“Viviamo in un’epoca in cui il cinismo imperante ci ha inculcato l’idea che la fantasia e l’immaginazione siano roba da bambini, una ‘fuga’ un po’ patetica dalla vita vera”. Rick Dufer, filosofo e divulgatore, in libreria con “Il pensiero incoraggiante – Tolkien in difesa del presente”, in occasione del “Tolkien Reading Day” su ilLibraio.it riflette proprio a partire dall’attualità dei personaggi nati dalla fantasia del discusso autore di “Il Signore degli Anelli”: “I libri, le storie, la mitologia non sono distrazioni per anime deboli…”

Gli eroi improbabili nella Tana di Shelob: Il Pensiero Incoraggiante che dobbiamo ritrovare

In quest’epoca, ci sentiamo tutti un po’ come Frodo Baggins nella tana di Shelob: attanagliati da un’oscurità pervasiva, indifesi nei confronti dell’imprevisto e del pericolo e privi degli strumenti necessari per uscire dal terribile antro cavernoso. Siamo in disperata ricerca di vie di salvezza, ma al tempo stesso viviamo immersi in un cinismo logorante che ci porta a dire “tanto lo so già” o “ma chi me lo fa fare” di fronte a ogni ispirazione, ad ogni opportunità. E così, ci sentiamo paralizzati e incapaci di reagire al pericolo, avvolti in una ragnatela che noi stessi abbiamo contribuito a tessere.

Oggi viviamo in un’epoca in cui il cinismo imperante ci ha inculcato l’idea che la fantasia e l’immaginazione siano roba da bambini, una “fuga” un po’ patetica dalla vita vera. Questo è il principale motivo per il quale le persone leggono poco e scrollano tanto: le storie, ormai, sembrano obsolete. Ma non c’è niente di più falso. Questo atteggiamento è il vero veleno del nostro tempo. Ci convince che non valga la pena lottare, che l’ombra sia ormai il destino ineluttabile e che rassegnarsi sia l’unica mossa intelligente da fare.

Ma guardiamo Frodo. Non è un prode guerriero invincibile, né un potente stregone. È un eroe improbabile, impacciato, un borghese abituato alle comodità che si ritrova sbalzato in un incubo. Eppure, è proprio la sua inadeguatezza a renderlo straordinariamente vicino a noi. Tolkien ci insegna che non serve essere eroi immacolati per fronteggiare il male, ma serve essere consapevoli. Chi si rifiuta di ascoltare i miti, chi si lascia svuotare dal nichilismo e si barrica nel proprio cinismo, finisce inevitabilmente per cedere all’Ombra. Chi non ha storie, chi non si innamora dei miti, sarà preda dell’Unico Anello, facendosi divorare dall’illusione del controllo, e diventerà facile preda delle ombre dei Nazgûl che infestano la nostra quotidianità: l’apatia, la depressione, la disperazione.

I libri, le storie, la mitologia, non sono distrazioni per anime deboli. Un libro non è un soprammobile, ma un concentrato di esperienza, un prestito del genio di chi ha affrontato (e non necessariamente risolto) problemi simili ai miei. Sono veri e propri manuali di sopravvivenza. E qui arriviamo al punto nevralgico, la domanda che ognuno di noi, guardandosi allo specchio, dovrebbe avere il coraggio di porsi: “Addentrandomi nell’oscurità e nei pericoli del mondo, mi sono fornito per tempo della mia luce di Eärendil? Ho nutrito il mio animo di arte, di racconti, di bellezza per non farmi trovare impreparato quando l’abisso mi guarderà dritto negli occhi?”.

Le storie come quelle del Signore degli Anelli sono esattamente questa fiala luminosa. Ci salvano dal baratro perché ci ricordano che persino nella notte più fonda, quando tutto sembra finito, un improvviso capovolgimento – l’Eucatastrofe – è ancora possibile. Ma dobbiamo tornare a leggerle. Dobbiamo tornare a crederci. Il semplice fatto che esistano, e ne esistano così tante e così straordinarie, è Il Pensiero Incoraggiante che ci permette di sopravvivere all’Ombra.

