Sta facendo discutere la provocatoria partecipazione di Christian Raimo al programma di Rete4 "Dalla vostra parte". ilLibraio.it ne ha parlato con lo scrittore, insegnante e attivista, che racconta: "Ho rifiutato altri inviti in tv. Accetterei solo un dialogo con il ministro Minniti, dati alla mano...". Il Pd? "Ha sposato un'idea di controllo, securitaria". Raimo sottolinea inoltre il ruolo "dei movimenti, delle associazioni umanitarie, e di molti giornalisti. Che alzano la voce davanti al deserto della politica, con operazioni di controinformazione, comunicazione e militanza"

“Non c’avete un altro servizio sui negri cattivi?”. Il provocatorio cartello mostrato in diretta su Rete4, nel corso della trasmissione Dalla vostra parte, da Christian Raimo, scrittore, giornalista e insegnante romano, molto attivo in rete, è diventata un’immagine virale in queste ore, nonostante Facebook abbia rimosso temporaneamente il post (che nel frattempo era già stato condiviso da migliaia di utenti) in cui lo stesso Raimo, che tra pochi giorni sarà in libreria per Einaudi con Tutti i banchi sono uguali. La scuola e l’uguaglianza che non c’è, parlava dell’inconsueta partecipazione al programma condotto da Maurizio Belpietro, noto per i quotidiani servizi sui migranti, e per i toni usati.

Nel post Raimo ha criticato, esempi alla mano, il metodo giornalistico del programma, “non basato su dati reali” (“È una televisione che crea una paura che esiste solo nella loro pancia. È ridicolo ciò che dicono…”). Spazio anche per un appello alla mobilitazione: “Sta a noi di sinistra, semplicemente democratici, antifascisti, pensanti, fare argine a questo. Tocca a noi, in ogni momento, e sarà sempre peggio nei prossimi mesi”.

Christian Raimo già nei giorni scorsi si è confrontato in tv con il direttore del Giornale Alessandro Sallusti, ospite in quel caso di In Onda, su La7, ma è stata la sua presenza in collegamento nel corso del programma Dalla vostra parte a suscitare critiche (qui il video della puntata, ndr) e polemiche (non sono mancati sui social i violenti attacchi allo scrittore). “Controinformazione”, quella proposta da Raimo, che fa seguito al video virale di Roberto Saviano, un altro scrittore, che su Fanpage ha “smontato” dieci bufale sui migranti.

Non ci sono solo i casi di Raimo e Saviano. L’impressione è che, soprattutto sui social, scrittori e intellettuali italiani stiamo intensificando interventi legati alla questione, centrale e problematica, dell’accoglienza dei migranti, in un clima sociale e mediatico certo non sereno, come ammesso dal ministro dell’Interno Marco Minniti: “A un certo momento ho temuto che davanti all’ondata migratoria e alle problematiche di gestione dei flussi avanzate dei sindaci ci fosse un rischio per la tenuta democratica del Paese“.

Per Raimo, che ilLibraio.it ha contattato, però, non sono solo gli scrittori a prendere posizione in questa fase: “C’è una crescente sensibilità in tante persone, di diverse generazioni, che si riconoscono in certi valori. Penso al ruolo dei movimenti, delle associazioni umanitarie, e di molti giornalisti. Che alzano la voce davanti al deserto della politica, con operazioni di controinformazione, comunicazione e militanza”. La critica di Raimo è rivolta anche al Pd, che “da un punto di vista dei messaggi culturali proposti ormai ha preso una certa direzione, si pensi al libro di Renzi o alla campagna contro le Ong nel Mediterraneo. Il Partito Democratico ha sposato un’idea di controllo, securitaria“. Quello che evidenzia lo scrittore è dunque un “vuoto di rappresentanza politica”.

Raimo nelle ultime ore ha ricevuto altri inviti televisivi: “Ma ho detto di no. A meno che non mi venga permesso di dialogare con il ministro Minniti, dati alla mano…”. Argomenta lo scrittore: “Non mi piace fare tv, non è il mio mezzo, è semplificante, soprattutto quella italiana. In questi giorni sono andato in televisione consapevole di voler rovesciare il tavolo, davanti alla parodia di questi programmi” (“Il fascismo è sempre una parodia. Riempie un vuoto, e lo fa comodamente, prevedibilmente, stancamente, l’autobiografia infantile di una nazione”, ha scritto Raimo nel suo post). E racconta: “In genere il mio impegno culturale si svolge a scuola, nelle case editrici, con i libri, nell’attività politica e nella presenza online. Ho deciso di andare in televisione perché in questo fine agosto ho notato un vuoto. Tutto è nato da una petizione che ho promosso. Sapevo che avrebbe funzionato, perché conosco i media, sentivo che mancava un contenuto comunicativo in cui tante persone di sarebbero potute identificate, a partire dai miei studenti”.

Nei giorni scorsi, dopo il discusso sgombero nella Capitale del palazzo di via Curtatone, Raimo ha infatti lanciato una petizione su Change.org diretta al sindaco Virginia Raggi dal titolo “Per una Roma antirazzista, antifascista e solidale”: “Questa non è la mia città. Una città in cui alle sei di mattina i poliziotti fanno le cariche e buttano gli idranti contro i rifugiati, comprese donne incinte e bambini. Una città in cui da due anni la polizia interviene contro i migranti in transito sgomberando di notte i posti d’accoglienza. Questa non è la mia città, indifferente contro i deboli, ostile contro gli stranieri. Che parla di legalità solo quando deve usare la violenza contro i poveri. Che riempie le strade di transenne, posti di blocco, camionette. Che umilia chi dorme per strada. Che disprezza chi non ha una casa. Che chiama sicurezza il peggior razzismo…”. 

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