"Un ponte di libri" è l'autobiografia di Jella Lepman (1891-1970), in cui l'autrice racconta dall'interno il suo impegno per promuovere la lettura per l'infanzia nella Germania dei dopoguerra...

Autobiografia di una donna straordinaria, Un ponte di libri (Sinnos, traduzione di Anna Patrucco Becchi, curatrice del volume) è la storia di Jella Lepman raccontata di suo pugno, le memorie di una profonda fiducia nei confronti della letteratura e dei bambini, nella convinzione che i libri per l’infanzia possono, in un certo senso, cambiare il mondo.

Jella Lepman un ponte di libri sinnos

Jella Lepman era fuggita dalla Germania nazista nel 1936, in quanto ebrea, e si era rifugiata in Inghilterra, dove divenne giornalista per la BBC e la ABSIE, l’emittente americana in Europa. Al termine della guerra, il governo degli Stati Uniti le propose il coordinamento di un’organizzazione dedicata al sostegno e all’assistenza delle donne e dei bambini tedeschi, che lei accettò; quell’incarico fu il trampolino di lancio per un’intuizione geniale, legata ai libri e alla letteratura per l’infanzia: Jella Lepman era convinta che la letteratura e i libri potessero essere lo strumento di mediazione culturale necessario a sanare una ferita profonda come quella lasciata dalla seconda guerra mondiale. Riteneva, in particolare, che i libri per l’infanzia potessero crescere una generazione che avrebbe dato vita a una Germania diversa da quella che aveva costretto una popolazione intera a rinunciare alla propria libertà di parola e di pensiero. Sognava di poter costruire ponti di libri che unissero i bambini tra di loro, abbattendo le barriere politiche e culturali che il nazismo aveva eretto nella popolazione, e a questo dedicò il resto della sua vita.

Il sogno diventò molto più grande di quanto originariamente concepito: grazie all’operato della Lepman ebbe inizio la Mostra Internazionale di Libri per Bambini di Monaco, che nel 1946 fu la prima esposizione nazionale tedesca dopo la guerra; fondò anche la Jugendbibliothek di Monaco, la più grande biblioteca di libri per bambini al mondo, sotto la sua direzione; nel 1952 rese possibile la nascita di un’associazione interamente dedita alla promozione della lettura per bambini e ragazzi, l’IBBY (International Board on Books for Young People), tutt’ora attiva e non soltanto in Germania.

L’autobiografia Un ponte di libri prende il titolo proprio da questo sogno della Lepman, ed è la storia di un impegno incessante, basato sulla letteratura e i bambini, nella speranza che fosse possibile costruire un mondo diverso da quello che l’aveva costretta a fuggire dal suo paese. Non solo, Lepman racconta dall’interno una grande campagna di promozione della lettura rivolta ai più piccoli, un’iniziativa significativa anche dal punto di vista politico e sociale, capace di ricordare al lettore quanto siano importanti la lettura e l’istruzione in una società libera.

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