Mentre a Milano si attende di conoscere il destino di Tempo di Libri, a Torino la situazione non è certo meno chiara - Il punto della situazione

Mentre a Milano si attende di conoscere il destino di Tempo di Libri e si aspetta nelle prossime settimane una presa di posizione da parte dell’Associazione Italiana Editori in merito alla terza edizione (senza dimenticare il ruolo di Fiera Milano, che ha la maggioranza della Fabbrica del Libro, la joint venture che organizza l’evento), a Torino la situazione non è certo meno chiara: se il direttore del Salone del Libro, ancora in attesa di firmare il contratto, è già al lavoro sull’edizione 2019 (in programma al Lingotto dal 9 al 13 maggio), come racconta l’edizione piemontese di Repubblica ora sembra a rischio il ruolo di Massimo Bray, presidente del Circolo dei Lettori: nei prossimi giorni, “forse con il prossimo consiglio di gestione”, Bray potrebbe infatti annunciare “il rifiuto dell’incarico e il passo indietro che riaprirebbe l’ennesima crisi nel mondo culturale sabaudo”. Come scrive il quotidiano, anche  a causa dei tanti impegni rispetto al precedente incarico, “Bray si è confidato con alcuni amici torinesi, ne ha parlato con il presidente Sergio Chiamparino e con la sindaca Chiara Appendino e le perplessità al momento sono più forti di quanto possa essere stato finora il desiderio di proseguire con l’impegno a Torino”. Staremo a vedere quale decisione prenderà il Direttore Generale della Treccani e come, nel caso, reagirà Lagioia, chiamato alla direzione del Salone proprio dall’ex ministro dei Beni Culturali.

CIRCOLO DEI LETTORI: INCHIESTA SUI CONTI

A proposito del Circolo dei lettori, la prossima settimana è in programma il consiglio dei gestione, con l’ingresso dei due nuovi consiglieri. Ma al Circolo queste sono ore difficili non solo per il possibile addio di Bray. Ieri l’edizione torinese del Corriere della Sera ha svelato che “i carabinieri, su delega del sostituto procuratore Gianfranco Colace”, stanno indagando sul Circolo dei Lettori: “Sono quasi una decina le persone informate sui fatti sentite negli ultimi giorni. L’inchiesta ha cominciato a muovere i primi passi alla fine del 2017, quando in Procura è stato depositato un esposto anonimo e dettagliato su un’ipotesi di malagestione delle finanze dell’ente culturale di via Bogino“, si legge sul quotidiano (qui altri dettagli, ndr), che stamattina è tornato sull’argomento: in particolare, le indagini si starebbero concentrando sulle “risorse non rendicontate (perlomeno non tutte), molte delle quali sarebbero transitate nelle casse del Barney’s, il bar ristorante del centro culturale di via Bogino”. Come precisa il Corriere, “l’inchiesta, al momento, non ha ipotesi di reato né indagati”. Inoltre, va detto che “il Bar Barney’s, che si trova sullo stesso piano del Circolo dei lettori, è un ente formalmente distinto dal centro culturale”. Staremo a vedere.

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