Fabiola Gianotti è uno di quei nomi che incutono rispetto. Direttrice generale del CERN di Ginevra, è lei che ha comunicato in mondovisione la scoperta del bosone di Higgs, uno dei successi più eclatanti della fisica dell’ultimo secolo. Poco dopo, ha avuto la copertina del Time, una cosa che non succede spesso agli scienziati, figuriamoci agli scienziati italiani.

È quindi una deliziosa sorpresa ritrovare il suo nome tra le pagine di un romanzo inglese, constatare così che Fabiola Gianotti fa già parte dell’immaginario, è diventata un’icona internazionale. Una doppia icona, addirittura, perché nel romanzo di Jim Al-Khalili, Sunfall (Bollati Boringhieri, traduzione di Carlo Prosperi), l’attuale direttrice del CERN compare in ben due forme: come se stessa in carne e ossa tra vent’anni, in quanto rispettata “grande vecchia” in pensione della fisica degli anni ‘40 (i prossimi anni ‘40, ovviamente); e poi come voce disincarnata di un’intelligenza artificiale avanzatissima, chiamata “la Mente”, che gestisce, governa e controlla la gigantesca struttura del futuro CERN, e si mostra come avatar olografico a chiunque la interpelli, parlando “in un sommesso inglese venato di accento italiano”. Che meraviglia…

Jim Al-Khalili ha già affascinato molte migliaia di lettori in Italia con le sue descrizioni del bizzarro mondo dei quanti, con le sue analisi dei paradossi della fisica, col suo racconto della grande tradizione scientifica araba, con l’ipotesi più azzardata e sorprendente dei legami profondi che potrebbero connettere tra loro in modo inaspettato fisica quantistica e biologia. Ormai di casa nel nostro Paese, Al-Khalili riempie sempre le sale e le piazze, contagiando il pubblico con la sua simpatia naturale e con la semplicità disarmante con la quale riesce a spiegare concetti di una difficoltà suprema. Un grande affabulatore della saggistica, che ora ha deciso di cimentarsi con la narrativa.

Così, adesso ci propone un romanzo, un romanzo vero, un thriller seducente in piena regola, che non si può mettere giù, che ti trascina dentro le sue pagine, fitte di plot, scienza e fantasia. Abbandonati i panni del fisico – proprio nell’anno della sua elezione a Fellow della Royal Society (FRS, e quando puoi fregiarti di questa sigla tutte le altre diventano inutili) – ha vestito quelli del narratore.  La stesura di questo romanzo (ha confessato) gli è costata più fatica di un impegnativo lavoro teorico da sottoporre a peer review, cioè a quella “revisione fra pari” che è imperativo superare per poter pubblicare in una quotata rivista scientifica internazionale.

Il risultato è Sunfall, un thriller moderatamente fantascientifico, costruito magnificamente e scientificamente impeccabile. Nel mondo dei prossimi anni ’40, nel quale l’umanità ha superato (ma con gravi perdite) la crisi climatica e dove l’intelligenza artificiale regna sovrana, il campo magnetico terrestre si affievolisce, esponendo il pianeta alle emissioni mortali provenienti dal Sole. Questo è lo sfondo su cui gioca Al-Khalili; la trama e la tessitura le lascio a chi lo leggerà, tanto costa poca fatica, una volta iniziato.

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