“La vita dispari”, nuovo romanzo di Paolo Colagrande, narra la parabola di un ragazzino che vede solo metà del mondo, destinato a diventare un adulto che vive solo a metà...

Buttarelli legge il mondo come un libro a cui mancano le pagine pari o, se ci sono, rimangono indecifrabili. La sua vita, oscurata per metà e ristretta nello spazio elementare di una stanza e di una strada, è un tragicomico susseguirsi di inciampi e di intuizioni, di vessazioni e di casualità.

La vita dispari Paolo Colagrande

Quando scompare – e intorno alla sua figura si crea un alone di mistero – non resta che raccogliere, per tentare di fare un po’ di chiarezza o forse per aumentare la confusione, la testimonianza del suo amico nullafacente Gualtieri. Ecco che allora ne La vita dispari, nuovo romanzo di Paolo Colagrande, si snoda una trama di malintesi e incastri rovinosi, sempre all’insegna del paradosso: la silenziosa guerra con la preside Maribèl, la passione per Eustrella, il fidanzamento simultaneo con otto compagne di scuola, gli strambi insegnamenti esistenziali arrivati dal padre putativo, il matrimonio con Ciarma, l’infatuazione per una certa Berengaria.

 Colagrande, classe ’60, ha vinto nel 2007 il premio Campiello Opera Prima con Fídeg (Alet edizioni), e nel 2015 il premio Campiello Selezione Giuria dei Letterati con Senti le rane (nottetempo). La vita dispari narra la parabola  di un ragazzino che vede solo metà del mondo, destinato a diventare un adulto che vive solo a metà.

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