In piena emergenza covid-19, "Ci salveremo" torna in una nuova edizione ebook, arricchita da un'introduzione (di cui ilLibraio.it anticipa tre brani) scritta dal noto giornalista alla luce degli sconvolgenti eventi di queste settimane

L’Italia verrà fuori anche da questa fase di crisi? Se lo è chiesto Ferruccio de Bortoli, già direttore del Corriere della sera e del Sole 24 Ore, che nel saggio Ci salveremo – pubblicato poco meno di un anno fa da Garzanti -, si è interrogato sui costi della folle deriva populista, e ha messo in luce le colpe e le ambiguità delle élite, della classe dirigente e dei media.

In piena emergenza covid-19, Ci salveremo torna (da sabato 21 marzo) in una nuova edizione ebook, arricchita da un’introduzione (di cui ilLibraio.it anticipa tre brani) scritta dal presidente della Longanesi alla luce degli sconvolgenti eventi di queste settimane, che inevitabilmente segneranno il futuro prossimo dell’Italia e del mondo intero.

Il saggio di de Bortoli è, in ogni caso, una lettura molto attuale. Tra le altre cose il noto giornalista compie una sorta di viaggio nelle virtù, spesso nascoste, dell’Italia, perché una riscossa civica (come dimostrano del resto queste settimane assai difficili) è possibile, ma dipende da ogni singolo cittadino.

Per de Bortoli, per riuscire a risollevare l’Italia è necessario riscoprire un nuovo senso della legalità e avere un maggior rispetto del bene comune. Inoltre, ci vuole più educazione civica, da riportare a scuola (anche a distanza, aggiungiamo), e più cultura scientifica (altro elemento attualissimo).

Ci salveremo - nuova introduzione

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Su ilLibraio.it tre estratti dalla nuova introduzione di De Bortoli al saggio:

Il titolo di questo libro, Ci Salveremo, apparso nelle librerie nel maggio del 2019 (se ci pensiamo un anno bellissimo, come nelle parole sbeffeggiate di Giuseppe Conte), ovviamente non aveva alcun legame con le drammatiche settimane che stiamo vivendo nella primavera di quest’anno. Ma il sottotitolo Appunti per una riscossa civica, sì. Al di là delle intenzioni dell’autore. Perché la risposta italiana al contagio del coronavirus – le misure restrittive della libertà di ciascuno, il contenimento di massa, la chiusura pressoché totale del Paese – è stata dopotutto, pur con tante eccezioni, incoraggiante.

[…]

La nostra vita quotidiana, improvvisamente, ha subito un cambiamento profondo. Imposto dalla ragione, dalla disciplina e dal senso di responsabilità. Ora si tratta di superare insieme l’emergenza, di sconfiggere il virus rallentandone il più possibile la corsa. La coesione e la forza di una comunità sono già di per sé un vaccino. Sappiamo, e questo ci conforta, che sono sicuramente efficaci. Non è poco. Potremmo chiamarla la medicina della cittadinanza consapevole. Un farmaco che non si vende in farmacia. Ce l’abbiamo già.

[…]

In questa condizione così particolare, che non risparmia nessuno, senza che le frontiere possano permetterci di distinguerci più di tanto, rammentare quanto sia preziosa la possibilità di viaggiare e passeggiare tranquillamente in una città, ammirandone le bellezze, entrare in un caffè, scegliere un ristorante, contribuisce a dare alle libertà un differente sapore. Molto ma molto più forte. Noi ci eravamo talmente abituati a quelle libertà, al punto dal coglierne, nella normalità della vita quotidiana, più gli aspetti critici, i fastidi, i contrattempi. Oggi ci appaiono irrilevanti. Lo saranno probabilmente anche dopo. Quelle libertà erano così acquisite da suscitare persino un po’ di noia. Ecco, quando sarà tutto finito ci annoieremo molto di meno. E anche il più piccolo gesto – non avere paura della gente che affolla le nostre strade, non avere il timore di dare la mano al prossimo, di abbracciare gli altri senza pensieri – ci apparirà un dono di inestimabile grandezza.

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