Il “coming in” prima del “coming out”; esperienza privata e il più delle volte vissuta in sordina, nel romanzo “I taccuini del coccodrillo” di Qiu Miaojin l’accettazione di sé avviene a piccoli passi (falsi). Perché imparare ad amarsi è, ancor prima che una meta da raggiungere, una lunghissima corsa ad ostacoli (soprattutto a Taipei, sul finire degli anni ’80). Psicologa e attivista, l’autrice (1969 – 1995) del libro è stata leader della comunità queer taiwanese, ed è morta suicida a 27 anni
Il coming in prima del coming out; esperienza privata e il più delle volte vissuta in sordina, l’accettazione di sé avviene a piccoli passi falsi.
Perché imparare ad amarsi è, ancor prima che una meta da raggiungere, una lunghissima corsa a ostacoli, così come ci racconta la compianta autrice Qiu Miaojin nel suo I taccuini del coccodrillo (ora proposto in Italia da Add nella traduzione di Silvia Pozzi).
Una testimonianza sotto forma di diario
Una testimonianza – sotto forma di diario – circa le difficoltà di una ragazza queer nell’affermare la propria sessualità all’interno di una società che la fa sentire come fosse un “coccodrillo” fuor d’acqua (che è poi anche l’espediente metaforico utilizzato dall’autrice per parlarci di uguaglianza e discriminazione).

Nella Tapei di fine anni ’80
E come non prendere a cuore la protagonista; studentessa universitaria sul finire degli anni ’80 (quando a Taipei la legge marziale è da poco stata abrogata), Lazi attraversa le questioni identitarie in totale solitudine rispetto al mondo, sicché la sua ricerca procede “al negativo” senza altra percezione se non quella di sentirsi sbagliata.
E non che le sue quasi-relazioni le confermino altrimenti; incastrata in un estenuante tira e molla con la sfuggente Shui-Ling (che si trascina sin dai tempi del liceo), finirà poi per incontrare l’affascinante Meng-Sheng, uno studente fuori dalle righe che alle volte la corteggia e molto spesso la perseguita.
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La comunità LGBTQ+ taiwanese
Ma già in città si respira aria di rinnovamento – democratico, quello che segue il periodo del “Terrore Bianco” del KMT – e mentre la cultura taiwanese si sviluppa nella piena autonomia (letteraria, musicale e cinematografica), così la protagonista inizia a uscire allo scoperto, diventando presidente di un club accademico che richiama, al suo interno, altri esponenti della comunità LGBTQ+.
Un gruppo ristretto di amici con cui instaurare quel tipo di frequentazioni (intime, goliardiche e di supporto reciproco) che sinora l’hanno sempre vista esclusa. Fra queste, quella di sorellanza con le matricole Tun-tun e Zhi-rou (le prime a farle capire cosa significhi un legame fra due donne) o quella fuori dagli schemi con il tormentato Chu-kuang, personaggio senza filtri con cui condivide una dipendenza emotiva da Meng-Sheng… e non solo.
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Ebbene, è proprio dal confronto con gli altri coccodrilli (che nei capitoli dedicati si camuffano per sopravvivere sulla terraferma) che Lazi trova quindi il coraggio di affrontare tutto ciò che la fa soffrire; e se in ognuno dei vari personaggi scopre pure una parte di sé, ecco allora dispiegata la funzione inclusiva degli otto taccuini: sostenere chiunque li legga nel delicato passaggio che conduce all’autodeterminazione.
Combattere per conquistare la stabilità
Ma non che il coming out risolva di per sé ogni problema; prova ne sia che nonostante nel settimo taccuino ci racconti di una convivenza finita male – con un’impiegata del Movimento nazionale di liberazione, circostanza impensabile sino a poco tempo prima – Lazi continuerà comunque ad essere condizionata dai fantasmi della marginalizzazione, combattendo ancora a lungo prima di conquistare quella stabilità che proprio tutti ci meriteremmo nella vita. Se poi riuscirà nell’impresa, questo non è affatto scontato.
L’autrice morta suicida a 27 anni
E ciò tanto più laddove, dietro all’immagine della protagonista, si scorga l’impronta autobiografica dell’autrice: suicidatasi a ventisette anni dopo aver sofferto di una profonda depressione, attraverso la sua opera Qui Miaojin ci consegna non soltanto la sua storia di lesbica (cresciuta in un ambiente repressivo e giudicante), ma anche quella di un gran numero di individui che, ai giorni nostri e in varie parti del mondo, ancora non hanno la libertà di dichiarare chi sono. Se non all’interno dei propri diari segreti.
“Con Crocodile finalmente apparve sulla scena letteraria brulla e sterile di Taiwan un coccodrillo la cui esistenza era impossibile trascurare”, così si evidenzia l’impatto di I taccuini del Coccodrillo in un articolo di Chinafiles: “Con questo, la voce delle lesbiche di Taiwan ha davvero mostrato la sua forza, sia nel romanzo stesso, sia nelle risposte di lettrici e lettori ad esso”.
Tant’è che ancor oggi, nel gergo di Taiwan, “Lazi“ è divenuto sinonimo di lesbica: un soprannome che significa coccodrillo.
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