A 100 anni dalla nascita, Harper Lee resta un’autrice intramontabile e “Il buio oltre la siepe”, pubblicato nel 1960, rimane un classico (ancora purtroppo attuale) della letteratura americana. Soprattutto, è un libro che continua a emozionare, grazie alla voce inconfondibile della piccola Scout (e alla figura di suo padre)…
Doppio anniversario nel 2026 per la scrittrice Harper Lee: ricorrono infatti i 100 anni dalla sua nascita (il 28 aprile) e i 10 dalla morte (lo scorso 19 febbraio).
In vista della doppia ricorrenza, non a caso, nei mesi scorsi ha fatto parlare l’uscita dell’inedito The Land of Sweet Forever – Stories and Essays: una raccolta, pubblicata in Italia da Feltrinelli nella traduzione di Maria Giulia Castagnone, che include 8 racconti inediti e alcuni saggi. Scritti a metà anni ’50, i testi in questione sono stati ritrovati dagli eredi tra le carte che Lee ha lasciato nel suo appartamento di New York.
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La vita di Harper Lee
Vincitrice del premio Pulitzer, della Medaglia Presidenziale della Libertà e di vari altri riconoscimenti letterari, Harper Lee è nata a Monroeville, in Alabama, nel 1926.
È la più giovane di quattro figli, e studia legge per seguire le orme del padre (membro della Corte legislativa Statale) ma, a causa della scarsa passione per la materia, decide di trasferirsi a New York.
Quando arriva nella Grande Mela ha solo 23 anni, e trova subito impiego presso una compagnia aerea. Incontra Truman Capote, amico d’infanzia e astro nascente della scena letteraria americana dell’epoca. È proprio Capote a convincerla delle sue qualità narrative.
A New York Lee conosce i Brown, compositori che le offrono sostegno economico per mantenersi un anno e scrivere a tempo pieno. La aiutano anche a trovare un agente, Maurice Crain. Grazie a questi contatti Harper Lee trova un editore e può finalmente dedicarsi alla passione per la scrittura, trasformandola in lavoro.
Il successo di Il buio oltre la siepe
Il suo primo romanzo, Il buio oltre la siepe (To kill a mocking bird), pubblicato nel 1960, è stato subito un grande successo: accolto nel Book of the Month Club, nonché nella Literary Guild, è stato portato sul grande schermo nel 1962 dal regista Robert Mulligan (il film, tra l’altro, ha ottenuto otto candidature agli Oscar, e ha vinto ben tre statuette).
Molto si è detto degli anni successivi alla pubblicazione dell’esordio-bestseller di Lee, amato da generazioni di lettrici e lettori anche grazie alla voce narrante della piccola protagonista, Scout Finch.
Si presume che intorno alla metà degli anni ’60 Harper Lee abbia lavorato a un altro romanzo, che però non è stato pubblicato.
Nel luglio 2015, l’anno prima della morte della scrittrice, è invece uscito il suo secondo libro (55 anni dopo il primo), Va‘, metti una sentinella: sebbene appaia come il sequel del primo, Lee sostiene di averlo scritto prima. Ambientato a metà degli anni ’50, il romanzo vede la stessa Scout (Jean Louise Finch) tornare a Maycomb da New York per andare a trovare il padre Atticus. Cercando di comprendere il suo atteggiamento nei confronti della società e i suoi stessi sentimenti verso il luogo in cui è nata, la protagonista si ritrova costretta ad affrontare difficili questioni personali e politiche…
Il buio oltre la siepe, un classico del ‘900 americano

La copertina della nuova edizione tascabile del romanzo “Il buio oltre la siepe”
E veniamo al romanzo che ha reso celebre l’autrice, Il buio oltre la siepe. Tra le strade di Maycomb, una cittadina immaginaria del profondo sud degli Stati Uniti, prende vita quello che è considerato un capolavoro della letteratura americana del ‘900.
La voce narrante è quella della piccola Scout Finch, che racconta i momenti di gioco condivisi con il fratello Jim e con l’amichetto Dill. Attraverso gli occhi di Scout conosciamo, fra gli altri, la frenetica Calpurnia, governante nonché punto di riferimento per la famiglia Finch e la zia Alexandra, il tipo di donna per cui tutto deve essere sempre perfettamente in ordine e all’altezza delle aspettative della gente.
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Ci troviamo di fronte a una tipica cittadina americana in cui tutti si conoscono, e in cui non mancano pettegolezzi e pregiudizi razziali che esplodono quando Tom Robinson è accusato dal riprovevole Bob Ewell di aver stuprato la figlia, Mayella Violet Ewell. Del resto, Tom ha la pelle nera…
A difendere l’uomo nel processo (e, più in generale, a credere nella sua innocenza), è proprio l’avvocato Atticus Finch, padre di Scout e Jim.
A conquistare, come detto prima, è il punto di vista della piccola Scout, con la sua innocenza: ad esempio, Harper Lee le fa raccontare i litigi con i compagni di scuola e le incomprensioni con il fratello, che lei non sopporta quando fa “il grande”; c’è poi la figura di Boo Radley, enigmatico vicino di casa che nessuno ha mai visto. Jem, Scout e Dill si divertono a immaginarlo, formulando fantasiose ipotesi sul perché non esca mai e su come potrebbe essere.
Tra il susseguirsi dei giorni e delle stagioni, le parole e gli insegnamenti di Atticus accompagnano la crescita di Scout e Jem, compiendo ogni azione al fine di insegnare loro il giusto modo di fronteggiare la vita e, soprattutto, le ingiustizie.
Harper Lee disegna la figura di un padre che tratta i figli come adulti, spiegando loro il motivo delle cose, mostrando come ogni gesto abbia un peso, ogni scelta una conseguenza, e come alcune sconfitte siano necessarie.
Al tempo stesso, l’autrice americana sottolinea la curiosità infantile della bambina, in un processo attraverso il quale Scout si scontra con il pensiero degli abitanti di Maycomb, imparando pian piano a capire gli altri e scoprendo dunque cosa significa crescere e avere coraggio.
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Perché (ri)leggere oggi Il buio oltre la siepe?

Ma quindi, perché (ri)leggere oggi Il buio oltre la siepe? Come tanti classici della letteratura, resta (purtroppo) attuale a decenni di distanza dalla pubblicazione.
Ma non ci sono solo gli stereotipi razzisti a colpire, allora come in questi anni. C’è soprattutto il personaggio (universale) di Scout, una bambina che potrebbe appartenere a qualsiasi epoca. E c’è anche lo sforzo di un padre che ce la mette tutta per trasmettere ai figli ciò che ritiene giusto, rimanendo fedele ai propri principi, anche quando questi non sono immediatamente compresi.
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Fotografia header: Harper Lee nella foto GettyEditorial (4-3-2025)