Si chiude la prima edizione della nuova fiera dell'editoria: "L'obiettivo era arrivare ad almeno 70mila presenze. A poche ore dalla chiusura, siamo molto vicini". Quanto alla seconda edizione, il sindaco Sala vuole aspettare e riflettere prima di annunciare le date: "Ma la manifestazione tornerà sicuramente in primavera". Per il 2018 si pensa a un maggiore coinvolgimento delle scuole, a prolungare gli orari e...

L’ora dei primi bilanci per Tempo di libri: a Milano Rho si chiude la prima edizione della nuova fiera dell’editoria, fortemente voluta dall’Associazione Italiana Editori, una manifestazione arrivata dopo mesi di polemiche con il Salone del libro di Torino.

Le discussioni, sin dalla scorsa estate, hanno coinvolto la politica, le amministrazioni locali delle due città, e hanno inevitabilmente finito per dividere editori e addetti ai lavori.

I NUMERI

Ineluttabilmente, l’attesa per i “numeri” della prima edizione era alta, e la conferenza stampa di chiusura si è svolta in un clima teso. Gli organizzatori diffonderanno i numeri “certificati” da Fiera Milano il giorno dopo la chiusura, ma durante l’incontro qualche anticipazione è arrivata: “L’obiettivo era arrivare ad almeno 70mila presenze durante i 5 giorni”, ha spiegato Renata Gorgani, presidente della Fabbrica del libro: “A fiera finita sapremo se quella cifra è stata raggiunta. A poche ore dalla chiusura, siamo molto vicini all’obiettivo“.

“LE DATE NON HANNO AIUTATO”

A Renata Gorgani anche il compito di parlare di cosa non ha funzionato in questa prima edizione: “Inutile ricordare che abbiamo avuto pochi mesi per organizzarla. Un problema è stato certamente rappresentato dalle date, il ponte e la Pasqua vicina non ci hanno aiutato e l’anno prossimo non sceglieremo gli stessi giorni”. Sempre Gorgani ha parlato di “primi giorni difficoltosi, con meno pubblico di quello che ci aspettavamo; del risultato di pubblico del fine settimana, invece, siamo soddisfatti, era quello che ci aspettavamo”.

Si guarda già alla prossima edizione. Il sindaco Beppe Sala ha assicurato che ci sarà e ha spiegato di volersi prendere del tempo per decidere in quali date collocare le tante manifestazioni della primavera milanese, “tra cui Tempo di libri, di cui siamo soddisfatti, e che senz’altro tornerà anche l’anno prossimo, sempre in primavera“. Sala ha parlato anche del “successo degli incontri in città”, a cui l’amministrazione teneva in modo particolare.

A esprimere soddisfazione per il risultato “non scontato” di quest’edizione zero è stato anche l’assessore alla cultura Filippo Del Corno, che per l’edizione 2018 auspica “ancor più coordinamento tra le attività in Fiera e quelle di Fuori Tempo di libri”.

“NEL 2018 UN MAGGIORE COINVOLGIMENTO DELLE SCUOLE”

A proposito di aspetti che non hanno funzionato, sempre Renata Gorgani ha affrontato il tema scuole: “Siamo arrivati tardi, perché quando è stata ufficializzata la nascita della manifestazione le scuole avevano già organizzato i loro programmi relativi alle uscite. Sicuramente per la seconda edizione ci muoveremo con anticipo, e puntiamo a coinvolgere molto di più tutte le scuole, dalle elementari all’università”.

ALLUNGARE LA DURATA DELLA FIERA?

Il presidente dell’Aie Federico Motta ha invece affrontato il tema orari: “Probabilmente per la prossima edizione andranno rivisti. Il prolungamento degli orari è un’ipotesi di cui senz’altro parleremo, visto che le strutture della Fiera lo consentono”.

“NO AI CONFRONTI CON TORINO”

Sia il sindaco Sala, sia il presidente dell’Aie Motta hanno ribadito di non voler fare “confronti con Torino”. Per il primo cittadino di Milano, “non si tratta di una gara tra le due città, sono i giornali a voler fare questi confronti”.

Motta ha ribadito che “Tempo di Libri è la rappresentazione della politica industriale degli editori”. E a proposito di numeri, ha aggiunto: “Il confronto, semmai, va fatto con quelli della prima edizione del Salone di Torino, non con la 30esima”.

I COMMENTI

Stefano Mauri, Ad e presidente del gruppo GeMS (ed editore de ilLibraio.it, ndr), commenta: “Il weekend è andato molto bene nonostante Milano fosse distratta dal ponte. L’area metropolitana e i lettori hanno risposto positivamente, e i servizi della Fiera si sono confermati a cinque stelle”. Quanto alle cose che non hanno funzionato, anche Mauri pone l’accento su date, scuole e orari: “Aspetti correggibili alla luce di questa prima edizione”. E prosegue: “Magari anche qualche gufo in meno avrebbe giovato…”.

ORA L’ATTESA PER IL 30ESIMO SALONE

A questo punto gli occhi saranno puntati sul Salone di Torino, da quest’anno diretto dallo scrittore ed editor Nicola Lagioia. La 30esima edizione si terrà al Lingotto dal 18 al 22 maggio. Giovedì 27 aprile verrà reso noto il programma. Il confronto, nonostante gli auspici di Milano, sarà inevitabile.

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