Immaginate di nuovo quel momento disperato nell’antro cavernoso. Frodo è a terra, strisciante, il respiro fetido del mostro incombe su di lui. Tutto è perduto. Ma, all’improvviso, un ricordo riemerge. “Lentamente portò la mano al petto, e lentamente tenne sollevata la Fiala di Galadriel”.

Quell’ampolla, che sembrava un semplice ninnolo elfico, “cominciò ad ardere, accendendosi d’una fiamma argentea, un minuscolo cuore di luce abbacinante, quasi che Eärendil in persona fosse sceso dagli alti sentieri del tramonto con l’ultimo Silmaril in fronte”.

Quella fiamma argentea che fa ritrarre le tenebre è l’Arte. È la Mitologia. È la letteratura di chi ha saputo distillare dal dolore la meraviglia. Stringiamola forte al petto, perché quando arriverà il nostro turno di affrontare Shelob, sarà l’unica cosa capace di riportarci a casa.

copertina di Il pensiero incoraggiante

IL TOLKIEN READING DAY – Ogni anno, il 25 marzo, lettori e lettrici di tutto il mondo tornano nella Terra di Mezzo per il Tolkien Reading Day, una giornata dedicata alla lettura e alla condivisione dell’opera di J.R.R. Tolkien. La data non è casuale: coincide con la caduta di Sauron in Il Signore degli Anelli, momento simbolico che segna la fine dell’ombra e l’inizio di un nuovo equilibrio. Nato su iniziativa della Tolkien Society, il Tolkien Reading Day è diventato negli anni un appuntamento diffuso e partecipato: biblioteche, scuole, gruppi di lettura e semplici appassionati si ritrovano – online e offline – per leggere, condividere passi amati e riscoprire il senso più profondo dell’immaginario tolkieniano.

Ogni edizione è guidata da un tema. Nel 2026, il filo conduttore è quello degli “eroi improbabili“: figure marginali, riluttanti o insospettabili che, proprio perché lontane dai modelli tradizionali, finiscono per incarnare una forma di coraggio più autentica.

Negli ultimi anni, tra l’altro, in più occasioni si è parlato della fascinazione della destra italiana per lo scrittore.

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Foto di Rick Dufer

L’AUTORE E IL LIBRO – Volto noto di YouTube Italia (il suo canale conta oltre 300mila iscritti), Rick Dufer (Riccardo Dal Ferro) è filosofo, divulgatore e performer teatrale, oltre che autore. Negli ultimi anni ha costruito un percorso riconoscibile, capace di portare la filosofia fuori dai contesti accademici. Tra libri, saggi, monologhi e progetti digitali – come il podcast Daily Cogito e la recente Cogito Academy (di cui è co-fondatore) – il suo lavoro si muove lungo una linea chiara: rendere il pensiero uno strumento vivo, utile per leggere il presente.

Dopo il successo di titoli come Seneca tra gli zombie, Critica della ragion demoniaca e Dio era morto (editi da Feltrinelli), Dufer torna in libreria con Il pensiero incoraggiante – Tolkien in difesa del presente (Bompiani), un libro che prosegue questa traiettoria, ma introduce anche un elemento nuovo. Al centro non c’è soltanto la riflessione filosofica, ma l’incontro con un immaginario narrativo preciso, quello di Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien, utilizzato come lente per osservare il nostro tempo.

Tra le pagine del volume, Rick Dufer affronta alcuni dei nodi più urgenti del presente – dalla crisi climatica alla trasformazione digitale – costruendo un dialogo continuo tra fantasia e realtà. Le vicende della Terra di Mezzo diventano così un dispositivo interpretativo: non un semplice riferimento pop, ma una struttura attraverso cui interrogare il modo in cui pensiamo, agiamo e reagiamo alle difficoltà.

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Fotografia header: Rick Dufer (foto gentilmente concessa dalla casa editrice)