I personaggi di Ben Marcus cercano diverse strategie di sopravvivenza per affrontare la paura dell’età adulta: l’infedeltà, l’essere padre, l’essere figlio, il suicidio. La raccolta di racconti “Via dal mare” lascia pian piano la narrazione tradizionale per la sperimentazione, per indagare la vulnerabilità umana

Insegna alla Columbia University e i sui scritti sono apparsi, tra gli altri, su Harper’s, The New Yorker, The Paris Review, Electric Literature, The Believer, McSweeney’s e Tin House. Parliamo di Ben Marcus, che torna nelle librerie italiane con una nuova raccolta di racconti:Via dal mare (Edizioni Black Coffee, traduzione di Sara Reggiani). Già autore de L’età del fil di ferro e dello spago e Notes from the Fog, Marcus continua nella sua sperimentazione narrativa della forma breve.

Nel nuovo libro indaga la vulnerabilità umana con diversi personaggi, tutti alla ricerca di una strategia per risolvere il loro problema comune, la paura dell’età adulta: in Cose belle da raccontare, un insegnante di scrittura creativa ha fantasie d’infedeltà a bordo di una crociera; nel distopico Rollingwood, un padre divorziato cerca di prendersi cura del figlio malato nonostante le pressioni dell’ex moglie e dei colleghi; in Guardare gialli con mia madre, un figlio pensa alla possibile morte della madre, illudendosi di poterla rendere immortale restando al suo fianco.

Ben Marcus Via dal mare

I risvolti delle trame ideate da Marcus toccano punti sensibili di donne e uomini, e seguono strade e fini diversi. Qualcuno decide di rifugiarsi in una caverna buia, qualcun altro cerca di ritrovare la purezza infantile; un automa scopre l’amore, per cui deve reinventare un linguaggio che ne tenga conto; un figlio apprende che la lealtà verso i genitori non è altro che una debolezza da estirpare; un impiegato attraversa il proprio ufficio come una landa deserta, un paesaggio esistenziale che esige atti eroici. Nel brano che dà il titolo alla raccolta, il protagonista cade in una spirale di incertezza e follia che lo conduce sull’orlo del suicidio.

Dopo il romanzo L’alfabeto di fuoco, Marcus torna a scrivere della società, analizzandone i lati umani più deboli.

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